Le esequie del giovane ucciso

Funerali di Giovanbattista Cutolo, le parole del Vescovo Battaglia: “Giò Giò perdonaci, a voi ragazzi dico: restate!”

Una piazza del Gesù e una chiesa del Gesù Nuovo gremite. Presenti le principali istituzioni locali e i ministri Piantedosi e Sangiuliano. All'esterno una marea di giovani, famiglie, bambini e anziani. Napoli si è unita in ricordo del musicista ammazzato giorni fa

Cronaca - di Andrea Aversa

6 Settembre 2023 alle 21:47 - Ultimo agg. 24 Gennaio 2024 alle 16:47

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Le parole del Vescovo Battaglia ai funerali di Giovanbattista Cutolo

Giustizia, giustizia!“, “Giovanbattista…VIVE, Giovanbattista…VIVE!“, e poi striscioni, magliette, palloncini bianchi e tanti applausi. In migliaia sono accorsi in piazza del Gesù a Napoli per stringersi intorno alla famiglia di Giovanbattista Cutolo, il giovane ucciso da un 17enne a colpi d’arma da fuoco in piazza Municipio. Oggi si sono svolti i funerali, celebrati dal Vescovo Mimmo Battaglia. Molto toccante la sua omelia, forti le parole di Ludovica, sorella del giovane musicista: “Napoli sei tu e non Gomorra, non è Mare fuori o il Boss delle cerimonie“. Ragazzi, famiglie, bambini, anziani. I cittadini di qualsiasi età ed estrazione sociale hanno partecipato all’evento. Presenti anche le principali istituzioni locali e due ministri, Matteo PiantedosiGennaro Sangiuliano.

Lutto cittadino e le voci dalla piazza

Per l’occasione il sindaco Gaetano Manfredi ha proclamato il lutto cittadino. I negozi avevano le serrande abbassate. Ecco le voci di alcune delle persone che hanno partecipato. “Una grande risposta questa dei napoletani, ma quella vera deve arrivare da domani. Da Roma, con più forze dell’ordine da mandare a Napoli e con leggi più severe“, ha detto Fabrizio. “Giovanbattista potevamo essere tu o io, o un nostro fratello. È stata una notizia che ci ha sconvolti tutti“, ha affermato Andrea. “Purtroppo – ha spiegato Ginevra – questi sono episodi che a Napoli accadono spesso e sono frutto di un grave disagio sociale. Ma siamo qui come cittadini per dimostrare che questa città è anche tanto altro“.

Le parole del Vescovo Battaglia ai funerali di Giovanbattista Cutolo

Ecco le parole del Vescovo Battaglia ai funerali di Giovanbattista Cutolo: “Perdonaci tutti Giogiò, perché quella mano l’abbiamo armata anche noi, con i nostri ritardi, con le promesse non mantenute, con i proclami, i post, i comunicati a cui non sono seguiti azioni, con la nostra incapacità di comprendere i problemi endemici di questa città abitata anche da adolescenti – poco più che bambini – che camminano armati, come in una città in guerra.

Giogiò, fratello e figlio mio, prega per questa tua città ferita, per questa nostra amata Napoli che come una madre negligente non ha saputo custodirti e difenderti. Prega per lei e rendi inquiete le notti di chi, anche come me, in vari ambiti, livelli e ruoli, occupa posti di responsabilità: che la tua dolce musica divenga per tutti noi uno squillo potente capace di destare i nostri cuori assopiti e di restituirci al nostro compito più urgente: disarmare Napoli, educare Napoli, amare Napoli!

Per Napoli

Sì, amare Napoli, Volere il bene di Napoli, realizzare il sogno di Dio per questa città. Donare il proprio tempo, condividere cuore ed energie, passione ed entusiasmo affinché le pistole si trasformino in posti di lavoro, i coltelli in luoghi educativi, i pugni in mani tese, gli insulti in melodie, concerti, arte, vita.Il pianto dei giovani amici di Giovanbattista aiuti questa città, questa comunità, a mettere da parte distrazioni e banalità, diffidenza e rassegnazione, ad essere madre che partorisce, che dona vita ai suoi figli.

Le lacrime della sua famiglia e di chi lo ha amato ci aiutino a pulire i nostri occhi offuscati e vedere che il bene è superiore al male, che la parte sana della nostra città è di gran lunga più ampia di quella malata. E che proprio per questo è arrivato il momento che si faccia sentire e vedere. Ancora troppi sono i silenzi che fanno male.

I giovani

Giovanbattista, figlio di Napoli, accetta la richiesta di perdono della tua città. Accetta le scuse, forse ancora troppo poche, di coloro che si girano ogni giorno dall’altra parte, che pur occupando incarichi di responsabilità hanno tardato e tardano a mettere in campo le azioni necessarie per una città più sicura, in cui tanti giovani, troppi giovani perdono la vita per mano di loro coetanei. Perdona tutti gli adulti di Napoli, coloro che dimenticano che i bambini, gli adolescenti, i giovani sono figli di tutti e tutti devono prendersene cura, di fronte a una deriva fatta di egoismo e di indifferenza, di individualismo e narcisismo, secondo cui è importante ritagliarsi il proprio posto al sole senza curarsi invece di chi cresce e vive nell’ombra del malaffare, del disagio, della criminalità.

Perdonaci

Ho cercato di adoperarmi con tutto me stesso, di appellarmi alle istituzioni locali e nazionali, alla buona volontà di tutti ma evidentemente non è bastato, forse avrei dovuto non solo appellarmi ma gridare fino a quando le promesse non si fossero trasformate in progetti e le parole e i proclami in azioni concrete. Perdonami se non ho gridato abbastanza, perdona me e la mia Chiesa se quello che facciamo, pur essendo tanto, è ancora poco, troppo poco“.

Il video

Le foto

6 Settembre 2023

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