La tendenza in tutto il mondo
Social vietati agli under 15, anche la Turchia approva una legge: “Fogne che corrompono le menti dei nostri figli”
Dopo Australia, Malesia e Indonesia, il via libera di Ankara. La legge arriva dopo una strage di 9 studenti e un insegnante a scuola a opera di un 14enne. Le parole di Erdogan
News - di Redazione Web
Anche la Turchia si aggiunge ad Australia e Indonesia mentre Spagna, Francia, Grecia, Germania, Austria, Norvegia, Danimarca, Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia, Regno Unito e Paesi Bassi hanno lanciato riflessioni molto serie sul tema, alcuni Paesi degli iter normativi: intanto Ankara si è mossa e mercoledì scorso il parlamento ha approvato un disegno di legge che vieta alle persone minori di 15 anni di registrarsi ai social network. L’approvazione è arrivata a una settimana dalla strage di nove studenti e un insegnante a opera di un 14enne in una scuola di Kahramanmaras.
Secondo il disegno di legge, le aziende che gestiscono i social network dovranno introdurre sistemi per la verifica dell’età degli utenti e meccanismi di controllo affinché i genitori possano gestire gli account dei figli e monitorare il tempo di utilizzo delle app. Alle società spetterà anche una gestione delle piattaforme che riduca l’esposizione a pubblicità ingannevoli o dannose per gli adolescenti. Le sanzioni includono la riduzione della larghezza di banda internet e multe imposte dall’autorità di regolamentazione delle comunicazioni turca.
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Al presidente turco Recep Tayyip Erdogan spetta l’approvazione del disegno entro 15 giorni. “Viviamo in un periodo in cui alcune applicazioni di condivisione digitale stanno corrompendo le menti dei nostri figli e le piattaforme dei social media sono diventate, per dirla senza mezzi termini, delle fogne“, ha affermato lunedì in un discorso televisivo. La legge, che interviene anche su piattaforme di gaming come Roblox e Steam, entrerà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le comunicazioni online sono state comunque oggetto di limitazioni dalle proteste dello scorso anno a sostegno del sindaco dell’opposizione di Istanbul Ekrem Imamoglu, al momento in carcere, considerato ormai il principale rivale di Erdogan che governa dal 2014.
A fare da apripista alla tendenza, dallo scorso dicembre, l’Australia dove le società di social media hanno revocato l’accesso a circa 4,7 milioni di account a minori di 16 anni. Lo scorso mese l’Indonesia ha vietati ai minori di 16 anni l’accesso a piattaforme digitali che potrebbero esporli a pornografia, cyberbullismo, truffe online e dipendenza. Sistemi di sorveglianza e controllo elettronico dell’identità con il sistema eKyc sono stati introdotti il mese scorso in Malesia. A febbraio scorso il Portogallo ha approvato una legge – il cui iter non è ancora concluso – che vieta l’accesso totale sotto i 13 anni e richiede consenso parentale tra 13 e 16 anni mentre in Francia si attende il voto del Senato dopo l’approvazione dell’Assemblea Nazionale per il divieto sotto i 15 anni.