Il processo

Dell’Utri a processo per i 42 milioni di euro “donati” da Berlusconi e mai comunicati, rinviata a giudizio anche l’ex moglie

Cronaca - di Redazione

27 Aprile 2026 alle 13:20

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Dell’Utri a processo per i 42 milioni di euro “donati” da Berlusconi e mai comunicati, rinviata a giudizio anche l’ex moglie

I rapporti con Silvio Berlusconi continuano ad essere fonti di problemi giudiziari per Marcello Dell’Utri. Il co-fondatore e già senatore di Forza Italia è stato rinviato a giudizio a Milano dal gup Giulia Marozzi nell’ambito dell’indagine sulla presunta mancata dichiarazione di una serie di donazioni per circa 42 milioni di euro (in otto bonifici) da parte di Berlusconi.

Bonifici destinati a Dell’Utri e all’ex moglie, Miranda Ratti, a sua volta a giudizio, che l’ex senatore era obbligato per legge a dichiarare alle autorità in quanto condannato in via definitiva per reati di mafia.

Il riferimento alla condanna in via definitiva a 7 anni di reclusione nei confronti dello storico dirigente di Forza Italia per concorso esterno in associazione mafiosa del 2014: a seguito di quella condanna, per dieci anni, Dell’Utri era obbligato a comunicare qualsiasi cambiamento nel patrimonio superiore ai 10.329,14 euro all’anno, cosa che per la Procura di Milano l’ex senatore non avrebbe fatto.

Per questo Dell’Utri e l’ex moglie dovranno affrontare il processo, con la prima udienza in programma il 9 luglio prossimo: l’ex parlamentare di Forza Italia è accusato di violazione delle normative antimafia, mentre la moglie di trasferimento fraudolento di valori. Nonostante i due avessero divorziato nel 2020, secondo la Procura il patrimonio di Ratti sarebbe stato di fatto a disposizione di Dell’Utri: entrambi rischiano da due a sei anni di carcere. Nel rinvio a giudizio è stato preso atto che per parte dei bonifici contestati sono già scaduti i termini di prescrizione, il periodo oltre il quale i reati vengono estinti e non possono essere più giudicati.

Per le stesse accuse il tribunale di Firenze nel marzo del 2024 aveva ordinato il sequestro preventivo di 10,84 milioni di euro a Dell’Utri e a Ratti nell’ambito delle indagini sui mandanti delle stragi mafiose del 1993 e il 1994 in cui era indagato lo stesso ex co-fondatore di Forza Italia, nel corso della quale erano stati osservati anche i suoi movimenti finanziari dei dieci anni precedenti.

Per i magistrati fiorentini la “generosità” di Berlusconi verso Dell’Utri costituiva il “prezzo” del silenzio mantenuto dal co-fondatore e braccio destro di Forza Italia sul possibile ruolo del Cavaliere nelle stragi mafiose: una ricostruzione/aggravante fatta cadere in udienza preliminare dalla giudice Anna Liguori. Per questo, senza l’ipotesi di reato, per questioni di competenza territoriale il caso dei bonifici era stato trasferito alla procura di Milano in seguito a una richiesta degli avvocati difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci.

di: Redazione - 27 Aprile 2026

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