Si riaprono le trattative
Ucraina, Putin apre a trattative con l’Europa e lancia Schröder come negoziatore: ‘no’ di Bruxelles all’ex cancelliere tedesco
Chi inviare sul tavolo delle trattative con la Russia? È la domanda che si fanno leader e istituzioni europee dopo l’inattesa apertura di Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina.
Nel “Giorno della Vittoria”, la celebrazione che si tiene annualmente a Mosca con una parata per celebrare la vittoria sovietica sul nazi-fascismo, che quest’anno si è tenuta in tono minore per questioni di sicurezza, il leader del Cremlino ha in maniera inattesa che la guerra contro Kiev “è vicina alla fine” dopo oltre quattro anni e di essere pronto ad accettare come negoziatore dell’Unione Europea con Mosca qualsiasi leader che non abbia espresso giudizi negativi sulla Russia. Il nome fatto ai giornalisti da Putin è stato in particolare quello dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che dopo l’addio alla politica si è “riciclato” come manager nelle aziende energetiche di Stato russe come Gazprom e Rosneft, allineandosi alle politiche del Cremlino.
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Un suggerimento rispedito al mittente da Bruxelles. “Se diamo il diritto alla Russia di nominare il negoziatore al posto nostro non è saggio“, è stata la risposta dell’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, sottolineando che Gerhard Schröder, visti i suoi trascorsi e legami con il Cremlino, “siederebbe ad entrambi i lati del tavolo”. “Schröder è stato un lobbista di alto livello per le aziende statali russe. È quindi chiaro perché Putin voglia che sia lui a ricoprire quel ruolo“, ha aggiunto Kallas. Linea ribadita anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Il negoziatore per l’Europa lo sceglie l’Europa, non la Russia. Sarà una decisione presa collegialmente dai 27 Paesi dell’Ue, ma intanto dobbiamo vedere se la Russia vuole veramente la pace, io lo spero”.
Un identikit non facile, che spinge gli addetti ai lavori a considerare nel toto-nomi soprattutto ex presidenti, premier e diplomatici di livello: tra questi in particolare spicca Sauli Niinistö, ex presidente della Finlandia che parla russo e che prima dell’invasione dell’Ucraina aveva un dialogo diretto con Putin. Contro la sua possibile candidatura gioca però il fatto che Helsinkin non è più un Paese neutrale, con l’ingresso nella Nato spinta proprio dall’invasione russa dell’Ucraina. Se le tempistiche dovessero allungarsi a dopo le presidenziali in Francia, l’Ue potrebbe giocarsi anche la carta Emmanuel Macron: l’attuale presidente francese nel corso degli anni è stato tra i pochi leader europei a parlare con Putin. Sembrano invece fuori dai giochi Angela Merkel, l’ex cancelliera tedesca che paga proprio le politiche di apertura nei confronti di Mosca, a partire dal progetto dell’oleodotto Nord Stream 2.
D’altra parte a Bruxelles ormai si fa i conti con un dato certo: l’Europa deve tornare a parlare con Putin. Lo dice senza mezzi termini l’attuale presidente finlandese Alexander Stubb. “In Ucraina ci sono tre scenari possibili: la guerra continua; si fa una tregua e poi un accordo di pace; una delle due parti collassa, probabilmente la Russia. Credo che l’ipotesi di una pace non sia sul tavolo almeno per quest’anno. Se la politica americana nei confronti di Russia e Ucraina non è nell’interesse dell’Europa, come mi pare il caso, allora dobbiamo impegnarci direttamente. Sì, è tempo di iniziare a parlare con la Russia”, le sue parole al Corriere della Sera.