Un nuovo scontro
Trump torna ad attaccare Papa Leone alla vigilia dell’incontro con Rubio in Vaticano: “Mette in pericolo molti cattolici”
La riconciliazione parte in salita, lunga e ripida. Alla vigilia della visita in Vaticano del segretario di Stato Usa Marco Rubio, che volerà presso la Santa Sede per incontrare Papa Leone XIV e tentare di ricucire i violenti strappi tra Casa Bianca e il pontefice delle scorse settimane, definito “debole” e “pessimo sulla politica estera” da Donad Trump, il tycoon torna a colpire.
Per Trump il Papa “sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone“, le sue parole nel corso di una intervista a Salem News Channel, insinuando che il pontefice statunitense sia favorevole ad una possibile opzione nucleare per Teheran.
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“Penso che (il Papa, ndr) stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, ma immagino che, se dipendesse da lui, per lui andrebbe benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare“, ha affermato Trump rispondendo ad una domanda del giornalista News Hugh Hewitt, che chiedeva al leader statunitense come mai Leone non intervenisse in favore di Jimmy Lai, imprenditore e attivista per la democrazia di Hong Kong attualmente incarcerato e condannato a 20 anni di carcere con accuse di collusione e sedizione in quella che è la più severa sentenza finora emessa in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina nel 2020.
“Beh, il Papa preferisce parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che sia una cosa positiva”, ha replicato Trump.
Ennesima sparata che arriva a due giorni dall’attesa e storica visita di Marco Rubio in Vaticano. Il segretario di Stato Usa è rimasto sostanzialmente in silenzio nella guerra a distanza lanciata dal suo “capo” Trump nei confronti del pontefice, anche alla luce degli stretti legami con parte delle “alte sfere” in Vaticano, a partire dal cardinale Parolin, che non a caso incontrerà giovedì. Allo stesso tempo però Rubio è anche un “falco conservatore” vecchio stampo, regista delle operazioni militari che hanno portato all’arresto/rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro e della guerra contro l’Iran, col “sogno” di un terzo intervento statunitense nella “sua” Cuba, Paese di nascita dei suoi genitori.
Quanto all’incontro di giovedì, in vista del faccia a faccia con Papa Leone è stato l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch a chiarire all’agenzia Reuters che il colloquio tra Rubio e il pontefice sarà il momento per una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump. “Le nazioni hanno dei disaccordi, e penso che uno dei modi per superarli sia… attraverso la fratellanza e un dialogo autentico”, ha affermato Burch. “Penso che il Segretario venga qui con questo spirito”, ha evidenziato l’ambasciatore, specificando che l’intento è quello di avere “una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo.”