Il conflitto

Ahmed Randour: chi è il comandante di Hamas ucciso da Israele

In totale sono stati cinque gli alti ufficiali di Hamas uccisi da Israele: oltre Randour, hanno perso la vita Aiman Siam, Wael Rajeb, Farsan Khalifa e Rafet Salman

Esteri - di Redazione Web - 27 Novembre 2023 alle 10:42 AGGIORNATO IL 27 Novembre 2023 alle 14:21

Ahmed Randour: chi è il comandante di Hamas ucciso da Israele

Nel terzo giorno di cessate il fuoco, dopo aver scavato fra le macerie e nei bunker del settore nord di Gaza, Hamas conferma la morte di cinque responsabili militari fra cui uno dei fondatori della sua ala militare: Ahmed Randour (scritto anche: Ghandour), considerato braccio destro del leader politico del Movimento nella Striscia Yihia Sinwar. Nella tarda mattinata è stato organizzato per loro un corteo funebre alla presenza di un migliaio di sostenitori che sventolavano le bandiere verdi del movimento. In tempi normali la cerimonia sarebbe iniziata in una moschea: ma nel corso dei combattimenti molte di esse sono state danneggiate da Israele, secondo cui spesso servivano da copertura per le attività militari di Hamas.

Ahmed Randour: chi è il comandante di Hamas ucciso da Israele

Inoltre, diversamente dalla regola i corpi dei comandanti di Hamas non sono stati disposti su barelle, bensì dentro casse di legno: cosa che fa pensare che i loro corpi fossero decomposti. In un messaggio di addio le Brigate Ezzedin al-Qassam, l’ala militare di Hamas, hanno confermato che Randour era il comandante del fronte nord nella Striscia di Gaza ed un membro del Consiglio superiore militare.

Israele-Hamas: le ultime notizie

Ci impegniamo di fronte ad Allah – hanno aggiunto – che continueremo lungo la strada che ci ha indicato e che il suo sangue sarà una fonte di illuminazione per i combattenti ed un fuoco per gli occupanti“. Di Randour Israele ha affermato che aveva iniziato la sua attività militare già nel 1984, prima ancora della fondazione di Hamas (1988). Nel 2016 aveva preso parte al rapimento del soldato Gilad Shalit, che sarebbe stato tenuto in ostaggio per 5 anni. In seguito a quell’episodio (e al ‘putsch’ di Hamas contro Abu Mazen) Israele avrebbe ordinato il blocco della Striscia di Gaza. Randour era responsabile, secondo Israele, di una lunga serie di attentati, di lanci di razzi e anche della progressiva destabilizzazione della Cisgiordania.

Chi sono i comandanti di Hamas uccisi da Israele

Fra i comandanti uccisi figura anche Aiman Siam, il capo del progetto missilistico di Hamas che – dal 7 ottobre – ha prodotto i lanci di circa 10 mila razzi contro Israele, colpendo a nord fino a Haifa. Gli altri comandanti uccisi sono Wael Rajeb (Comadandante del Battaglione di Beit Lahia, nel nord della Striscia), Farsan Khalifa (responsabile della organizzazione militare di Hamas nel capo profughi di Tulkarem, in Cisgiordania) e Rafet Salman, un responsabile della ‘Brigata Gaza City’.

Israele-Hamas news

All’inizio di ottobre, secondo l’esercito israeliano, Hamas disponeva di 24 battaglioni, ciascuno forte di circa 1.000 uomini. I più colpiti sono quelli che erano dislocati nel nord della Striscia, mentre gli altri risultano essere ancora organizzati. Oggi il premier Benyamin Netanyahu, in un sopralluogo alle forze armate a Gaza, ha ribadito che Israele intende portare le operazioni “fino in fondo, fino alla vittoria, niente ci fermerà“. Distruggere Hamas non solo nella Striscia: alcuni giorni fa, in una conferenza stampa, Netanyahu aveva anche detto di aver ordinato al Mossad di colpire i leader dell’organizzazione terroristica ovunque si trovino al mondo.

Netanyahu, il Mossad e il Qatar

Ma il n.1 di Hamas, Ismail Haniyeh, risiede a Doha, nel Qatar: ossia nella capitale dove il capo del Mossad David Barnea si è recato più volte nelle ultime settimane nel contesto della mediazione del Qatar per la liberazione degli ostaggi. Due giorni fa il quotidiano francese Le Figaro ha appreso da una fonte qualificata israeliana che “il Qatar ha ricevuto da Israele l’ assicurazione che il Mossad non intende attaccare Hamas sul suo territorio“. Oggi il Jerusalem Post ha confermato quella informazione.

27 Novembre 2023

Condividi l'articolo