La guerra in Europa

Avdiivka è caduta: la Russia conquista la città dopo il ritiro di Kiev, la crisi ucraina sul fronte orientale

Il cambiamento più importante al fronte dalla caduta di Bakhmut: una vittoria simbolica per la Russia, "importante" per Putin. Gli appelli per avere più armi di Zelensky alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco

Esteri - di Redazione Web - 19 Febbraio 2024

CONDIVIDI

A Ukrainian police officer takes cover in front of a burning building that was hit in a Russian airstrike in Avdiivka, Ukraine, Friday, March 17, 2023. (AP Photo/Evgeniy Maloletka)
A Ukrainian police officer takes cover in front of a burning building that was hit in a Russian airstrike in Avdiivka, Ukraine, Friday, March 17, 2023. (AP Photo/Evgeniy Maloletka)

Avdiivka è caduta: la città che nelle ultime settimane era diventata uno dei luoghi centrali della guerra tra Russia e Ucraina è stato conquistato dall’esercito russo. Lo hanno fatto sapere proprio le forze di Mosca, a due giorni dalla ritirata delle forze armate ucraine. Il ritiro, la caduta, la conquista di Avdiivka rappresentano il cambiamento più sostanziale sul fronte orientale del conflitto dalla caduta di Bakhmut nel maggio del 2023. Il Presidente Vladimir Putin si è congratulato con le sue forze per “l’importante vittoria”.

Avdiivka è una cittadina industriale al centro del Donbass, poco lontana dalla periferia di Donetsk. Prima della guerra ospitava circa 34mila abitanti e il più grande impianto ucraino per la produzione di coke, un combustibile derivato dal carbone. Era già stata occupata dai separatisti filorussi nel 2014, l’anno delle rivolte di Euromaidan e delle occupazioni di Crimea e di parte del Donbass. Era stata quindi liberata dalle forze di Kiev e di nuovo al centro di un duro scontro tra filorussi e ucraini nel 2017.

Perché Avdiivka è caduta

Le forze russe avevano quasi completamente circondato la città da almeno tre mesi, da inizio ottobre era al centro di scontri sempre più duri. Il ritiro era stata definita una “decisione logica, giusta e professionale” per “salvare quante più vite possibili” aveva dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco”. Il ritiro delle truppe ucraine era allora stato annunciato su Telegram dal generale Oleksandr Tarnavsky, a capo delle forze armate nella zona del Donbass.

Oleksandr Syrskyy, comandante delle forze armate di Kiev, aveva spiegato più diffusamente in un post su Facebook la decisione del ritiro. “Sulla base della situazione operativa che si è sviluppata attorno ad Avdiivka, al fine di evitare l’accerchiamento e per preservare la vita e la salute del personale militare, ho deciso di ritirare le nostre unità dalla città e passare alla difesa su linee più vantaggiose”. Syrsky aveva aggiunto che “il nemico avanza camminando sui cadaveri dei suoi stessi soldati e dispone di dieci volte più proiettili questa è l’unica decisione giusta”.

Per Mosca la conquista di Adviivka rappresenta soprattutto una vittoria simbolica, dimostra una maggiore presa sul fronte orientale della guerra mentre mette in luce ancora una volta le enormi difficoltà di Kiev negli ultimi mesi. La città, ridotta a un cumulo di macerie dopo mesi intensi di guerra, ospita ormai meno di mille persone. La caduta rientra in quel contesto di crisi dal quale Kiev non riesce a uscire: la controffensiva annunciata l’anno scorso si è impantanata, sempre più difficile contenere l’avanzata russa su quel fronte. La guerra in Ucraina è passata decisamente in secondo piano sui media dopo l’esplosione del conflitto in Medio Oriente.

Le armi a Kiev

Gli appelli di Kiev per ottenere più armi e più sostegno cadono nel vuoto – anche se la Danimarca ha appena annunciato che darà tutta la sua artiglieria all’Ucraina. “Ci sono ancora armi da guerra nelle scorte europee. Quindi, scusate, amici, non è solo una questione di produzione. Abbiamo armi, munizioni e sistemi di difesa aerea che non usiamo. Devono essere consegnati all’Ucraina”, ha annunciato la premier danese Mette Frederiksen nel corso della Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, in Germania. Putin, in un’intervista con il giornalista di estrema destra Tucker Carlson, la prima con un giornalista occidentale dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, ha definito “impossibili” al momento le trattative con Kiev.

19 Febbraio 2024

Condividi l'articolo