A Los Angeles
Anche ai Grammy 2026 il protagonista è Trump: le parole di Bad Bunny prima del Superbowl, la rivelazione Olivia Dean
Gli attacchi al Presidente USA e all'ICE. “Nessuno è illegale su una terra rubata ai nativi". Premiati anche Steven Spielberg e il Dalai Lama. La lista completa
Cultura - di Antonio Lamorte
Anche ai Grammy, i riconoscimenti più prestigiosi e popolari della musica statunitense, il protagonista è stato Donald Trump. O almeno lo è stato a lunghi tratti, un convitato di pietra prevedibile considerando anche i premiati, i contenuti e le storie degli artisti intervenuti e celebrati. Primo tra tutti Bad Bunny ma anche Kendrick Lamar, Billie Eilish e Olivia Dean. Sono stati diversi gli artisti protagonisti della serata che hanno lanciato dure accuse al Presidente degli Stati Uniti, in particolare alle squadre anti-immigrazione dell’ICE dopo le morte di due attivisti e le proteste represse a Minneapolis.
La cerimonia è andata in scena alla Crypto.com Arena di Los Angeles. Serata storica anche per il regista Steven Spielberg che, con la vittoria per il miglio film musicale Music by John William, è entrato nell’esclusivo club degli EGOT: gli artisti che hanno vinto almeno un Emmy, un Grammy, un Oscar e un Tony. Lamar ha superato il primato di Jay-Z raggiungendo quota 26 Grammy in carriera. Premiato anche il Dalai Lama: miglior audiolibro a Meditations, la statuetta è stata ritirata dal cantautore Rufus Wainwright. Premiati nella categoria alternative i Cure. Un omaggio al padrino dell’hard rock e del metal Ozzy Osbourne, morto la scorsa estate: sul palco Slash e Duff McKagan dei Guns N’ Roses, Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, Post Malone e Andrew Watt hanno interpretato War Pigs dei Black Sabbath. Omaggiati anche D’Angelo e Roberta Flack.
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“Non siamo selvaggi. Non siamo animali. Non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani”, ha detto Bad Bunny, nome d’arte di Benito Antonio Martinez Ocasio, nato nel marzo 1994 vicino a San Juan, la capitale di Porto Rico. Appena dieci anni fa lavorava in un supermercato, caricava la sua musica su SoundCloud. Prima di diventare il primo artista in assoluto a vincere il premio per il miglior disco con un album in lingua spagnola, in 68 edizioni dei Grammy, era diventato nel 2022 il primo musicista nominato ai Grammy nella categoria album per un disco in spagnolo, Un verano sin ti. Si era schierato nelle proteste anti-corruzione che nel 2019 avevano sconvolto la sua isola, si era anche espresso a favore della democratica Kamala Harris alle elezioni presidenziali del 2024.
È stato un successo con pochi precedenti, soprattutto nel genere del reggaeton, quello del suo ultimo album Debí tirar más fotos, disco anche politico per gli artisti e gli intellettuali coinvolti, i riferimenti alla storia di Porto Rico, la ridefinizione di essere un artista latino negli USA, la colonizzazione dell’isola sotto la giurisdizione americana dal 1898. Bad Bunny parlato con il premio in mano, ha invitato a non lasciarsi “contaminare dall’odio” e a ringraziato la madre e tutti quelli “che hanno dovuto lasciare la propria patria per inseguire i propri sogni”.
Bad Bunny ha avuto la meglio contro dei big come Kendrick Lamar e Lady Gaga, che comunque non sono tornati a mani vuote. Il suo tour non toccherà gli Stati Uniti, per proteggere i fan dai blitz dell’ICE, aveva annunciato. “Prima di dire grazie a Dio, dirò: ICE OUT”. Suonerà negli USA soltanto in occasione dell’half time della finale del Super Bowl, in programma la prossima settimana, secondo molti osservatori il più grande evento televisivo al mondo, una sorta di consacrazione per un artista che in questo caso vale anche di più. “Sono contrario, penso che sia una scelta terribile, non fa altro che seminare odio”, aveva commentato Trump.
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“Nessuno è illegale su una terra rubata” ai nativi americani, le parole di Billie Eilish, che ha vinto il premio per la miglior canzone dell’anno con Wildflower. “Dobbiamo continuare a combattere e a far sentire la nostra voce e protestare, le nostre voci contano e la gente conta”. Al suo quinto Grammy per il miglior album Latin Tropical, Gloria Estefan ha detto di “non riconoscere più il proprio Paese”. Kehlani, premiata con la miglior performance R&B, indossava una spilla con la scritta ICE OUT. “Spero che tutti si sentano ispirati a unirsi come comunità di artisti e a parlare apertamente contro ciò che sta accadendo”. Anche Olivia Dean ha dichiarato ricevendo il premio di essere “nipote di un’immigrante, io sono prodotto di coraggio. Quelle persone meritano di essere celebrate”.
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Anche il conduttore Trevor Noha ha lanciato una stoccata al Presidente, alla luce delle nuove pubblicazioni di migliaia di file dell’inchiesta su Jeffrey Epstein. “Ogni artista vuole vincere un Grammy quanto Trump vuole la Groenlandia, visto che l’isola di Epstein non c’è più e a lui ne serve un’altra”. Il Presidente ha risposto che sull’isola non c’è mai stato e ha annunciato querele. “I Grammy Awards sono i peggiori, praticamente inguardabili! La Cbs è fortunata a non avere più questa spazzatura infestare le sue onde radio – ha scritto sul suo social Truth – non sono mai stato sull’isola di Epstein, né in nessun posto vicino, e fino alla falsa e diffamatoria dichiarazione di stasera, non sono mai stato accusato di esserci stato, nemmeno dai media che si occupano di fake news”.
Tutti i premiati e le categorie dei Grammy:
Canzone dell’anno – Billie Eilish – Wildflower
Registrazione dell’anno – Kendrick Lamar feat. SZA – Luther
Album dell’anno – Bad Bunny – Debí Tirar Más Fotos
Miglior artista emergente – Olivia Dean
Miglior album pop vocale – Lady Gaga – Mayhem
Miglior performance pop solista – Lola Young – Messy
Miglior performance pop duo/gruppo – Cynthia Erivo & Ariana Grande – Defying Gravity
Miglior registrazione dance/elettronica – Tame Impala – End Of Summer
Miglior album dance/elettronico – FKA Twigs – Eusexua
Miglior registrazione dance/pop – Lady Gaga – Abracadabra
Miglior album pop vocale tradizionale – Laufey – A Matter Of Time
Miglior album pop latino – Natalia Lafourcade – Cancionera
Miglior album di música urbana Bad Bunny – DeBÍ TiRAR MáS FOToS
Miglior performance rock Yungblud feat. Nuno Bettencourt, Frank Bello, Adam Wakeman, II – Changes (Live From Villa Park) Back To The Beginning
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Miglior canzone rock – Nine Inch Nails – As Alive As You Need Me To Be
Miglior album rock – Turnstile – Never Enough
Miglior album alternative – The Cure – Songs Of A Lost World
Miglior performance alternative – The Cure – Alone
Miglior performance metal Turnstile – Birds
Miglior performance rap – Clipse, Pusha T & Malice feat. Kendrick Lamar & Pharrell Williams – Chains & Whips
Miglior performance rap melodica – Kendrick Lamar con SZA – Luther
Miglior canzone rap – Kendrick Lamar feat. Lefty Gunplay – TV Off
Miglior album rap – Kendrick Lamar – GNX
Miglior performance country solista – Chris Stapleton – Bad As I Used To Be
Miglior performance country duo/gruppo – Shaboozey & Jelly Roll – Amen
Miglior canzone country – Tyler Childers – Bitin’ List
Miglior album country contemporaneo – Jelly Roll – Beautifully Broken
Miglior performance R&B – Kehlani – Folded
Miglior canzone R&B – Kehlani – Folded
Miglior album R&B – Leon Thomas – Mutt
Miglior performance di musica africana – Tyla – Push 2 Start
Producer of the Year, Non-Classical – Cirkut (Lady Gaga, Rosé, Jade)
Songwriter of the Year, Non-Classical – Amy Allen (Rosé, Jennie, Sabrina Carpenter)
Best comedy album – Nate Bargatze – Your Friend, Nate Bargatze
Best compilation soundtrack for visual media – Sinners – Various artists
Best score soundtrack for visual media (includes film and television) – Ludwig Göransson – Sinners
Best score soundtrack for video games and other interactive media – Austin Wintory – Sword of the Sea
Best song written for visual media – Huntr/x – Golden (from K-Pop Demon Hunters)
Best audiobook narration – Dalai Lama – Meditations: The Reflections Of His Holiness The Dalai Lama
Best music video – Doechii – Anxiety
Best music film – John Williams – Music by John Williams
Miglior album jazz vocale – Samara Joy – Portrait
Miglior album jazz strumentale – Sullivan Fortner feat. Peter Washington e Marcus Gilmore – Southern Nights
Miglior album jazz alternativo – Nate Smith – Live-Action
Miglior performance jazz – Chick Corea, Christian McBride e Brian Blade – Windows (Live)
Miglior album di teatro musicale – Buena Vista Social Club
Miglior registrazione operistica – Heggie – Intelligence, Kwamé Ryan direttore
Miglior performance orchestrale – Messiaen – Turangalîla-Symphonie, Andris Nelsons direttore