La via d'uscita del governo
Il grande imbroglio di Meloni, il gioco delle tre carte per salvare il decreto Sicurezza e tenersi la legge Ku Klux Klan
Qual è il problema? Semplice e drammatico: nella cultura del centrodestra e in particolare della Meloni non solo non c’è nemmeno un alito di cultura garantista e costituzionale, ma non c’è neppure la minima idea di cosa sia il diritto
Politica - di Piero Sansonetti
Giorgia Meloni alla fine ha capito che il presidente della Repubblica non le firmerà mai la conversione in legge del decreto che noi abbiamo definito “il decreto Ku Klux Klan”, perché chiaramente ispirato dalla ideologia del movimento razzista americano e ai principi della “remigration”, che è la forma moderna del vecchio razzismo americano, quello contro il quale combatté strenuamente il presidente repubblicano Abraham Lincoln.
Perché Mattarella non può firmare? Semplicemente perché un decreto ispirato alle idee del Ku Klux Klan e che fa strame dei principi più elementari dello Stato di Diritto, e in particolare del principio del diritto inviolabile alla difesa, non ha nemmeno l’ombra di un provvedimento costituzionale. Oltretutto in questo caso non solo si viola il diritto alla difesa (violato certamente con l’emendamento sulla tangente da pagare agli avvocati filogovernativi, ma già violato con la riduzione del gratuito patrocinio) ma si introduce un elemento di vera e propria corruzione degli avvocati. Cioè, in sostanza, si viola la Costituzione e si commette un reato (un reato che esiste già nella formulazione dell’emendamento). A questo punto cosa fa la Meloni? Se la cava promettendo che contestualmente alla conversione in legge del decreto illegale lei varerà un decreto per rendere legale la legge illegale. Quindi un decreto che estenda il premio di 615 euro anche agli avvocati che non riusciranno a convincere i propri assistiti ad accettare l’espulsione. È uno stratagemma che più folle non si era mai visto. E che oltretutto è un imbroglio. Perché il decreto che dovrà correggere il precedente decreto non è affatto detto che sarà approvato. E comunque questo pasticcio demenziale costringerebbe Mattarella a firmare una legge incostituzionale solo sulla base della promessa che però poi la maggioranza la cambierà. Come potrà mai Mattarella accettare una simile scombiccherata proposta? Se una cosa del genere la raccontate all’estero vi fanno un Tso.
Qual è il problema? Semplice e drammatico: nella cultura del centrodestra e in particolare della Meloni non solo non c’è nemmeno un alito di cultura garantista e costituzionale, ma non c’è neppure la minima idea di cosa sia il diritto. Lo si era già visto nella campagna referendaria, quando la presidente del Consiglio strepitava che si doveva votare Sì per garantire che la magistratura arrestasse più gente e scarcerasse di meno. Non aveva capito niente? Già, forse nessuno a destra si intende di queste cose, il problema è che attualmente governano loro.