Il passo indietro
Trump cede all’Iran, sospeso il “Project Freedom” per guidare le navi fuori da Hormuz: l’intesa con Teheran è “più vicina”
Un piano durato il volgere di 48 ore. Il “Project Freedom”, l’operazione statunitense per guidare le navi bloccate nello stretto di Hormuz minato e ostaggio della marina militare iraniana, è già messo in pausa.
Lo ha annunciato su Truth, il suo social, Donal Trump. Era stato lo stesso presidente degli Stati Uniti solamente la sera di domenica 3 maggio a comunicare il via alle operazioni, che avevano generato la pronta reazione di Teheran: la Repubblica Islamica già lunedì aveva ripreso gli attacchi contro i paesi del Golfo Persico, con raid aerei tramite l’uso di droni e missili, i primi da quando era entrato in vigore il cessate il fuoco nella notte tra il 7 e l’8 aprile.
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La Casa Bianca aveva risposto attaccando a sua volta alcune piccole navi militari iraniane nello stretto di Hormuz in quelle che Trump aveva poi definito “scaramucce” effettuate non in violazione del cessate il fuoco. In due giorni il “Project Freedom” aveva permesso il passaggio di una sola nave.
Quindi, a sorpresa, nella notte italiana di mercoledì 6 aprile l’annuncio di Trump della sospensione del “Project Freedom” per “un breve periodo di tempo” per permettere i negoziati con l’Iran e vedere “se un accordo possa essere finalizzato e firmato o meno”. Secondo il presidente Usa la sospensione sarebbe stata decisa anche su richiesta del Pakistan, il Paese che ha ospitato e mediato gli unici colloqui di pace tenuti tra Stati Uniti ed Iran dallo scoppio del conflitto.
President Trump posts on TruthSocial: Based on the request of Pakistan and other Countries, the tremendous Military Success that we have had during the Campaign against the Country of Iran and, additionally, the fact that Great Progress has been made toward a Complete and Final… pic.twitter.com/BF6mZ4AtCc
— Donald J Trump Posts TruthSocial (@TruthTrumpPost) May 6, 2026
E di accordo tra le parti più vicino scrive anche Axios citando due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sulla questione: secondo il sito statunitense la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. L’amministrazione Trump, aggiunge Axios, si aspetta dall’Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore.
La scelta di Trump sul “Project Freedom” è in ogni caso sorprendente in relazione alla tempistica: solamente poche ore prima sia il segretario alla Difesa Pete Hegseth che il segretario di Stato Marco Rubio si erano spesi pubblicamente in lode del piano, con Rubio che aveva dichiarato che Stati Uniti avevano concluso le operazioni militari contro l’Iran ed erano concentrati solo sulla nuova missione per guidare le navi nello stretto di Hormuz.
Per il momento non ci sono state dichiarazioni ufficiali da parte di membri del regime iraniano mentre il principale negoziatore di Teheran, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è arrivato in Cina: il ruolo di Pechino nel conflitto è fondamentale, seppure Pechino non è direttamente coinvolta nelle ostilità, perché il paese è uno dei principali importatori di petrolio dall’Iran e ha enormi interessi nella riapertura di Hormuz.