Il Cdm approva il decreto correttivo
25 aprile, l’Italia festeggia la Liberazione con una legge fascista: si brinda alla Resistenza ma si cancella lo Stato di diritto
La Camera ha approvato il decreto che consente di corrompere un avvocato per fare in modo che danneggi il suo assistito straniero
Politica - di Piero Sansonetti
A Montecitorio, ieri, i deputati di “Fratelli d’Italia” non hanno voluto cantare Bella ciao, che ormai è considerato l’inno della Resistenza, sebbene si trattasse di ricordare il 25 aprile e la caduta del fascismo. Solo i deputati di sinistra hanno cantato. Poco male. Non ho mai pensato che l’antifascismo sia obbligatorio. L’antifascismo, proprio per la carica di libertà che porta con sé e che ne è l’anima, proprio per questo è assolutamente facoltativo. I deputati di Fratelli d’Italia hanno preferito cantare l’inno di Mameli. Di nuovo: niente di male.
La cosa che stride è che abbiamo voluto cantare questo inno così solenne per acclamare il varo di una legge indiscutibilmente fascista. Lo ha spiegato bene Chiara Braga, presidente dei deputati del Pd, che ha illustrato i motivi, semplici e indiscutibili, per i quali la legge di conversione del decreto sicurezza è totalmente incostituzionale. Su questo, del resto, pare che non ci sia più nessun dubbio. Lo ha spiegato il presidente della Repubblica sia a Giorgia Meloni sia al sottosegretario Mantovano, che forse di queste cose che riguardano la Costituzione non se ne intendono molto, e mi pare di aver capito che ha trovato il loro consenso. Però Meloni e Mantovano non sembrano convinti che una legge, solo perché è anticostituzionale, non possa essere approvata. Se gli contesti questa loro posizione ti rispondono: “Ma noi abbiamo vinto le elezioni…”. La legge che è passata ieri a mezzogiorno (162 voti a favore, 102 contrari) ormai la conoscete. Contiene un numero incredibile di misure repressive, e poi due norme che cancellano lo Stato di diritto e legalizzano un reato. La prima è quella che limita il gratuito patrocinio per gli immigrati non abbienti (in spregio all’articolo 24 della Costituzione); la seconda, clamorosa, è quella che autorizza lo Stato a corrompere, pagando loro una tariffa di 615 euro, gli avvocati che difendono i migranti che rischiano l’espulsione.
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La nuova norma stabilisce che se l’avvocato convincerà il migrante a rinunciare a difendersi e ad accettare la condanna all’espulsione, riceverà un premio in denaro. Cioè invita l’avvocato a commettere il reato di “infedele patrocinio”, punito dal codice penale con 3 anni di prigione e una multa di 516 euro, in cambio di una somma di denaro. Diciamo semplicemente che è un decreto che demolisce il diritto di difesa. E una cosa del genere, in Italia, effettivamente non avveniva dal tempo del fascismo. Il fatto che per far tacere Mattarella il governo abbia nella stessa giornata di ieri approvato un decreto che corregge il precedente decreto fascista (e illegale perché viola il codice penale) non cambia le cose. La legge fascista (che su questo giornale abbiamo chiamato legge Ku Klux Klan) è stata approvata ed è attiva. Il decreto vive solo 60 giorni, dopodiché, se sarà modificato o lasciato decadere, come è probabile, morirà. E la legge fascista resterà pienamente in vigore. Corrompere gli avvocati resterà un’opzione legittima prevista e incentivata dalla legge. Al momento in cui scrivo questo articolo non sono affatto sicuro che Mattarella firmerà questo obbrobrio. Spero di non essere smentito tra qualche ora. In questa vigilia di un 25 aprile certamente un po’ triste, resta la speranza che il Quirinale renda omaggio alla Resistenza sbarrando il passo alla revanche dei repubblichini.
Vedete, io non ho mai creduto che l’antifascismo sia una specie di ideologia retorica. Canti partigiani (che pure conosco molto bene, e spesso io stesso canto) fazzoletti tricolore, frasi fatte, “coraggismo”, “reducismo”, indignazione e talvolta addirittura intolleranza. A me non dà nessun fastidio il Presidente La Russa quando chiede che in questa giornata – che ricorda la conclusione della guerra in Italia, la fuga dei tedeschi e la fine di Mussolini – di ricordare i morti partigiani, che combattevano per la libertà dell’Italia e per la cacciata dello straniero, e anche i giovani fascisti che difesero fino all’ultimo la repubblica di Salò, Non mi pare che La Russa ponga una questione importante, questo no, ma nemmeno che commetta un sacrilegio. Per me l’antifascismo non sono parole. Sono fatti. Antifascismo vuol dire opporsi al vento illiberale e reazionario che sta spazzando via le idee liberali e socialiste e cristiane sulle quali in questi 80 anni era stato costruito qualcosa che iniziava ad assomigliare a uno Stato di diritto e a uno stato del welfare. Per me i fascisti non sono quelli Forza Nuova (lo saranno anche, ma non mi preoccupano) e l’antifascismo non è quello che vuole chiudere Casapound. Io credo che chiudere Casa pound sia un gesto reazionario, come lo è stato chiudere il Leoncavallo e Askatasuna, e come lo è la caccia ai gruppi anarchici e la persecuzione di Alfredo Cospito.
I fascisti, credo, sono quelli che vogliono levare il diritto di difesa agli immigrati, sono quelli che ostacolano i soccorsi ai naufraghi, procurando migliaia di morti ogni anno, sono quelli che lasciano che i caporali scorrazzino, soprattutto al Sud, a sfruttare e tiranneggiare gli stranieri, sono quelli che si oppongono a leggi che permettano di svuotare le carceri, sono quelli che non condannano lo sterminio dei palestinesi, sono quelli che vorrebbero una Repubblica giudiziaria, sono quelli che infangano gli avversari, sono quelli che rifiutano una legge sul salario minimo, perché credono che il capitalismo debba estendersi anche attraverso la schiavitù, sono quelli che aumentano continuamente le pene e i reati, sono quelli che vogliono spendere il 5 per cento della ricchezza nazionale per armarsi, sono anche quelli che cercano di limitare la libertà di stampa usando il potere incontrollabile della magistratura. Se poi fanno o no il saluto romano non conta niente. Sarà un 25 aprile triste, questo ottantunesimo anniversario della liberazione di Milano. C’è una sola possibilità che si illumini. Quale? Che Mattarella detti alle agenzie una dichiarazione nella quale annuncia che non firma la legge anti migranti, perché l’Italia resta un paese che rispetta lo Stato di Diritto. È un sogno? Chi stamattina leggerà questo articolo già lo saprà.