Le indagini
Arbitropoli: l’inchiesta che sconvolge il Pallone: a 20 anni da Calciopoli e senza Mondiali, Italia mai così in crisi
Rocchi accusato di aver favorito l'Inter nelle designazioni e di essere intervenuto in Sala Var. Marotta: "Estranei, agito nella massima correttezza". Nominato Dino Tommasi designatore ad interim
News - di Redazione Web
A Torino lo striscione dei tifosi Granata per accogliere l’Inter capolista, lanciata verso la vittoria dello Scudetto. “L’arbitro l’avete portato?”. Goliardia e sfottò generati con l’Intelligenza Artificiale, una foto finta che però restituiva il clima, l’atmosfera che si respira dentro e intorno al calcio italiano dopo l’ultimo scandalo sulle presunte designazioni degli arbitri pilotate o quantomeno suggerite in Serie A. Come se non bastasse la tragedia della mancata qualificazione ai Mondiali, il livello ormai lontano dagli altri campionati e club top d’Europa, la quasi irrilevanza nelle competizioni continentali. Intanto, dopo le dimissioni di Rocchi e Gervasoni, è stato nominato Dino Tommasi designatore ad interim.
Al momento si è a conoscenza di cinque indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Milano, secondo quanto scrive ANSA tuttavia le persone coinvolte sarebbero più di cinque anche perché alcune ipotesi di frode sportiva sarebbero contestate in concorso con “più persone”. Clima di tensione in Procura, dalla quale nessuna nota ufficiale è stata rilasciata da sabato 25 aprile, quando sono arrivate le notifiche degli inviti a comparire. L’inchiesta è coordinata dal pm di Milano Maurizio Ascione e condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf. Sono accusati di ipotesi di concorso in frode sportiva il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, che si sono entrambi autosospesi, e gli addetti al Var Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, oltre a Daniele Paterna, indagato per false informazioni al pm.
Rocchi è il designatore degli arbitri dei campionati maschili di serie A e serie B. È accusato di aver indirizzato la designazione arbitrale di due partite giocate nella primavera del 2025 in modo da assecondare le preferenze dell’Inter e di aver influenzato una decisione al VAR nella sala di Lissone in occasione della gara Udinese-Parma del primo marzo 2025. E quindi tutte partite relative alla stagione scorsa, quando il campionato di serie A venne vinto dal Napoli in un testa a testa finale proprio con i nerazzurri. Le partite contestate sono Bologna-Inter, del 20 aprile 2025, arbitrata da Andrea Colombo, 1-0, e la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter del 23 aprile, arbitrata da Daniele Doveri, 3 a 0 per il Milan.
C’è un video invece al centro delle indagini sulla terza partita, quando l’addetto al VAR Daniele Paterna sembra propenso a escludere il fallo di mano prima di girarsi verso qualcuno fuori dall’inquadratura e invitare l’arbitro Fabio Maresca a rivedere l’azione all’on field review: quel rigore sarebbe stato assegnato e trasformato dall’attaccante dell’Udinese Florian Thauvin. 1 a 0. Secondo l’accusa sarebbe stato proprio Rocchi a suggerire all’addetto di far rivedere l’azione. Gervasoni invece è indagato per l’assegnazione di un rigore assegnato durante la gara del campionato di Serie B Salernitana-Modena, giocata l’8 marzo 2025. L’indagine aperta dalla Federazione (FIGC) nel 2025, dopo le segnalazioni di anomalie da parte dell’ex guardalinee Domenico Rocca alla Commissione arbitrale, era stata archiviata. Secondo il Corriere della Sera l’inchiesta che accusa Rocchi sarebbe in corso da oltre un anno, precedente dunque a quella scattata dalle segnalazioni di Rocca.
I legali di Rocchi hanno descritto le contestazioni come “generiche, non si capisce molto, non sappiamo chi sono le persone che avrebbero concorso all’ipotesi di reato”. Il Presidente dell’Inter Beppe Marotta ha parlato prima della gara Torino-Inter, ha detto che “sono ranquillo del fatto che l’Inter è estranea e sarà estranea. Ci tengo a tranquillizzare i tifosi e vogliamo portare a casa questo scudetto meritato. Abbiamo agito sempre nella massima correttezza”. Si parla di Calciopoli 2.0, remake dell’inchiesta esplosa 20 anni fa che colpì in particolare la Juventus, decretandone la retrocessione in Serie B e la perdita di un titolo proprio a favore dell’Inter. La frode sportiva prevede una pena da due a sei anni.
“Tutti cadono giù dal pero ma c’è poco da sorprendersi”, il commento al Tg1 dell’ex arbitro Daniele Minelli che anni fa aveva presentato una ricorso alla Giustizia Sportiva. “Venni dismesso insieme a un mio collega e scoprimmo che ci furono delle alterazioni nei voti nella graduatoria e delle falsificazioni di un verbale del Comitato Nazionale”. È stato reintegrato, è tornato ad arbitrare ma “non è più stato come prima”, ha passato l’ultima stagione in sala VAR.
L’inchiesta arriva nel momento di maggiore crisi del calcio italiano, con l’ipotesi commissariamento spinta dal ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha chiesto una relazione al CONI. A fine giugno dovrebbe essere eletto il nuovo Presidente della Federazione, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. A vent’anni da Calciopoli, e questa è la coincidenza più dolorosa, l’Italia non parteciperà ai Mondiali mentre vent’anni fa vinceva la Coppa del Mondo in Germania. A poche settimane dalla clamorosa eliminazione ai playoff contro la Bosnia Erzegovina, un altro colpo al calcio italiano ai minimi storici a livello di credibilità.