La controffensiva iraniana

Guerra in Iran: Trump non esclude l’invio di truppe di terra

Usa e Israele continuano ad attaccare, almeno 555 i morti in Iran. Colpiti 30 siti in Libano. Trump: “Leadership eliminata in un sol giorno. La grande ondata deve ancora arrivare”. E non esclude l’invio di truppe americane

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

3 Marzo 2026 alle 16:30

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AP Photo/Mark Schiefelbein
AP Photo/Mark Schiefelbein

La polveriera è esplosa. E la deflagrazione investe l’intero Medio Oriente: dall’Iran a Israele, dal Libano al Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Ma non si ferma alla regione. ​Un drone iraniano ha colpito la pista della base britannica di Akrotiri nella parte sud di Cipro. Ovvero la guerra ha raggiunto l’Europa. La politica è azzerata. L’Onu cancellata. L’Europa annichilita A dettar legge è l’idea di “ordine” mondiale che muove il tycoon con l’elmetto, sempre più dipendente dal suo sodale israeliano, Benjamin Netanyahu. In rapida sintesi il bollettino di guerra: fuoco incrociato nel terzo giorno della guerra in Iran, con tutta la regione in fiamme. Usa e Israele continuano a colpire nonostante la morte di Khamenei mentre la reazione di Teheran contro lo Stato ebraico e le basi americane nella regione miete le prime vittime.  Nel corso degli attacchi contro l’Iran sono stati distrutti circa 600 siti infrastrutturali utilizzando 2.500 munizioni, stando a quanto dichiarato dalle Forze di difesa israeliane (Idf) in un comunicato ripreso dall’emittente statunitense Nbc. Gli obiettivi includevano «oltre 20 bersagli appartenenti a leader militari iraniani», più di 150 sistemi missilistici balistici e oltre 200 sistemi di difesa aerea. Sono stati colpiti anche circa 30 siti in Libano, aggiunge il comunicato Idf, che ha fatto sapere di aver richiamato 110.000 riservisti.

Almeno 555 persone sono state uccise in tutto l’Iran dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani. Lo ha reso noto su Telegram la Mezzaluna Rossa iraniana, secondo cui “a seguito degli attacchi terroristici sionisti-americani compiuti in varie regioni del nostro Paese, 131 città sono state colpite finora e, purtroppo, 555 dei nostri compatrioti sono stati uccisi”. Tra le vittime Mansoureh Khojasteh, moglie della Guida suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso sabato durante gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele. La settantottenne Khojasteh era rimasta ferita negli attacchi dove Khamenei è morto sul colpo. Gli Usa prevedono di subire “ulteriori perdite” durante la guerra in Iran. Lo ha affermato il capo di Stato maggiore congiunto Usa, Dan Caine, in una conferenza stampa al Pentagono. Sono quattro finora i soldati americani morti dall’avvio delle operazioni contro la Repubblica islamica. La guerra “non è una singola operazione notturna”, “si tratta di importanti operazioni di combattimento”, ha sottolineato il generale americano, assicurando che “l’afflusso di forze verso la regione continua”. Un’ondata di attacchi missilistici e con droni da parte dell’Iran ha preso di mira Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Secondo quanto riporta l’emittente panaraba saudita Al Arabiya, forti esplosioni sono state udite in diverse città del Golfo, tra cui Abu Dhabi, Dubai, Doha, Manama e Kuwait City. Secondo fonti dell’emittente, una colonna di fumo si è alzata dalla zona dell’ambasciata statunitense in Kuwait. Il ministero dell’Interno del Bahrein ha invece riferito che gli attacchi iraniani hanno ucciso una persona, la prima vittima nel Paese dall’inizio della campagna iraniana. L’esercito saudita è in stato di massima allerta dopo gli attacchi iraniani delle ultime ore contro il proprio territorio. Lo ha detto una fonte vicina alle Forze armate all’Afp. “La situazione oggi è molto preoccupante, non possiamo escludere un possibile rilascio radiologico con gravi conseguenze, inclusa la necessità di evacuare aree grandi o anche più grandi delle principali città”. Ad affermarlo è il direttore generale dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi.

Il mondo come un Far West globale. Con The Donald che recita il ruolo dello sceriffo implacabile. Trump, secondo quanto riferito dal giornalista di Abc News Jonathan Karl, che ha avuto un colloquio con il presidente americano, ha raccontato che il «successo» in Venezuela lo ha reso «meno aperto ad accettare concessioni» dall’Iran. «Ha detto che un anno fa avrebbe accettato le proposte iraniane, ma ha detto: “siamo diventati viziati”», ha aggiunto Karl. Trump ci ha preso gusto e non intende fermarsi. Gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sono avvenuti «ampiamente in anticipo rispetto al programma», dice il presidente statunitense al quotidiano The Telegraph. In meno di 48 ore, forze statunitensi e israeliane avrebbero eliminato gran parte della leadership iraniana, distrutto decine di lanciatori di missili, affondato nove navi da guerra e smantellato una fabbrica chiave di esplosivi. Ed ha eliminato 49 leader. Il presidente ha rivelato che il piano prevedeva «quattro settimane», con «due o tre settimane per eliminare parte della leadership», ma ha dichiarato al quotidiano: «L’abbiamo eliminata tutta in un solo giorno». Trump ha aggiunto che le figure che hanno assunto ad interim la leadership a Teheran «vogliono fare un accordo disperatamente» e sarebbero pronti a colloqui per un cessate il fuoco. «Avrebbero dovuto farlo una settimana fa». Lo “Sceriffo” non ha limiti: «Li stiamo massacrando. Penso che stia andando molto bene», dice Trump in un’intervista alla Cnn sull’Iran. «Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata non si è ancora verificata. Arriverà presto», ha aggiunto il presidente americano. Sempre alla Cnn Trump ha affermato che gli iraniani «non sanno chi li guida» perché negli attacchi «sono stati eliminati 49 leader» del regime degli Ayatollah. «Quelli erano i leader, e alcuni di loro erano stati presi in considerazione», ha detto il tycoon in riferimento alla successione. Ma con più di quaranta morti, «non sappiamo chi guida il Paese ora. Non sanno chi guida. È un po’ come la fila per la disoccupazione»,  E ancora: nella raffica di interviste, dichiarazioni, messaggi social, Trump ha dichiarato di non escludere l’invio di truppe di soldati americani in Iran «se necessario», ribadendo che l’operazione Epic Fury è «molto in anticipo sui tempi previsti». «Non dico come ogni presidente: “Non ci saranno uomini sul campo”. Dico “probabilmente non ne abbiamo bisogno” o “ci saranno se sono necessari”», ha detto il presidente in un’intervista al New York Post. Li stiamo massacrando. Così parla lo Stranamore che governa il mondo.

3 Marzo 2026

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