La tregua appesa ad un filo

Iran, Trump tra bluff e minacce: “Tregua appesa a un filo”

Il tycoon dice che il negoziato è “in terapia intensiva”, ma non sa che fare, se non infuriarsi. E c’è chi nello staff preme per la terapia d’urto

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

13 Maggio 2026 alle 09:00

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AP Photo/Julia Demaree Nikhinson – Associate Press/ LaPresse
AP Photo/Julia Demaree Nikhinson – Associate Press/ LaPresse

Ora il tycoon veste anche i panni del medico. E diagnostica: “Il negoziato con l’Iran? In terapia intensiva”. Per Donald Trump il cessate il fuoco è «appeso ad un filo», anzi attaccato alle macchine della terapia intensiva secondo l’immagine scelta dal presidente per descrivere lo stato di estrema debolezza in cui si trova la tregua avviata il 7 aprile. E fonti informate descrivono il tycoon come «sempre più arrabbiato» per il modo in cui gli iraniani stanno conducendo i negoziati per mettere fine alla guerra, e che per questo sta valutando più seriamente di quanto abbia fatto nelle ultime settimane la ripresa delle ostilità. Lo riporta la Cnn, citando fonti informate che descrivono Trump come «sempre più impaziente» per la chiusura dello stretto di Hormuz e per quelle che ritiene siano divisioni all’interno della leadership iraniana che impedirebbero a Teheran di fare significative concessioni sul fronte del nucleare.

Le stesse fonti, comunque, ritengono che sia improbabile che Trump possa prendere una decisione in proposito prima della missione, iniziata ieri, in Cina, stretto alleato di Teheran e principale importato del petrolio iraniano. Trump ha incontrato lunedì la sua squadra di Sicurezza Nazionale per discutere le diverse opzioni e la Cnn rivela che all’interno dell’amministrazione vi sono diversi schieramenti con proposte alternative. Alcuni, compresi funzionari del Pentagono, hanno sostenuto la necessità di un approccio più aggressivo per fare pressioni sugli iraniani al tavolo negoziale, anche con raid mirati tesi a indebolire maggiormente la posizione di Teheran. Altri, invece, stanno spingendo per continuare a dare una chance alla diplomazia. ​Trump ha dichiarato di essere fiducioso che l’Iran smetterà di arricchire l’uranio e abbandonerà qualsiasi tentativo di costruire un’arma nucleare. «Si fermeranno al 100%», ha detto durante un’intervista al programma Sid and Friends in the Morning dell’emittente Wabc, quando gli è stato chiesto se credeva che si potesse impedire all’Iran di arricchire l’uranio e sviluppare una bomba. Trump ha aggiunto di aver avuto contatti diretti con funzionari iraniani durante i colloqui. «Ho a che fare con loro», ha assicurato, “e hanno detto che riceveremo la polvere. Io la chiamo polvere nucleare perché è appropriato. E la riceveremo”.

«Il cessate il fuoco rimane in vigore». A dichiararlo è il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, in audizione al Congresso sulla guerra contro l’Iran. Per poi aggiungere: “gli Stati Uniti hanno “un piano per una escalation se necessario”. “Abbiamo un piano per fare un passo indietro se necessario. Abbiamo un piano per spostare asset. Di sicuro in questo contesto non riveliamo quale potrebbe essere il prossimo passo considerando la gravità della missione che il presidente ha lanciato per fare in modo che l’Iran non abbia mai un’arma nucleare”. Ribatte Teheran: «Non c’è alternativa al piano in 14 punti, negoziamo con il dito sul grilletto». Insomma, tutti i piani sono aperti. A restare chiuso è lo stretto di Hormuz. Mentre la guerra, conteggia il Pentagono, è già costata agli Usa 29 miliardi di dollari.

13 Maggio 2026

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