La conversione del decreto sicurezza

“Il Dl sicurezza è illegale”, toghe e penalisti uniti contro il provvedimento del governo

“Il legale non può diventare un funzionario del governo, pagato per far fallire la sua strategia difensiva”, tuonano gli avvocati. Pd e M5s all’attacco

Politica - di Angela Stella

21 Aprile 2026 alle 17:30

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Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse
Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse

Il ddl di conversione del dl sicurezza nelle parti in cui abroga la concessione del gratuito patrocinio per i ricorsi degli stranieri extra UE avverso i provvedimenti di espulsione e concede un compenso di 615 euro per l’avvocato che offre consulenza legale e informazioni al migrante interessato a remigrare volontariamente nel proprio Paese d’origine è riuscito nella straordinaria impresa di compattare avvocatura e magistratura che insieme alle opposizioni e a parte della maggioranza chiedono la cancellazione o un restyling della norma. Il meccanismo sotteso al provvedimento è drammaticamente banale: se lo straniero desidera tornare a casa senza fare storie lo Stato paga l’avvocato. Se invece quello stesso straniero vuole opporsi alla espulsione davanti a un giudice, deve arrangiarsi.

“L’emendamento trasforma il difensore in uno strumento delle politiche governative di remigrazione” ha criticato l’Ucpi. Esso “contrasta con l’idea stessa di difesa, perché collega il premio all’insuccesso della strategia difensiva, in contrasto con la logica, prima che con il diritto. In ogni ambito, il diritto di difesa deve rimanere pieno, libero e concretamente accessibile” ha aggiunto l’Anm. Pure Asgi ha osservato come la proposta sia “inaccettabilmente lesiva dell’autonomia e dell’indipendenza dell’avvocatura” e che “il requisito della ‘volontarietà’ del consenso della parte nei rimpatri già in passato è stato oggetto di forti dubbi da parte di organismi internazionali di tutela dei diritti umani quale, ad esempio, l’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani”. E poi come non ricordare il comma 3 dell’articolo 24 della Costituzione per cui “sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”? Insomma un vero pasticcio che porta la firma non solo del Governo per quanto concerne l’abrogazione del gratuito patrocinio ma anche dei senatori Marco Lisei (Fdi), Mario Occhiuto (Fi), Daisy Pirovano (Lega) e Mariastella Gelmini (Noi Moderati) per l’introduzione del 30 bis. Certo poi proprio il partito di Maurizio Lupi e Forza Italia hanno preso le distanze.

L’avvocato e responsabile giustizia di Noi Moderati, Gaetano Scalise, ha auspicato che “tale previsione venga rivista ed eliminata così da salvaguardare i principi fondamentali dell’ordinamento e la dignità della funzione difensiva” mentre il presidente dei deputati di Forza Italia, Enrico Costa, in una intervista a Repubblica ha dichiarato che occorre “affermare senza ambiguità l’attività del difensore per assicurare al cittadino l’effettività della tutela dei diritti e della garanzie costituzionali”, garantendo “alla difesa il massimo dell’indipendenza”. Lo stesso Costa ha assicurato che “presenterà un odg che potrà essere viatico per l’ascolto delle parti in causa e per un intervento normativo all’esito del confronto”. Ma è dalle opposizioni che arriva la bocciatura più forte alla previsione normativa e anche al modo in cui la maggioranza sta gestendo l’iter della legge. “Dopo la sonora sconfitta referendaria, incurante del voto degli italiani, il governo ci riprova sulla giustizia. Adesso tenta di rimetterci le mani per costringere gli avvocati a farsi esecutori della volontà politica, minando il principio costituzionale del diritto alla difesa. Va ricordato a Meloni che gli avvocati sono chiamati a difendere i diritti e gli interessi del proprio assistito, e non del governo di turno” ha dichiara ieri la segretaria del Pd, Elly Schlein. Vittoria Baldino, Vicepresidente M5s, ha detto: “Non so quale sia la Costituzione vigente a Palazzo Chigi o nelle segreterie dei partiti che hanno scritto il dl sicurezza bis ma il diritto di difesa è costituzionalmente garantito e l’avvocato ne è l’interprete a tutela della parte. La norma sui rimpatri volontari trasforma l’avvocato da soggetto che esercita il diritto di difesa ad un funzionario del governo chiamato ad esercitare l’azione politica dettata dall’esecutivo. Questa è una stortura costituzionale”. “È una norma che viola la nostra Costituzione, illiberale e autoritaria”, secondo Angelo Bonelli, deputato di AVS. Di emendamento “totalmente incostituzionale, contrario al principio del giusto processo” ha osservato il deputato di +Europa Riccardo Magi.

Oggi il provvedimento è atteso nell’Aula della Camera: voto di fiducia e approvazione finale molto probabilmente giovedì. Ma intanto ieri nelle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia il clima è stato molto teso. Chiara Braga (Pd) e Luana Zanella (Avs) hanno scritto al presidente della Camera Lorenzo Fontana per denunciare il “tentativo da parte della maggioranza di indebolimento del procedimento legislativo che sempre più rischia di compromettere la capacità dell’Assemblea di deliberare in modo pienamente informato”. L’esponente di Iv Roberto Giachetti ha annunciato che il suo gruppo non avrebbe partecipato ai lavori: “Non riteniamo di poter essere complici di questo schifo. Non parteciperemo perché è la definitiva distruzione delle prerogative del parlamentare ma l’alibi di salvare la forma accettando le forzature fino alle 2 di notte sapendo che poi tagliate tutto e date il mandato al relatore non ve lo diamo”. “I tempi del decreto sicurezza alla Camera sono stati discussi durante la conferenza dei capigruppo, quindi tutti erano consapevoli della situazione” ha replicato il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano (Fi).

21 Aprile 2026

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