Il testo in Aula
Dl sicurezza, è zuffa al Senato: muro della sinistra contro FdI
Il testo ieri in aula senza mandato al relatore, per via della forzatura dei meloniani: se non lo convertono entro il 25 aprile, salta tutto
Giustizia - di Angela Stella
Il dl sicurezza è sbarcato ieri nell’Aula del Senato ed è stata subito polemica. Il provvedimento è giunto all’attenzione dell’emiciclo di Palazzo Madama senza il mandato al relatore, visto che la commissione Affari costituzionali non è riuscita a terminare l’esame a causa dell’alto numero di emendamenti presentato dalle opposizioni. La maggioranza ha fretta di chiudere in quanto il dl dovrebbe essere approvato intanto al Senato e va convertito in legge entro il 25 aprile, compreso il passaggio alla Camera, pena la decadenza. Tuttavia le opposizioni non indietreggiano e promettono ostruzionismo, confermando di aver ripresentato i mille emendamenti già depositati in Commissione: “per noi possono arrivare a domenica o lunedì, non abbiamo limiti di tempo. Siamo qui. Sul dl sicurezza è l’ennesimo atto di arroganza istituzionale”.
La maggioranza, al contrario, ha messo sul tavolo trentasette proposte di modifiche, segno della necessità di intervenire comunque sul decreto, a cominciare dall’articolo 1 sui coltelli. E di evitare di porre la fiducia. In particolare FdI, Lega e Fi hanno presentato un emendamento per estendere la reclusione da sei mesi a tre anni anche a chi, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, “nonché strumenti con lama pieghevole di lunghezza pari o superiore a centimetri cinque, a un taglio e a punta acuta, muniti di meccanismo di blocco della lama oppure apribili con una sola mano”, previsione che mancava nel dispositivo originario.
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All’inizio della seduta, comunque, scintille tra i presenti dopo che senatori delle opposizioni hanno sollevato la questione della riforma Rai (prevista inizialmente in discussione ieri in Aula) citando il richiamo fatto due giorni dal presidente della Repubblica, Mattarella, sul fatto che “è inaccettabile” che la Commissione di vigilanza non sia in grado di esercitare i suoi compiti. All’intervento della senatrice del M5s, Barbara Floridia che guida la commissione di Vigilanza Rai, ha replicato la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli che stava presiedendo l’Aula, dicendo che la questione non era all’ordine del giorno. A quel punto si sono alzati i toni e alcuni hanno contestato il modo di condurre l’aula da parte di Ronzulli, per cui alla fine l’aula è stata sospesa per 5 minuti. Ripresi i lavori sono state respinte le questioni pregiudiziali sollevate dalle opposizioni con 62 voti favorevoli e 84 contrari. Poi inizio alla discussione generale.
Il senatore Andrea Giorgis, capogruppo del Pd nella commissione Affari costituzionali, ha criticato: “Le disposizioni contenute nel decreto sono ormai in vigore da più di un mese e mezzo ma, come dimostra anche la cronaca più recente, la situazione non sembra migliorare, anzi, perché con la demagogia, l’improvvisazione, la moltiplicazione dei reati e l’inasprimento delle pene, senza alcun investimento culturale e sociale, e senza la valorizzazione del personale, sempre più esiguo, delle forze dell’ordine, è difficile prevenire e contrastare le forme di violenza che investono la nostra società. Contro questa politica illiberale noi ci opporremo”.
Pure per il senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, “sulla sicurezza l’azione del governo è un disastro: i continui decreti di questi anni sono stati inutili, il Paese è più insicuro. Della famosa strategia di Blair, ‘duri con il crimine, duri con le cause del crimine’, il governo si occupa maldestramente solo della prima parte. Introduce nuovi reati e inasprisce le pene ma sulle cause non agisce. È il governo delle aspirine”. Ha replicato il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo: “La sicurezza non è un’ossessione della destra, ma un tema fondamentale su cui questo provvedimento, insieme a quelli che lo hanno preceduto, interviene con misure anche di prevenzione”. L’esame del testo continuerà ancora oggi. Nel momento in cui scriviamo è iniziato il dibattito sugli emendamenti.