La rubrica Sottosopra

Tutte le bugie degli USA dal Vietnam a Iraq, Venezuela e Iran: il Nuovo Ordine Internazionale imposto con le bombe

L’Onu è come inesistente. Il risultato: tutto il Medioriente è in fiamme, con rischi crescenti per l’intera area mediterranea e per il mondo

Esteri - di Mario Capanna

8 Marzo 2026 alle 08:00

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AP Photo/Dar Yasin





Associate Press/ LaPresse
Only Italy and Spain
AP Photo/Dar Yasin Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

La fine della notte nera è bianca.
(Proverbio persiano)

Mentire: è la coazione a ripetere dei presidenti americani. E questo li rende ancora più odiosi agli occhi dei popoli del mondo. Fa piacere che ad avvedersene è pure l’amico-avversario Marcello Veneziani, intellettuale di destra che pensa in proprio. In merito all’attacco israelo-statunitense all’Iran ha scritto: “È stata un’aggressione premeditata e deliberata, non scaturita da alcuna minaccia imminente”.

La pura verità. Ma, in questo caso, è scomparsa la litania, in auge al tempo dell’attacco russo all’Ucraina, sull’invasore e l’invaso. Se l’Ue avesse un minimo di imparziale coerenza, non dovrebbe applicare forti sanzioni agli Usa e a Israele? Sepolcri, nemmeno imbiancati…
Che Teheran minacciasse gli Usa è una plateale bugia, che si aggiunge all’ “incidente” (mai esistito, ma fabbricato a tavolino dalla Cia) del Golfo del Tonchino, servito come pretesto per la guerra contro il Vietnam, alle inesistenti armi di distruzione di massa dell’Iraq, a Maduro narcotrafficante per espugnare il Venezuela ecc. ecc.

L’attacco “preventivo” è stato scatenato mentre era in corso il negoziato fra Washington e Teheran, come già accadde nella precedente aggressione del giugno 2025. Qual è la credibilità degli Usa, come fidarsi di loro? L’assalto banditesco di Trump e Netanyahu ha le seguenti (quanto realistiche?) intenzioni: fiaccare il più possibile il regime degli ayatollah, l’avversario più temibile per Israele, in modo che questo rimanga l’unica potenza nucleare del Medioriente, e continui a tenere in soggezione alcune centinaia di milioni di arabi; privare la Cina (e la Russia) di un alleato strategico e del suo petrolio; assestare un colpo al circuito dei Paesi Brics, di cui l’Iran fa parte; provare a disarticolare il Paese cercando di frazionarlo in staterelli contrapposti. Beninteso: tutto questo non è facile a farsi. L’Iran non è il Venezuela e, non a caso, l’avventurismo guerrafondaio dei due satrapi registra la disapprovazione di tre americani su quattro.

Bisognerebbe tenere a mente che, fino al 1935, l’Iran si chiamava Persia, culla di una civiltà fra le più antiche del mondo e di un vasto impero durato secoli. La rivoluzione del 1979, iniziata dalle forze laiche del Paese, fu poi sopraffatta dall’oltranzismo fondamentalista islamico come reazione alla dittatura filoamericana dello Scià: da lì gli Usa e Israele considerati il “grande Satana”. Per quanto mi riguarda non ho mai avuto simpatia per i pretoni sanguinari di Teheran. Cominciai a diffidarne proprio nella capitale iraniana. Era il 1980. Nel pieno del sequestro dell’ambasciata americana, il nuovo regime aveva convocato una riunione internazionale di forze politiche. Allora parlamentare europeo di Democrazia Proletaria, io rappresentavo l’Italia insieme a Pietro Ingrao del Pci. Ricordo che nel mio intervento nell’assemblea plenaria ebbi la temerarietà di spezzare una lancia a favore dell’autodeterminazione dei curdi iraniani.

Quando tutte le numerose delegazioni furono ricevute dalla “guida suprema” Khomeyni, si presentò questa scena: lui assiso solenne e, a due metri di distanza, il giovane ministro degli Esteri Sadegh Ghotbzadeh, letteralmente inginocchiato sul pavimento, che traduceva dal farsi in inglese. Appariva già chiaro lo smisurato potere oscurantista del clero sciita. Rimane fermo che un popolo può riuscire a liberarsi da una tirannia sanguinaria in virtù della propria capacità di sollevazione e non per le bombe lanciate dai due gangster internazionali. Il criminale di guerra israeliano, genocida del popolo palestinese, e il complice criminale americano che lo sostiene in tutto, con l’assassinio di Khamenei, le menzogne e le bombe, vogliono imporre la prepotenza del “NOI” (Nuovo Ordine Internazionale o, che è lo stesso, Nord-Ovest Imperante) frantumando ancora una volta, e ancora di più, il diritto internazionale.

Non a caso l’Onu è come inesistente. Il risultato: tutto il Medioriente è in fiamme, con rischi crescenti per l’intera area mediterranea e per il mondo. Dobbiamo impedire che la “terza guerra mondiale a pezzi” (definizione di Papa Francesco) diventi intera. Perseguendo il NOI, gli Stati Uniti vogliono far pagare al mondo la propria crisi. Noi, italiani ed europei, la stiamo già pagando, con l’aumento di prezzo del petrolio e del gas, un impulso all’inflazione che va a colpire soprattutto i ceti medi e bassi. Inutile sperare nell’Europa, opportunista e succube, con l’eccezione della Spagna (viva Pedro Sanchez). Quanto all’Italia non vale la pena parlare del “Niente della Garbatella”… Non sa che dire e si rende latitante in Parlamento. Contrastare il NOI è compito di noi – noi tutti, persone e popoli – consapevoli che solo il dialogo e la costruzione della pace possono garantire la salvezza dell’umanità.

8 Marzo 2026

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