La scelta dei 27

L’Europa si sveglia, sanzioni “soft” contro Israele: colpiti i coloni violenti, niente dazi sui prodotti dei territori occupati

Esteri - di Redazione

11 Maggio 2026 alle 17:56

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L’Europa si sveglia, sanzioni “soft” contro Israele: colpiti i coloni violenti, niente dazi sui prodotti dei territori occupati

“Too little, too late”, direbbero negli Stati Uniti, ma a Bruxelles qualcosa si è mosso nell’ottica di colpire Israele. L’Unione Europea sceglie infatti di colpire i coloni che si sono macchiati di orribili violenze nei confronti della popolazione palestinese nei territori occupati, ma non di punire la stessa occupazione illegale della Cisgiordania.

È la decisione ambigua presa nel Consiglio Affari Esteri che si è riunito oggi a Bruxelles. Una intesa possibile solo grazie alla caduta del governo di Viktor Orban in Ungheria, che aveva posto il veto contro qualsiasi iniziativa nei confronti di Israele e del governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu.

Così per la prima volta l’Ue riesce a marciare unita con delle sanzioni nei confronti di Israele, pur votando per iniziative di certo poco ambiziose rispetto ad alcune delle richieste che erano arrivate sul tavolo dell’Alto rappresentante per la politica estera Kaja Kallas.

La scelta è stata quella di sanzioni mirate contro i protagonisti delle peggiori violenze anti-arabe in Cisgiordania, che soprattutto dopo i fatti del 7 ottobre 2023 è stata sconvolta dagli attacchi dei coloni ebrei, elettorato chiave per la compagine di governo guidata da Netanyahu e dai suoi alleati di estrema destra. L’Unione, come riassunto dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, delibera dunque le sanzioni nei confronti di “organizzazioni israeliane colpevoli di sostenere la colonizzazione estremista e violenta della Cisgiordania, così come i loro dirigenti”.

Al contempo il Consiglio ha anche deciso di imporre nuove sanzioni ai principali dirigenti di Hamas, “movimento terroristico che deve essere imperativamente disarmato ed escluso da qualsiasi partecipazione al futuro della Palestina”, ha sottolineato ancora Barrot. “Era ora che passassimo dall’impasse ai fatti. Estremismi e violenze hanno conseguenze”, gli ha fatto poi eco l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas.

Ma restano fuori le proposte più significative, come quella spinta dal governo spagnolo di Sanchez di interrompere l’accordo di associazione Ue-Israele, o quella di includere tra i sanzionati i ministri Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, di fatto sponsor politici dei coloni violenti. Rimandata a data da destinarsi la proposta di un blocco doganale alla messa in commercio nell’Ue di prodotti venduti da imprese basate in insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania.

Sanzioni soft dunque, eppure da Israele è arrivata immediata una reazione durissima da parte dell’esecutivo. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha sottolineato che il governo “respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. L’Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento”. Saar di fatto rivendica l’operato dei coloni, evidenziando come “nessun altro popolo al mondo ha un diritto alla propria terra così documentato e consolidato come quello del popolo ebraico alla Terra d’Israele. Questo è un diritto morale e storico, riconosciuto anche dal diritto internazionale, e nessun soggetto può sottrarlo al popolo ebraico”.

di: Redazione - 11 Maggio 2026

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