Bocciata la proposta spagnola

Accordo tra Ue e Israele, giravolta dell’Italia: vota contro la proposta della Spagna

Il no al Consiglio affari esteri, nonostante l’annuncio di Meloni di voler sospendere nel nostro Paese il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Tel-Aviv. Tajani: “Valuteremo altre iniziative”. S&D attacca: “Decisione grave e complice”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

23 Aprile 2026 alle 16:30

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Photo credits: Imagoeconomica via Antonio Tajani
Photo credits: Imagoeconomica via Antonio Tajani

Una spaccatura che fa felice Netanyahu. Su Israele l’Ue si è spaccata di nuovo. Perché al Consiglio Affari Esteri in Lussemburgo le due fazioni sulla decisione di interrompere l’accordo di associazione tra Unione europea e Israele sono rimaste ferme sulle loro posizioni: quella dei favorevoli, guidata dalla Spagna del socialista Pedro Sanchez, e quella di chi, pur criticando l’aggressività bellicista dello Stato ebraico in Iran, Libano e Palestina, non manifesta la volontà di inviare un primo, concreto messaggio di condanna in nome dell’Europa.

In questo secondo gruppo, nonostante la decisione di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele, c’è anche l’Italia, insieme a Germania, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria. A ufficializzare la bocciatura della proposta portata sul tavolo da Madrid è stato il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che si era dichiarato contrario: “È stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l’accordo commerciale con Israele, si parlerà l’11 maggio alla prossima riunione dei ministri di altre iniziative che si possono fare e valuteremo. In Italia abbiamo sospeso la conferma automatica del memorandum sulla difesa con Israele, le pressioni le stiamo facendo, ma devono essere pressioni sul governo, non sulla popolazione civile. Abbiamo una posizione diversa dalla Spagna, perché la loro non ci sembra la via giusta. La nostra posizione è identica alla Germania”.

Parole e scelte che producono le reazioni dell’opposizione: “La scelta della premier Meloni di collocarsi fra i governi che non vogliono nessuna sanzione per Israele è una grave responsabilità che, anche in questo caso, mortifica il ruolo del nostro Paese nello scenario internazionale”, accusano gli europarlamentari del Partito democratico Nicola Zingaretti e Lucia Annunziata, rispettivamente capo delegazione PD al Parlamento europeo e membro della commissione Affari esteri. Per i due esponenti S&D “la scelta che stanno compiendo i governi europei di non sospendere l’accordo commerciale Ue-Israele e non fare nulla nei confronti del governo Netanyahu è un errore grave e complice”. Durissima Kathleen van Brempt (S&D), vicepresidente della commissione Commercio internazionale: “Lasciando inalterato l’accordo di associazione UE-Israele, l’Unione Europea sta inviando il segnale che le clausole sui diritti umani possono essere ignorate senza conseguenze”. Sulla stessa linea del PD anche la delegazione del Movimento 5 Stelle: “Questo governo era e resta complice dei crimini di Netanyahu”, attacca il pentastellato Danilo Della Valle, membro della commissione Affari esteri del Parlamento europeo. A suo giudizio sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele è “il minimo sindacale che l’UE avesse potuto fare davanti a un genocidio”, ma a suo giudizio la decisione del governo italiano di non rinnovare in automatico il memorandum di difesa con Israele “è stata solo un fuoco di paglia” mentre “la verità è che nulla è cambiato”.

Denuncia in un comunicato Oxfam, tra le Ong internazionali più impegnate in Palestina:In occasione del Consiglio dei Ministri del Esteri Ue abbiamo assistito all’ennesimo imbarazzante rinvio della sospensione dell’Accordo di associazione con Israele, nonostante il genocidio perpetrato a Gaza e i crimini commessi in Libano e in Cisgiordania verso la popolazione civile. Una mancanza di posizione comune arrivata anche per il parere contrario dell’Italia. ‘Queste discussioni continuano a susseguirsi senza portare ad alcuna azione verso Israele e sono quindi prive di qualsiasi significato. – rimarca Paolo Pezzati, portavoce sulle crisi umanitarie di Oxfam Italia – Nel frattempo, Israele continua a uccidere, ferire e causare lo sfollamento forzato di milioni di persone. Per questo, quindi, la sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele non può essere più rinviata’. ‘La domanda a questo punto è: di quali altre prove ha bisogno l’UE per mettere fine all’impunità di Israele? La realtà è ogni giorno di fronte agli occhi dell’opinione pubblica mondiale. – continua Pezzati – Dall’ultima revisione dell’Accordo abbiamo assistito al palese disprezzo di Israele per le regole di guerra, alle uccisioni di civili e ai bombardamenti di ospedali e scuole, al genocidio in corso a Gaza, alla pulizia etnica attuata in Cisgiordania e alla discriminatoria legge adottata dalla Knesset sulla pena di morte. Intanto i cessate il fuoco in Libano e a Gaza sono solo teorici. In Libano, Israele ha ucciso migliaia di persone, sfollandone con la forza più di un milione e di certo un cessate il fuoco di dieci giorni, durante il quale gli attacchi israeliani non si sono fermati, non permetterà alla popolazione di ricostruire le proprie vite’. ‘In particolare, le dichiarazioni di Tajani descrivono un doppio standard. – conclude Pezzati – Il Ministro infatti esprime contrarietà alla sospensione perché ‘si colpisce la popolazione che non ha nulla a che fare con i fatti compiuti dai militari o riconducibili al Governo’. Senza tener conto che le misure restrittive servono proprio a questo, ossia a colpire nella sua interezza uno Stato che compie violazioni del diritto internazionale e vengono usate come leva per fare cambiare linea politica al governo. Ma Israele non era l’unica democrazia del Medio Oriente? Come si fa quindi a separare la responsabilità del suo governo da quella della popolazione? Applicando il ragionamento di Tajani dovremmo dedurre che la popolazione russa è dunque responsabile dei crimini commessi in Ucraina?”.

23 Aprile 2026

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