La legge apartheid di Ben Gvir
Israele proclama l’apertheid, pena di morte obbligatoria ma solo per i palestinesi
Il provvedimento ha già incassato l’ok della commissione per la sicurezza nazionale. Prevede che “un terrorista riconosciuto colpevole di omicidio motivato dal razzismo o dall’odio sarà condannato alla pena di morte, in modo obbligatorio”. Ma non si applicherebbe a israeliani che uccidano palestinesi
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Dove va Israele se a dettar legge, letteralmente, è un fanatico estremista che vuole trasformare il paese in uno Stato caserma. Uno Stato dove viene istituita la pena di morte per i terroristi che uccidono israeliani. Voglia di patibolo. È l’Israele di Itamar Ben-Gvir. «Non ci sarà perdono per chi impedisce ai terroristi, quelle bestie umane, di salire sulla forca», scrive su X il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, il cui partito di ultradestra Otzma Yehudit (Potere Ebraico) ha presentato un disegno di legge alla Knesset per la pena di morte ai terroristi che uccidono israeliani, senza discrezionalità dei giudici, che sarà votato in prima lettura oggi dalla plenaria della Knesset.
«Mi aspetto che tutte le fazioni del Parlamento mettano da parte la politica e sostengano questa legge che rappresenta una mossa storica contro il terrorismo arabo. La storia giudicherà chiunque oserà oggi alzare un dito contro la legge che prevede la pena di morte per i terroristi», ha aggiunto, dopo che il rabbino Dov Lando, leader spirituale di Degel Hatorah, il partito politico ultraortodosso ashkenazita, ha dato indicazione ai suoi parlamentari di votare contro. Anche il premier israeliano Benyamin Netanyahu sostiene il disegno di legge forcaiolo. È stato il responsabile degli ostaggi del governo israeliano, Gal Hirsch, a dichiarare che il primo ministro è a favore della controversa proposta di legge, secondo cui “un terrorista riconosciuto colpevole di omicidio motivato dal razzismo o dall’odio sarà condannato alla pena di morte, in modo obbligatorio” e “non facoltativo”, come si legge nel testo del provvedimento.
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“La posizione del primo ministro, con cui ho parlato prima del dibattito, è a favore del disegno di legge”, ha detto Hirsch alla Commissione per la sicurezza nazionale del parlamento israeliano che ha dato un primo via libera al provvedimento. In precedenza, quando a Gaza c’erano ancora degli ostaggi, Netanyahu si era opposto alla legge, ha spiegato Hirsch ma la posizione del premier è cambiata ora che tutti gli ostaggi sopravvissuti sono stati rimpatriati. Ben- Gvir, ha ringraziato Netanyahu per il suo sostegno. “Ringrazio il primo ministro per il suo sostegno al disegno di legge di Jewish Power sulla pena di morte per i terroristi “, ha scritto su X. Tuttavia, ha sottolineato che i tribunali non dovrebbero avere alcuna discrezionalità nella sentenza, affermando:” Ogni terrorista che esce per uccidere deve sapere che gli sarà inflitta la pena di morte“.
La pena capitale esiste nella legislazione israeliana per tradimento, genocidio, crimini contro l’umanità e crimini contro il popolo ebraico in tempo di guerra, nel 1954 fu abolita per omicidio, ma dopo Eichmann non ci sono mai più state esecuzioni. Secondo il testo proposto dal partito di Ben-Gvir «chi intenzionalmente o meno causa la morte di un cittadino israeliano, se l’atto è portato a termine per motivi razzisti o di odio allo scopo di danneggiare lo stato di Israele e la rinascita del popolo ebraico nella sua patria», è passibile di pena di morte. Se il crimine è commesso in Cisgiordania, la pena verrà inflitta da un tribunale militare anche in caso di non unanimità del verdetto. Si applicherebbe solo a terroristi che uccidessero israeliani e non a israeliani che uccidessero palestinesi. L’autorità nazionale di Abu Mazen ha definito la proposta «una decisione che apre la porta a esecuzioni extragiudiziali sul campo ed è un chiaro intento di commettere un crimine».
Ben-Gvir “è un pericoloso fascista ebreo” e “una vergogna per l’ebraismo”: lo ha dichiarato il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, commentando l’arresto di uno studente che aveva contestato il ministro. “La polizia lo ha arrestato, ammanettato, sottoposto a perquisizione corporale e portato in cella per interrogarlo. Per quale motivo? Itamar Ben -Gvir è un kahanista (seguace delle teorie estremiste di Meir Kahan, che predicava l’espulsione di tutti gli arabi da Israele, ndr), un razzista, un ammiratore di Baruch Goldstein (un colono autore di una strage di palestinesi ndr), e delle persone sono morte a causa sua. Tutto questo è vero”, ha proseguito.
“Partecipa regolarmente alle commemorazioni per Meir Kahane; per anni, una foto di Baruch Goldstein è stata appesa nel suo soggiorno. È un razzista dichiarato, e abbiamo tutti ascoltato le testimonianze di coloro che sono tornati dalla prigionia di Hamas su come sono stati maltrattati a causa del suo comportamento e delle sue dichiarazioni. È un elemento centrale della negligenza che ha portato al disastro del 7 ottobre. Delle persone sono davvero morte a causa sua”, ha insistito Lapid, che ha criticato duramente il primo Ministro Benjamin Netanyahu per aver permesso a Ben Gvir, un “criminale nazionalista condannato per sostegno al terrorismo” e che “è stato pienamente complice dell’istigazione che ha portato all’assassinio di Rabin”, di guidare la polizia israeliana. “Ben Gvir è un disastro nazionale, un disastro internazionale, una vergogna per l’ebraismo, una macchia per il sionismo, un pericoloso fascista ebreo. C’è una cosa che Itamar Ben Gvir non è: non è immune alle critiche”, continua, sostenendo che al ministro «non è né permesso né autorizzato a mettere a tacere le giustificate manifestazioni contro di lui», ha concluso.
Per Yoav Dotan, docente alla facoltà di Giurisprudenza della Hebrew University di Gerusalemme, tra i più autorevoli giuristi israeliani, quel disegno di legge “è un progetto devastante a livello morale e pratico”. Il Comitato pubblico contro la tortura in Israele, una nota ong israeliana per i diritti umani, sostiene che l’approvazione di questa legge innescherebbe soltanto nuovi cicli di crudeltà e violenze. Il 31 ottobre scorso, in un video postato sul suo canale Telegram, Ben- Gvir, si mostra mentre visita una prigione in cui sono detenuti palestinesi che, secondo Israele, hanno partecipato agli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Il ministro mostra i prigionieri stesi sul pavimento a faccia in giù, le mani legate dietro la schiena, e afferma: “Questi ragazzi, i Nukhba (unità delle forze speciali dell’ala militare di Hamas, ndr), che sono venuti per uccidere bambini, donne, i nostri neonati. Guardateli oggi. Ricevono le condizioni minime. Ma c’è ancora qualcosa che deve essere fatto: la pena di morte per i terroristi”. Per entrare in vigore il disegno di legge dovrà essere approvato per tre volte dalla Knesset. Manca poco, un solo passaggio parlamentare, perché la voglia di patibolo di Itamar Ben-Gvir sia appagata.