Paura al Cremlino

Putin blindato tra misure di sicurezza estreme e pochi contatti: i timori dello Zar tra attentati e il rischio di un golpe

Esteri - di Redazione

4 Maggio 2026 alle 17:41

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Putin blindato tra misure di sicurezza estreme e pochi contatti: i timori dello Zar tra attentati e il rischio di un golpe

Impaurito, blindato, timoroso di possibili complotti ai suoi danni per rovesciare il suo regime tramite un colpo di stato o con un attentato alla sua vita. Alle prese con una campagna d’Ucraina sostanzialmente ferma, con l’avanzamento delle truppe russe ormai limitato a pochi chilometri e al costo di migliaia di uomini mandati al macello, Vladimir Putin reagisce alzando i livelli di sicurezza attorno a sé.

Un pericolo che Putin sente come incombente se l’FSO, il Servizio di Protezione Federale responsabile della sicurezza delle alte cariche dello Stato in Russia, negli ultimi mesi ha rafforzato ulteriormente le già rigide misure di sicurezza intorno al leader del Cremlino.

Il presidente russo, che già ai tempi della pandemia di Covid-19 aveva aumentato esponenzialmente il suo isolamento, ormai trascorrerebbe gran parte del suo tempo in bunker sotterranei, in particolare quello di Krasnodar, regione costiera affacciata sul mar Nero, limitando per sé stesso e i suoi familiari i viaggi nelle loro residenze nella regione di Mosca e nel nord-ovest di Valdai. Non a caso quest’anno sono state solamente due le apparizioni pubbliche di Putin, con l’ultima avvenuta il 27 aprile scorso quando il leader russo ha visitato una scuola di ginnastica ritmica a San Pietroburgo.

Secondo Cnn e Financial Times, che hanno pubblicato due inchieste basate su persone vicine a Putin a Mosca e un rapporto di intelligence europea, le misure di sicurezza attorno al leader russo non sarebbero mai state così significative: al personale della cerchia ristretta di Putin, comprese guardie del corpo, cuochi e fotografi, è stato vietato l’utilizzo di mezzi pubblici e di telefoni cellulari o dispositivi con connessione Internet quando si trovano vicino a Putin. Inoltre, aggiunge la Cnn, nelle loro abitazioni sono stati installati sistemi di sorveglianza. Timori per la propria sicurezza che sarebbero aumentati dopo l’arresto/rapimento da parte degli Stati Uniti del presidente venezuelano Nicolas Maduro, catturato in una operazione militare e ora sotto processo a New York.

Ma se il rischio di una operazione militare statunitense sembrano a dir poco improbabili, considerando anche i rapporti tra lo stesso Putin e Donald Trump, che sembra apprezzare più l’autocrate russo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, timori vi sarebbero invece di un possibile golpe interno organizzato da membri dell’élite politica russa. Il nome presente nel documento dell’intelligence europea citato da Cnn e Financial Times è quello di Sergei Shoigu, ex ministro della Difesa e oggi segretario del Consiglio di Sicurezza, un tempo vicinissimo a Putin: data l’alta influenza all’interno del comando militare che Shoigu ancora oggi conserva, sarebbe lui il nome più “caldo” nell’eventualità di un colpo di stato a Mosca.

Non è un caso se il Cremlino si sia in parte già mosso su questo fronte. Secondo l’intelligence l’arresto il 5 marzo scorso di Ruslan Tsalikov, ex vice di Shoigu, è considerato “una violazione degli accordi di protezione tacita tra le élite, che indebolisce Shoigu e aumenta la probabilità che egli stesso possa diventare oggetto di un’indagine giudiziaria”.

di: Redazione - 4 Maggio 2026

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