Il voto in autunno

Israele, due ex premier sfidano Netanyahu: una lista unica di Bennet e Lapid per chiudere l’era di Bibi

Esteri - di Carmine Di Niro

27 Aprile 2026 alle 12:33

Condividi l'articolo

Yair Lapid e Naftali Bennett
Yair Lapid e Naftali Bennett

Due ex premier che si uniscono per sconfiggere il grande nemico. Yair Lapid e Naftali Bennett, i due politici israeliani che tra il 2021 e il 2022 avevano interrotto il lungo “regno” di Benjamin Netanyahu, mettono da parte la rivalità del passato per unire le opposizioni contro il Likud, il partito di destra ormai spinto da Bibi su posizioni sempre più estreme, e rilanciare la sfida in vista delle prossime elezioni.

Israele si appresta infatti a tornare al voto il prossimo autunno, col voto previsto nel mese di ottobre: si tratta delle prime elezioni dopo i fatti del 7 ottobre 2023, la strage compiuta da Haams costata la vita ad oltre 1200 tra civili e militari israeliani e la successiva campagna militare del Paese contro Hamas a Gaza, praticamente rasa al suolo in quasi tre anni di conflitto che si è poi allargato al Libano meridionale e che ha visto una sempre più forte “protezione istituzionale” del governo Netanyahu nei confronti dei coloni illegali in Cisgiordania contro la popolazione palestinese.

È in questo scenario che Lapid e Bennet, l’ex presentatore tv centrista e l’ex enfant prodige della destra israeliana, hanno scelto di fare fronte comune per scalzare dal potere Netanyahu: i due hanno scelto di fondere i rispettivi partiti, Yesh Atid (“C’è un futuro”) e Bennett 2026 in una lista unica che si chiamerà BeYachad (“Insieme”) e sarà guidata da Bennett, che dopo la sconfitta alle elezioni di fine 2022 contro Netanyahu era rimasto fuori dalla politica attiva.

“Un partito che porterà a una grande vittoria e all’alba di una nuova era per il nostro splendido Paese”, ha dichiarato Bennett in conferenza stampa, con Lapid che ha rimarcato come tra i due “c’è fiducia”, definendo il suo nuovo alleato “un uomo di destra, ma un uomo di destra onesto”. Nei loro interventi i due hanno evitato di affrontare le questioni più delicate e divisive: la guerra contro Iran e Libano, l’aumento delle violenze da parte dei coloni in Cisgiordania e il futuro della Striscia di Gaza e della Palestina. Bennet ha però invitato l’ex ministro Gadi Eizenkot, ex capo di stato maggiore dell’esercito e leader del partito centrista Yashar, ad unirsi a loro in questa lista congiunta. Bennett ha promesso che, se eletto, nominerà una commissione d’inchiesta nazionale sulle mancanze che hanno portato al massacro del 7 ottobre 2023, cosa che l’attuale governo si rifiuta di fare.

Secondo i sondaggi Bennett è il favorito per sconfiggere Netanyahu alle elezioni di ottobre: il quotidiano “Maariv” scrive che vi sarebbe un testa a testa tra il partito di Bennett e il Likud di Netanyahu, entrambi potenzialmente con 24 seggi alla Knesset (il Parlamento monocamerale composto da 120 seggi, ndr), mentre Yesh Atid ne otterrebbe 7. Altri 9 andrebbero se si votasse oggi ai Democratici (gli ex Laburisti) mentre 7 a Israel Beytenu, formazione guidata dall’altro ex capo di stato maggiore Benny Gantz, tutti oggi all’opposizione del governo Netanyahu.

In questo quadro resta sullo sfondo la partita giudiziaria del primo ministro, a processo con l’accusa di corruzione e frode: per ora infatti il presidente israeliano Isaac Herzog ha rinviato la sua decisione sulla richiesta del primo ministro Benjamin Netanyahu di ricevere la “grazia preventiva”, sollecitata anche dall’alleato Donald Trump. In un comunicato il suo ufficio ha detto che Herzog ritiene che la soluzione migliore per risolvere il caso sarebbe un patteggiamento, cosa che Netanyahu esclude per ragioni politiche.

27 Aprile 2026

Condividi l'articolo