Io sono ancora qua
Dovbyk, il bomber della Roma che segna come Lautaro e che odia il Fantacalcio
Arrivato da capocannoniere della Liga spagnola, tra mille aspettative e hype alle stelle. È stato criticato troppo presto. Altri 3 punti a sua firma nella clamorosa rimonta della Roma
Sport - di Antonio Lamorte
Per quanto si possa darli per spacciati, li trovi sempre lì, lì nel mezzo, o sulla fascia, o insomma da quelle parti. Passano gli anni e le stagioni, le sessioni di calciomercato o le aste del Fantacalcio, ma niente: non se ne vanno, in qualche modo resistono. Li chiameremmo i “resilienti” se la definizione non fosse stata così abusata in questi anni, arrivando a comparire persino nel piano che dovrebbe salvare l’economia dell’Europa. Ma alla fine quello sono. Calciatori, allenatori, altri attori del mondo del pallone messi in discussione una volta sì e un’altra pure, a volte gratuitamente, a volte a ragione, che però non mollano. E li trovi sempre lì, a dirlo con i piedi e con il fiato: eh già, io sono ancora qua, come canta Vasco Rossi. Questa rubrica è dedicata e ispirata a loro.
Ad Artem Dovbyk non piace il Fantacalcio. “Lo odio, molte persone mi scrivono chiedendomi di segnare perché mi hanno messo nella formazione. Io provo a segnare ogni partita”. Lo ha fatto comunque, lo ha fatto di nuovo a Lecce, un gol che parla di una calciatore arrivato tra mille aspettative, hype alle stelle, bocciato troppo preso e troppo in fretta e di un altro passo in avanti in una classifica che racconta una rimonta che ha del miracoloso.
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Nessuna squadra nei primi cinque campionati d’Europa, da gennaio a oggi, ha fatto più punti della Roma. È a 52 punti, appena quattro dalla quarta in classifica, il Bologna. A tre dalla Juventus, che affronterà in casa domenica prossima. Si mangiano le mani, i tifosi della Roma, per l’inizio di stagione masochista delle scelte scellerate tra De Rossi e Juric, prima del ritorno di Claudio Ranieri in panchina. “Sono convinto che il vero Dovbyk qui in Italia ancora non lo si sia visto”, ha detto di lui l’allenatore.
La stagione scorsa capocannoniere della Liga spagnola, 29 gol, con la rivelazione Girona per la prima volta qualificata in Champions League nella sua storia. A Roma è arrivato per una quarantina di milioni. Non il crack che ci si aspettava, non ancora entrato nei cuori dei tifosi. A Lecce ampi sprazzi fuori dalla partita. Al 65esimo gli aveva negato il gol Falcone. In fuorigioco Mancini sul suo colpo di testa sul calcio d’angolo: gol annullato. Al 79esimo si era andato a prendere un pallone di potenza, lo aveva portato in area, se l’era spostato dal destro al sinistro, aveva depositato sul primo palo di pura potenza. Esultanza glaciale, minimale come sempre.
Altri tre punti a sua firma, dopo il gol vittoria di un turno prima, contro il Cagliari. 11 reti in Campionato come Lautaro Martinez, Riccardo Orsolini e Romelu Lukaku. 16 in stagione, al primo anno in una squadra italiana. Grandi aspettative, dure critiche: sembra una legge non scritta. Dovbyk sta però dimostrando di essere all’altezza di questa Roma sorprendente, capace di riprendere una stagione dalla palude lugubre e depressa in cui si era cacciata e di trasformarla in qualcosa di esaltante.
La classifica di Serie A alla 30esima giornata di Campionato
Al 2 a 1 all’Udinese dell’Inter, risponde il Napoli con il 2 a 1 sul Milan. La sfida Scudetto si gioca sulla distanza dei tre punti. Vince anche la Juventus di Tudor, subentrato a Thiago Motta in panchina. E vincono ancora la Fiorentina, che schianta 1 a 0 l’Atalanta, e il Bologna, 1 a 0 a Venezia. Pareggi innocui tra Como ed Empoli, Verona e Parma, Lazio e Torino. 3 a 0 duro del Cagliari in casa con il Monza.