Sono necessari dei provvedimenti urgenti
Benissimo la grazia a Nicole Minetti, Mattarella ne firmi altre 2mila
Ora il Presidente Mattarella dovrebbe intervenire in modo massiccio firmando in poche settimane almeno 1000 o 2000 grazie. Sarebbe non solo un segnale grandioso di politica penale, ma anche un soffio di ossigeno per alcune prigioni.
Giustizia - di Piero Sansonetti
La politica repressiva del governo ha portato a un fortissimo aumento del numero dei carcerati. I reati non sono diminuiti ma il numero dei detenuti è aumentato. Oggi le prigioni sono luoghi terribili, del tutto incivili. Il sovraffollamento in molte carceri supera il 150 per cento. Le condizioni dei prigionieri sono lontane da tutti i principi stabiliti dalla nostra Costituzione. Recentemente ci sono stati altri tre suicidi. Nell’ultimo anno i carcerati sono aumentati di 2000 unità, superando la linea record di 64mila su circa 46mila posti disponibili. Ma quel che è più grave è che nell’ultimo mese il trend si è impennato: 440 detenuti in più rispetto al mese precedente. Se non si ferma questa escalation in un anno arriveremo a quasi 5000 prigionieri in più. La soluzione non è costruire più galere ma costruire meno detenuti.
Chiunque abbia visitato anche una sola volta un carcere sa cosa c’è lì dentro. Un inferno. Gente in gabbia come animali allo zoo, la privazione assoluta non solo della libertà ma di ogni diritto. Disperazione, grida. Non c’è niente di più illegale delle nostre prigioni. È inconcepibile che non si programmi a tempi brevissimi un intervento quantomeno provvisorio. Quello che i giornali giustizialisti chiamano, con disprezzo, “svuota carceri”. La verità è che svuotare le carceri è un’attività che innalza e non deprime il livello della nostra civiltà. E quel che servirebbe davvero sono norme di profonda riforma del codice penale che riducano il numero dei prigionieri a non più di tre o quattromila. Forse anche meno. Cioè, soltanto le persone davvero pericolose. Nel frattempo però sono necessari dei provvedimenti urgenti. Anche se limitati. Il più immediato può essere un intervento del presidente della Repubblica. Il quale ha fatto benissimo a dare la grazia a Nicole Minetti, anche per aiutare il figlio di Minetti, che è un bambino che ha bisogno di cure. Ora però dovrebbe intervenire in modo massiccio firmando in poche settimane almeno 1000 o 2000 grazie. Sarebbe non solo un segnale grandioso di politica penale, ma anche un soffio di ossigeno per alcune prigioni.
Dopodiché bisogna passare all’indulto. La sinistra non può tirarsi indietro. E la destra liberale, che era per la separazione delle carriere e per una politica più garantista, deve contribuire. In modo da raggiungere una maggioranza dei due terzi. Con un indulto abbastanza largo si possono liberare dalle celle tra le 10mila e le 20mila persone. Naturalmente l’indulto è difficile da ottenere. Bisognerebbe convincere i 5 stelle e almeno una parte del partito di Meloni (dando per scontato il voto favorevole delle sinistre, dei centristi e di Forza Italia). Allora c’è la possibilità di usare la legge sulla scarcerazione anticipata speciale, messa a punto tempo fa da Nessuno tocchi Caino e dall’on Roberto Giachetti, di Italia Viva. Questa legge permetterebbe la liberazione di almeno 8mila persone. Poco, troppo poco. Ma almeno sufficiente per fronteggiare l’emergenza dei prossimi mesi.