La norma per corrompere gli avvocati
Soldi per la remigrazione: perché Mattarella non deve firmare la legge razzista e illegale che corrompe gli avvocati
Chiunque abbia un po’ a cuore lo Stato di diritto non può non rivolgersi a Mattarella. Presidente, per favore, non firmi la legge di conversione. Niente garantisce che la maggioranza la modifichi tra sessanta giorni. E’ un imbroglio.
Politica - di Piero Sansonetti
Oggi il Parlamento, che l’altro giorno ha già concesso la fiducia al governo, approverà definitivamente la conversione in legge del decreto che viola il diritto di difesa degli immigrati e semplifica i procedimenti di espulsione. E’ quello che su questo giornale abbiamo definito decreto Ku Klux Klan, perché oltre ad essere incostituzionale è anche razzista dal momento che modifica il diritto, ma solo a danno di una “categoria umana” e cioè gli stranieri poveri. L’anima razzista del decreto è evidente, assomiglia allo spirito del Ku Klux Klan.
In due parole spieghiamo la nuova legge. O meglio, spieghiamo solo quell’emendamento introdotto all’ultimo momento e che premia con una mancia di 615 euro gli avvocati che accetteranno di convincere i propri assistiti a non difendere le proprie ragioni e ad accettare l’espulsione. (Sul resto della legge, che è una legge pessima e ferocemente repressiva, stendiamo per oggi un velo). Proviamo a schematizzare. L’immigrato riceve l’ordine di espulsione. Da chi? Diciamo, per capirci bene, dallo Stato. Ha il diritto di ricorrere. Tocca a un giudice deve decidere se ha ragione lui o ha ragione lo Stato. Da una parte quindi c’è lo stato che accusa l’immigrato, e sostiene che non ha diritto a restare in Italia; dall’altra c’è l’avvocato dell’immigrato che lo difende e cerca di convincere il giudice a bocciare l’espulsione voluta dallo Stato. A questo punto lo Stato (cioè l’accusa) interviene e dice all’avvocato (cioè alla difesa): se mi fai vincere ti do 615 euro. Come se in un regolare processo il Pm corrompesse l’avvocato difensore. Non esiste nessuna persona dotata di raziocinio che possa ritenere non dico costituzionale, ma persino legale questa legge. Si tratta di una norma che prevede un atto di corruzione da parte dello Stato che si compra l’avvocato e lo spinge a commettere il reato di infedele patrocinio (articolo 380 del codice penale, da 1 a 3 anni di prigione più una multa di 516 euro).
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Benissimo. In questa situazione folle, il governo promette al Presidente della Repubblica di approvare in giornata un decreto che modifica quella disposizione, visto che si tratta di una disposizione evidentemente criminale. Però mantiene la conversione in legge del decreto criminale che da domani a mezzogiorno sarà legge. Il decreto che dovrà modificarla ne bloccherà le conseguenze ma solo per 60 giorni. Dopodiché, se non sarà approvato dal Parlamento (ed è probabile che non sarà approvato, ad esempio per l’opposizione della Lega) la legge criminale che corrompe gli avvocati sarà pienamente in vigore. Chiunque abbia un po’ a cuore lo Stato di diritto non può non rivolgersi a Mattarella. Presidente, per favore, non firmi la legge di conversione. Niente garantisce che la maggioranza la modifichi tra sessanta giorni. E’ un imbroglio. Lei non deve coprire questo imbroglio sciagurato, miserabile e razzista.