La lettera aperta

Perché bloccare Open Arms è procurata omissione di soccorso ed estorsione

Non esiste materia di indagine. Stavolta non servivano né intercettazioni, né pentiti, né il ripristino di reati cancellati. Il reato da ipotizzare c’è e nessuno lo mette in discussione: omissione di soccorso nel migliore dei casi, strage nel peggiore. Invece: silenzio.

Editoriali - di Piero Sansonetti - 23 Gennaio 2024

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Perché bloccare Open Arms è procurata omissione di soccorso ed estorsione

Carissimo dottor Livio Pepino,
mi rivolgo a lei per varie ragioni. Per la sua lunga carriera in magistratura, per il suo impegno all’interno di Magistratura democratica, per la sua indubbia competenza e onestà, e perché con lei, recentemente, ho avuto una discussione pubblica un po’ aspra a proposito del cosiddetto caso Apostolico (la magistrata che partecipò a una manifestazione contro il governo). E poi perché di lei, nonostante i dissensi, mi fido.

Il dissenso sul caso Apostolico tra me e lei era molto semplice. Io ritenevo e ritengo che un magistrato non debba mai manifestare le sue idee politiche, lei riteneva, e ritiene, che invece possa farlo senza mettere a rischio la sua imparzialità.

Io però non ho mai pensato che un magistrato non debba occuparsi di questioni che indirettamente investono la politica. In questo caso mi riferisco al problema drammatico dei tanti naufragi che avvengono nel Mediterraneo e della difficoltà nei soccorsi.

Lei sa che una serie di decreti, leggi, disposizioni, direttive di vari governi, sciagurati accordi internazionali, negli ultimi anni, hanno reso sempre più difficili i soccorsi. Talvolta la magistratura ha anche partecipato all’azione di ostacolo all’azione di soccorso delle navi delle Ong, in varie forme. L’hanno fatto soprattutto alcune procure siciliane.

Ora però mi pare che ci troviamo di fronte a un caso clamoroso. Come è possibile che negli stessi giorni nei quali ben quattro procure accendevano i riflettori e avviavano le indagini sulle presunte irregolarità di Chiara Ferragni nel pubblicizzare una marca di pandoro, succedeva che un gommone naufragava nel Mediterraneo e che 61 persone annegassero, e che 25 fossero deportate in Libia, sebbene da ore “Alarm Phone” aveva lanciato l’allarme, ricevendo da Mrcc (il coordinamento delle Capitanerie di porto) la gelida risposta: “Noi non possiamo intervenire”?

Sono passate delle ore da quando è stato lanciato l’allarme a quando a un mercantile battente bandiera di Gibilterra si è ordinato di intervenire. Certamente se le autorità italiane si fossero mosse prima sarebbe stato possibile salvare delle vite ed evitare la deportazione.

Non so se ci siano colpevoli diretti. Resto esterrefatto nel sapere che non esiste materia di indagine. Stavolta non servivano né intercettazioni, né pentiti, né il ripristino di reati cancellati. Il reato da ipotizzare c’è e nessuno lo mette in discussione: omissione di soccorso nel migliore dei casi, strage nel peggiore. Invece: silenzio.

Colpa dei politici? Beh se è colpa dei politici, se cioè ci sono state pressioni sulla magistratura (per sopire, troncare, come diceva il Conte Zio…) la situazione sarebbe ancor più grave di come immaginavo.

Le rivolgo una seconda domanda. Ma se un ente decide di bloccare per venti giorni una nave adibita al soccorso dei naufraghi – come successo l’altro giorno a Crotone alla nave Open Arms – provocando, probabilmente, con questa decisione, dei danni e forse anche dei morti, e lo fa per la sola ragione che l’equipaggio di questa nave avrebbe compiuto, o minacciato di compiere, un salvataggio non regolare (secondo il decreto cosiddetto “spazza Ong”), e tuttavia obbligatorio per la legge del mare, e per di più questo ente impone il pagamento di migliaia euro all’armatore della nave dei soccorritori, non si configurano i reati di procurata omissione di soccorso e poi il reato di estorsione?

Dottor Pepino, forse lei pensa che io sia un pochino troppo provocatorio. No, non lo sono. Sono semplicemente pieno di rabbia per la vicenda dei migranti affogati (forse più di 3000 quest’anno), e di quelli deportati in Libia, e delle follie – illegali – che compie il governo, ma anche per il comportamento di una magistratura sempre pronta a scandalizzarsi se ha l’impressione che le venga tolta un’oncia di potere, sempre interessata ai reati di tipo economico dei politici o delle persone famose, e disinteressata alla vita e alla morte delle persone straniere. Magari sono io che sono accecato dal germe del garantismo, e che tengo la magistratura in gran dispetto. Può darsi. Mi piacerebbe molto se lei mi desse una spiegazione.

23 Gennaio 2024

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