Medioriente a rischio escalation

L’Iran attacca gli emirati e dà la caccia alle navi Usa

Due cacciatorpediniere americane hanno attraversato lo Stretto, nonostante gli assalti di Teheran. Che però reagisce con bombe sui Paesi vicini

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

6 Maggio 2026 alle 20:30

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Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP Associate Press/ LaPresse
Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP Associate Press/ LaPresse

La “guerra di Hormuz”, ovvero come mantenere un conflitto a bassa intensità, senza riuscirci. Perché la guerra si è regionalizzata. Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti «stanno attualmente affrontando attacchi con missili e droni provenienti dall’Iran». Lo riferisce il ministero della Difesa del Paese del Golfo in una nota su X, confermando che «i rumori uditi in diverse zone del Paese sono dovuti all’intercettazione, da parte dei sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti, di missili balistici, missili da crociera e droni». Secondo lo stesso ministero, ieri l’Iran ha lanciato 12 missili balistici, tre missili da crociera e quattro droni contro gli Emirati. Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiuso parzialmente il loro spazio aereo dopo che l’Iran ha lanciato missili e droni verso il Paese per la prima volta dall’inizio del cessate il fuoco, l’8 aprile. Lo riporta la Cnn. Secondo quanto riportato in un avviso ai piloti, gli aerei possono utilizzare solo determinate rotte. Le nuove misure, annunciate ieri, rimarranno in vigore fino all’11 maggio. Negli ultimi due mesi gli Emirati Arabi Uniti hanno subito più attacchi da parte dell’Iran rispetto a qualsiasi altro Paese. L’Iran ha sostenuto che gli attacchi contro Paesi della regione del Golfo rappresentano misure di autodifesa contro l’azione militare di Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei alla tv di Stato Press Tv, come riporta la Cnn.

Cronaca di guerra

Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrate nel Golfo Persico dopo aver schivato un attacco iraniano. Lo hanno riferito funzionari della Difesa americani che hanno parlato con la Cbs in condizione di anonimato per discutere di questioni di sicurezza nazionale. La Uss Truxtun e la Uss Mason, supportate da elicotteri Apache e altri velivoli, hanno dovuto affrontare una serie di minacce coordinate durante la traversata, hanno affermato i funzionari della difesa. L’Iran ha lanciato piccole imbarcazioni, missili e droni contro di loro in quello che i funzionari hanno descritto come un bombardamento continuo. Nonostante l’intensità degli attacchi, nessuna delle due navi statunitensi è stata colpita. I funzionari militari hanno affermato che le misure difensive, rafforzate dal supporto aereo, hanno intercettato o scoraggiato con successo ogni minaccia in arrivo. Hanno aggiunto che nessun proiettile lanciato ha raggiunto le navi. Quanto a Trump, ha sentenziato che, se decidesse di tornare in guerra contro l’Iran, gli basterebbero 2-3 settimane per raggiungere i suoi obiettivi.Abbiamo eliminato gran parte di ciò che avremmo dovuto fare, probabilmente altre due settimane, due settimane, forse tre settimane”, ha detto al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt. “O concludiamo l’accordo giusto, oppure vinceremo molto facilmente dal punto di vista militare”, afferma il tycoon.

Sul tema si è cimentato anche il segretario alla Guerra Usa, Pete Hegseth. “Il cessate il fuoco non è ancora finito. In definitiva, si tratta di un progetto separato e distinto, e ci aspettavamo che ci sarebbero state delle difficoltà iniziali, cosa che effettivamente è accaduta. Abbiamo detto che ci saremmo difesi con tutte le nostre forze, e così abbiamo fatto”, dichiara Hegseth, in conferenza stampa con il capo dello stato maggiore congiunto, Dan Caine.L’Iran lo sa, e in ultima analisi sarà il Presidente a decidere se la situazione dovesse degenerare in una violazione del cessate il fuoco. Ma certamente esortiamo l’Iran ad essere prudente nelle sue azioni, a mantenerle al di sotto di questa soglia”, ha aggiunto. “Al momento, il cessate il fuoco regge, ma continueremo a monitorare la situazione con molta, molta attenzione”. Per poi concludere: “Ci aspettiamo che il mondo si impegni di più, il cessate il fuoco non è finito”. Nel corso della conferenza stampa, il generale statunitense Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto, ha affermato, in merito a possibili azioni di terra sull’Iran che i paracadutisti americani «sono sempre pronti a lanciarsi dagli aerei dell’Aeronautica per ingaggiare combattimenti terrestri e conquistare posizioni chiave. proprio come fecero i loro predecessori in Sicilia e in Normandia durante la Seconda guerra», ha specificato Caine.

6 Maggio 2026

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