La rubrica Sottosopra
La complicità europea per il massacro di Israele a Gaza è inescusabile: lo ammette (in ritardo) anche Borrell
La denuncia, tuttavia, è importante anche ora, dopo la decisione pericolosa di Tel Aviv di occupare del tutto Gaza. Sarebbe un bene se la Corte penale internazionale prendesse in considerazione la circostanziata denuncia.
Esteri - di Mario Capanna
Ognuno è ebreo di qualcuno… oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele.
(P. Levi)
Il massacro disumano contro i palestinesi sta diventando sempre più anche una guerra di Israele contro se stesso. Le sue finanze sono in rosso, si allargano le contraddizioni fra esercito e governo teocratico-fascista, fra questo e gli intellettuali (David Grossman fa testo), molti giovani bruciano pubblicamente la cartolina di leva, un numero crescente di riservisti si rifiuta di combattere, mentre i coloni messianico-sanfedisti continuano ad assassinare. Avanti di questo passo, l’ombra della guerra civile cresce sullo sfondo. Intanto la carneficina di palestinesi andrà avanti. La complicità dell’Ue è inescusabile. Riporto qui una recente presa di posizione di Josep Borrell, che è stato Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri dal 2019 al 2024. Costituisce un forte atto d’accusa contro la vigliaccheria collusiva dell’Europa a favore di Israele. Ecco le parti salienti del testo, ovviamente ignorato dai grandi media.
Ecco le parti salienti del testo, ovviamente ignorato dai grandi media.
“È proprio un genocidio quello che il governo israeliano sta compiendo a Gaza. (…) E sono gravi, massicce e ripetute violazioni del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario quelle di cui si rendono colpevoli ogni giorno i coloni e l’esercito israeliano in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Coloro che non agiscono per porre fine a questo genocidio, pur avendo la possibilità di farlo, se ne rendono complici. È purtroppo il caso degli attuali leader dell’Ue e dei suoi Stati membri che rifiutano di sanzionare Israele, nonostante l’Ue abbia l’obbligo giuridico di farlo. Se l’Ue e i suoi Stati membri decidessero di avvalersene, disporrebbero di numerosi strumenti per influenzare in modo significativo l’atteggiamento del governo israeliano. L’Ue e i suoi Stati membri sono il principale partner commerciale, di investimento e di scambio di persone di Israele. Sono anche uno dei suoi principali fornitori di armi. Infine, l’accordo di associazione tra l’Ue e Israele, concluso nel 2000 sulla scia degli accordi di Oslo, è il più favorevole tra tutti quelli conclusi dall’Ue con Paesi terzi.
(…) Tuttavia, l’art. 2 dell’accordo subordina la sua applicazione al rispetto da parte di Israele del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali. Sospenderlo o meno non è quindi una scelta che l’Ue può decidere di fare in modo discrezionale. Dopo che il Consiglio degli Affari esteri ha constatato che Israele non rispetta tali diritti, i leader dell’Unione hanno ora l’obbligo giuridico di sospendere questo accordo. In caso contrario, anche loro violano l’accordo di associazione con questo Paese.
(…) Questa inazione ha già gravemente danneggiato la statura geopolitica dell’Ue e dei suoi Stati membri, non solo nel mondo musulmano ma in tutto il mondo.
La palese differenza tra la reazione decisa delle istituzioni all’aggressione russa contro l’Ucraina e la loro passività di fronte alla guerra a Gaza è stata ampiamente sfruttata dalla propaganda di Vladimir Putin contro l’Ue. E con successo, come si è visto in particolare nel Sahel. Questo doppio standard europeo ha anche indebolito notevolmente il sostegno all’Ucraina in molti Paesi in via di sviluppo. Persistendo nel non sospendere l’accordo di associazione nonostante sia stato palesemente violato da Israele, nel non bloccare le forniture di armi a questo Paese nonostante i crimini di guerra e contro l’umanità commessi a Gaza, nel non vietare le importazioni provenienti dagli insediamenti illegali nonostante le decisioni in tal senso della Corte di giustizia internazionale, non sanzionando i ministri e i leader politici israeliani che fanno dichiarazioni genocidarie, non vietando a Benjamin Netanyahu di utilizzare lo spazio aereo europeo nonostante il mandato di arresto della Corte penale internazionale, non sostenendo i giudici della Corte penale internazionale e i funzionari delle Nazioni Unite sanzionati dagli Stati Uniti, l’Ue e i suoi Stati membri si screditano agli occhi del mondo e screditano il diritto internazionale e l’ordine multilaterale che dovrebbero difendere. Mentre è attaccata a est da Putin e a ovest da Donald Trump, l’Ue aggrava così il suo isolamento tagliandosi fuori dal resto del mondo.
(…) L’Ue e i suoi Stati membri devono finalmente decidere di sanzionare Israele senza ulteriori indugi. È l’unico linguaggio che può indurre i leader israeliani a porre fine ai loro crimini contro l’umanità”.
Borrell è membro del Psoe (Partito socialista operaio spagnolo), conosce bene Israele avendo in gioventù lavorato come volontario in un kibbutz, e non è esente da opportunismo. Avesse espresso questi suoi giudizi quando era in carica, la frustata probabilmente gli sarebbe costata le dimissioni, il che avrebbe dimostrato in modo clamoroso che… il re è nudo. La denuncia, tuttavia, è importante anche ora, dopo la decisione pericolosa di Tel Aviv di occupare del tutto Gaza. Netanyahu si rivela sempre più come uno sfrenato avventurista, che sta gettando Israele “in un buco nero” (definizione di Eyal Zamir, capo dell’esercito), analogo all’invasione americana del Vietnam. Sarebbe un bene se la Corte penale internazionale prendesse in considerazione la circostanziata denuncia.