L'ex ministra della salute

Intervista a Livia Turco: “Ricordiamo la straordinaria mobilitazione per Gaza, perché la sinistra rinasce dalla pace”

«Non dimentichiamo quanti erano e chi erano: famiglie, donne, lavoratori, tutti scesi spontaneamente in piazza per l’esigenza di gridare “basta con la disumanità”. Pace è la parola da cui la sinistra deve rinascere»

Interviste - di Umberto De Giovannangeli

28 Aprile 2026 alle 07:00

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Photo credits: Alessandro Amoruso/Imagoeconomica
Photo credits: Alessandro Amoruso/Imagoeconomica

Livia Turco. Più volte parlamentare, già ministra per la Solidarietà sociale (1996-201) e ministra della Salute (2006-2008), oggi fa parte della Direzione nazionale del Partito democratico ed è presidente della Fondazione Nilde Iotti.

Qual è il segno del Decreto Sicurezza varato dal Governo?
Il Governo ha celebrato il 25 aprile imponendo l’approvazione di un provvedimento, il Decreto Sicurezza IV, che offende la dignità umana ed offende la nostra Costituzione. Nonostante il fermo impegno del Presidente Mattarella che ha imposto un correttivo con il Decreto-legge Bis, votato contestualmente, viene istituita una” paghetta” di 615 euro, offerta alla nuova figura di avvocati -agenti ausiliari della remigration se incentivano lo straniero al rimpatrio volontario. Viene limitato l’accesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato in caso di impugnazione dell’espulsione. Si cerca di superare la manifesta incostituzionalità ma rimane lo sfregio al ruolo costituzionale del difensore pagato non per assistere una persona in una procedura proponendo la scelta più favorevole ma quella auspicata dal governo. Una vergogna! Che ribadisce il dovere, anche morale, che il Centrosinistra ha di sconfiggere questa Destra. Grazie al Presidente Sergio Mattarella per aver concluso il suo discorso del 25 Aprile a San Severino (Marche)con il suo” Oggi più che mai Ora e Sempre Resistenza”.

Dall’Italia a un mondo sempre più destabilizzato. Il mondo di Trump è opposto a quello declinato da Leone XIV, il Papa americano.
Sì, Trump e Papa Leone XIV, sono due mondi opposti. Quello della Miseria umana e quello della Dignità umana. Quello della prepotenza, della sopraffazione, del mito della ricchezza, della violenza e dunque della guerra contrapposto a quello della umanità della persona e della vita, della nostra uguale dignità, della giustizia sociale e dunque della pace. La furia distruttiva della guerra e la forza tranquilla e dirompente della pace. Questi sono Trump e Papa Leone XIV. Rammento il recente monito di Papa Leone ”Sembra che ci stiamo abituando a vedere scivolare il mondo in una manciata di Tiranni. Cui non interessa la vita di intere popolazioni innocenti pur di esibire la forza della loro forza “. L’Europa ha scelto di contrastare la politica di Trump, non ha avallato l’occupazione dell’Iraq ma non ha ancora compiuto scelte nette di pace come sarebbe stato bloccare l’accordo commerciale con Israele proposto dalla Spagna Irlanda e Slovacchia. Papa Leone ha ricordato con grande veemenza e forza che la pace è la prima fondamentale missione del Vangelo “La pace sia con voi, vi do la mia pace”. Il primo grido che il Santo Padre ha fatto nel giorno della sua elezione. Il Cristianesimo è amore per il prossimo e amore per la vita, è perdono, è porgere l’altra guancia quando si è insultati. Con il viaggio in Africa, con la sua risposta a Trump Papa Leone ha mostrato un volto molto concreto della pace: gli impegni a far tacere le armi ma, soprattutto, aggredire le cause che provocano la guerra come le grandi ingiustizie sociali . Papa Leone ha ribadito l’impegno che fu dei suoi predecessori in altri conflitti internazionali. Il momento attuale è il più grave perché la guerra è frutto di una visione della vita, in cui la vita e le persone non contano, sono niente, contano invece l’interesse personale i grandi interessi economici di pochi, la ricchezza, il potere. Questo fondamento della guerra, la visione antropologica che ne è alla base, la rende più tremende del passato. È questo il punto fondamentale nel messaggio di Papa Leone. Il quale prosegue il messaggio di Papa Francesco. Ad un anno dalla sua morte ne avvertiamo la forte presenza. Papa Francesco resta con noi. Con il suo “buonasera” con cui aveva esordito nel momento della sua elezione. Il Magistero dei gesti diretti a tutte le persone, delle parole dirette a tutte le persone. I gesti di misericordia come le 14 visite in carcere lavando i piedi delle persone nel carcere. La Cura della terra, il principio di Fraternità, la terza guerra mondiale a pezzi sono diventate parte del discorso pubblico e del patrimonio umano e culturale di ciascuno noi. Contenuti in quelle due importanti Encicliche: Laudato si e Fratelli Tutti. Dobbiamo continuare ad alimentare, anzi far diventare paradigma della società proprio la Cura della vita, la Cura della terra e il principio di Fraternità perché sono i fondamenti di una pace vera.

È sulla pace che la sinistra deve fondare la sua alterità alla destra?
Pace è la parola su cui la sinistra può rinascere nel mondo. La pace come generatrice di umanità. Ricordiamoci quella straordinaria mobilitazione per Gaza quando abbiamo trovato nelle strade a gridare “basta con la disumanità” giovani, famiglie, donne, lavoratori. Le persone della nostra vita quotidiana si sono sentite lese, ferite nella loro dignità, nel loro essere al mondo vedendo la distruzione efferata che veniva perpetrata nei confronti di bambini inermi, di donne, di persone come loro. Oggi la pace coincide con il dare un senso e valore alla vita umana. Pace è prima di tutto la cura della vita umana, il riconoscimento del valore dell’altro. Oggi il sentimento della pace nel cuore delle persone ha questo fondamento antropologico: Il bisogno di dare valore alla vita umana e di ritrovare l’altro/a. In breve tempo sono radicalmente cambiati sia il modo di fare la guerra sia il contesto geopolitico. Il progresso tecnologico ha rivoluzionato le strategie belliche. È arrivata la guerra da remoto cioè combattuta soprattutto a distanza. L’Ucraina negli ultimi quattro anni è stata un laboratorio bellico straordinario. Sono entrati in scena missili e droni che sono diventati con estrema rapidità via via più efficaci e anche più economici degli armamenti tradizionali. Si è affermata la guerra a distanza che si scaglia sui civili, sulle persone inermi dimostrando tutta la sua efferatezza. Il “delirio dei tiranni” (Putin, Trump, Netanyahu) produce una tragica catena di stragi, di distruzioni da una parte e dall’altra, che si prolunga senza né vincitori né vinti per anni. Si può devastare un paese ma non si riesce a conquistarlo e così la linea del fronte in Ucraina non si muove mentre nello Stretto di Hormuz gli Usa e l’Iran con i blocchi e navali contrapposti sono impegnati a strangolarsi a vicenda e in questo modo soffocano il mondo intero. Il blocco di Hormuz ed i suoi effetti sulla economia globale dimostra che siamo in un mondo globale dove la forza delle connessioni, a partire da quella economica, smentisce ogni nazionalismo, lo travolge. Chi l’avrebbe mai detto che ci saremmo trovati a vivere una situazione economica peggio di quella del Covid-19 per colpa di tiranni. Per non citare i danni all’economia europea provocati dal prolungarsi della guerra in Ucraina. Dunque, la soluzione bellica di qualsiasi conflitto di interessi tra Stati porta vantaggi solo all’industria militare diventata sempre più imponente ma con ricadute sugli interessi globali ormai insostenibili. Senza valutare i tremendi danni ambientali pagati da ogni abitante del pianeta, anche da quelli che devono ancora venire. Dunque, pacifismo e ambientalismo sono le parole fondanti della sinistra. Pacifismo come visione della vita, visione della persona, come dialogo multilaterale, cooperazione, riforma degli organismi sovranazionali e grandi investimento in questi organismi sovranazionali. Una pace che può essere tale se esiste un Europa forte ed unita, se si costruiscono gli Stati Uniti d’Europa. In questo tempo così triste e duro la politica ha bisogno di immaginazione per costruire obiettivi concreti e realistici. Ha bisogno di visione, di cuore generoso e fatti concreti.

Cosa ha rappresentato il recente incontro internazionale di Barcellona?
Il Summit Mondiale dei Progressisti chiamato a raccolta da Pietro Sanchèz e Ignacio Lula a Barcellona è stato un momento di grande speranza, ha rappresentato la possibilità di una sinistra globale, animata da tante e plurali esperienze, di volerci essere, di voler combattere le gravi ingiustizie sociali, di voler costruire la Pace. Come ha ricordato Lula: “Dalla Seconda guerra mondiale non ci sono mai stati così tanti conflitti simultaneamente. Solo lo scorso anno sono stati spesi 2700 miliardi di dollari in guerre. Con la metà di questa cifra potremmo eliminare l’analfabetismo, risolvere il problema energetico mondiale e la fame per 630 milioni di persone”. Il Summit ha visto un importante protagonismo delle donne che hanno messo al centro quanto le donne siano colpite dalle violenze e dalle guerre ma anche quanto siano costruttrici di forti, inediti percorsi di pace. Affermando il paradigma delle tre P: prevenzione, partecipazione a tutti i livelli decisionali, protezione dalla violenza di genere. Decenni di evidenze internazionali dimostrano che dove le donne partecipano ai negoziati gli accordi durano più a lungo, includono più diritti, confermano che la guerra non è un destino.

La sinistra italiana come esce da questo incontro?
Il Summit ha visto un ruolo molto importante della segretaria del PD Elly Schlein, nella capacità di tessere relazioni, nella possibilità di parlare delle battaglie condotte e della determinazione nel portare avanti una concreata politica unitaria. Sono fiduciosa che i leader del centrosinistra avvertano acutamente la responsabilità che loro compete nel dare una alternativa alla destra. In questi anni hanno saputo combattere insieme battaglie su temi cruciali del nostro Paese interpretando la propria gente. In questo si è contraddistinta la leadership di Elly Schlein. Per capacità propositiva, per capacità di rapporto con le persone e per determinazione unitaria. A lei va un sentito grazie. Credo oggi ci sia il grazie ed il sostegno convinto di tutto il PD. In politica contano i fatti ed i risultati. Lei porta fatti e risultati. Sono sicura che presto i leader del centrosinistra siederanno attorno ad un tavolo per scrivere le proposte concrete da sottoporre alla discussione ampia del popolo di centro sinistra e dell’Italia tutta promuovendo le primarie su un Progetto per l’Italia e per l’Europa.

28 Aprile 2026

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