La denuncia di Antigone e del Garante

Mattanza nelle prigioni, tre suicidi in pochi giorni: 19 i morti nel 2026, le celle scoppiano con oltre 64mila detenuti

A togliersi la vita due detenuti e un agente, intanto la popolazione reclusa ha superato quota 64mila. Gonnella: “Il Dap ritiri le circolari che hanno reso il carcere un luogo senza speranza”.

Giustizia - di Angela Stella

6 Maggio 2026 alle 10:00

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Foto LaPresse – Stefano Porta
Foto LaPresse – Stefano Porta

Tre suicidi in pochi giorni nelle carceri italiane: due detenuti e un agente. La denuncia è arrivata ieri dall’associazione Antigone: “il 30 aprile si è suicidato un agente penitenziario di 42 anni, ieri (due giorni fa, ndr) è morto, dopo tre giorni di agonia, un uomo di 27 anni che si trovava in custodia cautelare nel carcere di Parma e si è tolto la vita un altro uomo, di 54 anni, recluso nel carcere di Torino. Sono già 19 le persone detenute che si sono tolte la vita da inizio anno”. Inoltre, sempre secondo un report di Antigone, a fine mese i presenti in carcere hanno superato anche la soglia delle 64.000 presenze. Al 30 aprile infatti si contavano nelle prigioni italiane 64.436 persone detenute.

Da fine marzo la crescita è stata particolarmente significativa, 439 persone in più in un mese, a fronte di un aumento delle presenze negli ultimi 12 mesi di 1.991 unità. I posti realmente disponibili erano invece 46.318 e il tasso di affollamento era ormai del 139,1%. 73 istituti su 189 registravano un tasso pari o superiore al 150%. “Le condizioni delle carceri sono disperate – ha sottolineato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone –. Lo sono per le persone detenute, a cui mancano spazio e prospettive, costrette a vivere in celle sovraffollate e fare i conti con tutte le chiusure a cui si sta assistendo. Ma lo sono anche per gli operatori, costantemente in sotto organico e costretti a carichi di lavoro spesso eccessivi”. Oltre a “provvedimenti urgenti che riportino il sistema penitenziario in linea con il dettato costituzionale” secondo Gonnella “servirebbe inoltre che il Dap ritirasse tutte quelle circolari che negli ultimi anni hanno reso il carcere un luogo chiuso, asfittico e senza speranza”.

A proposito di circolari Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale e portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali, si chiede: “ma chi comanda davvero al Dap?”. Perché, fa notare Ciambriello, da un lato il 31 marzo Ernesto Napolillo, a capo della Direzione generale dei detenuti e del trattamento, invia ai provveditori regionali una comunicazione in cui “con l’approssimarsi della stagione estiva ed i possibili disagi ad essa correlati” e per evitare quindi anche gesti autolesionistici si raccomandava, tra l’altro, di potenziare attività sportive, teatrali, laboratoriali, favorire la permanenza dei detenuti nelle aree comuni, implementare disponibilità di frigoriferi nei reparti per il deposito delle bottigliette d’acqua o altre generi alimentari, riformulare i menù. Poi dall’altra parte, dice sempre Ciambriello, “venti giorni dopo il capo del Dap Stefano De Michele smentisce Napolillo e invia un’altra circolare dove sostiene che i frigoriferi vanno posizionati in una ‘stanza all’uopo dedicata di pertinenza della sezione’”. Secondo Ciambriello “si tratta di una stretta in nome della sicurezza” ma “in realtà è proprio con queste iniziative che si rischia di far aumentare gli episodi critici all’interno delle carceri”. Ciambriello poi denuncia il fatto che “sempre meno si rispetta la territorialità della pena e non si rende effettivo il diritto all’affettività”. E conclude: “abbiamo chiesto un incontro al capo del Dap ma ci ha ricevuto il suo vice Parisi. Forse facciamo troppo rumore come Garanti e non siamo ben accetti da De Michele”.

Intanto sui dati diffusi da Antigone intervengono anche Pd e Avs. Secondo Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie della segreteria nazionale del Partito Democratico, essi “raccontano un sistema penitenziario al collasso, che il Governo continua colpevolmente a ignorare. Non è più emergenza, è un fallimento”. “Il Governo – ha proseguito Rando – continua a rispondere con misure securitarie e propaganda, senza affrontare le vere cause del sovraffollamento. Serve un cambio radicale di rotta: provvedimenti urgenti per ridurre la popolazione carceraria, rafforzare il personale, garantire diritti e dignità e investire sulla rieducazione, come ci chiede la nostra Carta costituzionale”. Pure secondo la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Cucchi, “nelle nostre Carceri si continua a morire ogni giorno, nell’indifferenza generale, del Ministro Nordio e del governo. Tre suicidi in pochi giorni, tra cui quello di un agente penitenziario sono il segno che la sofferenza in carcere colpisce sia detenuti che agenti. Da inizio anno, denuncia Antigone, ben 19 persone si sono tolte la vita in carcere. Troppi, ennesima sconfitta dello stato di diritto. La linea dura dei decreti sicurezza ha solo affollato all’inverosimile gli istituti penitenziari, impedendo così la possibilità di scontare la pena in un modo dignitoso diritti fondamentali”.

6 Maggio 2026

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