Intervista a Catello Maresca: “Pentimento Schiavone? Splendida notizia. Non sono contrario alla separazione delle carriere e ai test per i pm”

Parla il magistrato

Intervista a Catello Maresca: “Pentimento Schiavone? Splendida notizia. Non sono contrario alla separazione delle carriere e ai test per i pm”

Il Consigliere comunale di Napoli: "Il clan dei Casalesi è finito, lo Stato c'è. Mi auguro che anche Zagaria ne prenda atto e prenda la stessa decisione. Scelta di convenienza? Non è escluso ma al momento ci godiamo la novità. C'è tempo per le dovute verifiche. Non posso esprimere giudizi su chi fa le leggi a me spetta applicarle. Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per la lotta alle mafie"

di Andrea Aversa - 29 Marzo 2024

“Da Biden e Macron uscite infelici, insultare gli autocrati come Putin non aiuta”, parla l’ambasciatore Nelli Feroci

La guerra in Ucraina

“Da Biden e Macron uscite infelici, insultare gli autocrati come Putin non aiuta”, parla l’ambasciatore Nelli Feroci

«Etichettare Putin come un “macellaio” può essere controproducente, dovremo avere a che fare con lui ancora a lungo». La virata bellicista del capo dell’Eliseo «è un posizionamento rispetto a Le Pen». Netanyahu «non ha interesse a porre fi ne alla guerra, sa che per lui arriverebbe la resa dei conti»

di Umberto De Giovannangeli - 29 Marzo 2024

Chi è Francesco ‘Sandokan’ Schiavone e perché si è pentito il boss dei casalesi

Collabora con la giustizia

Chi è Francesco ‘Sandokan’ Schiavone e perché si è pentito: la storia di sangue e morte dell’ex boss dei Casalesi

Arrestato nel 1998, è stato il protagonista del noto processo 'Spartacus'. Da allora è detenuto al regime di massima sicurezza del 41 bis. Anche i suoi figli, Nicola e Walter, hanno deciso tempo fa di intraprendere lo stesso percorso. Dalla condanna all'ergastolo, alla scoperta della malattia. Del potente sodalizio criminale radicato nel casertano, nato per combattere Cutolo, solo Bidognetti e Zagaria hanno deciso di non collaborare con lo Stato

di Redazione Web - 29 Marzo 2024

Ilaria Salis resta in catene e l’Italia se ne frega: il garantismo a corrente alternata del governo Meloni

Il caso a Budapest

Ilaria Salis resta in catene e l’Italia se ne frega: il garantismo a corrente alternata del governo Meloni

Anche ieri, Ilaria Salis è stata portata in aula in ceppi: un guinzaglio, catene alle caviglie e ai polsi. Uno schiaffo ai diritti delle persone detenute e alla direttiva europea secondo cui gli stati membri devono evitare di presentare imputati e imputate in pubblico in modo tale che possano apparire colpevoli: è la presunzione di innocenza, fino a sentenza definitiva

di Laura Boldrini - 29 Marzo 2024

ARCHIVIO PER ANNO: