I risultati
Inghilterra, le elezioni locali travolgono Starmer e i laburisti: trionfa Reform UK di Farage, bene anche i Verdi
Esteri - di Carmine Di Niro
Il tracollo atteso è arrivato e la domanda che si fanno i quotidiani britannici è una sola: quanto resisterà Keir Starmer a Downing Street, dove era arrivato meno di due anni fa?
Il premier inglese e il suo Labour sono i grandi sconfitti della tornata elettorale in Inghilterra, amministrative che erano un chiaro test per uno Starmer in crisi nera di consenso tra una azione di governo sostanzialmente bocciata dall’elettorato e le conseguenze dello scandalo legato all’ex lord ed ex ambasciatore negli Stati Uniti Peter Mandelson e ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein.
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I risultati, come detto, hanno confermato i timori della vigilia. Il voto di giovedì in Inghilterra riguardava poco più di 5.000 seggi in 136 consigli locali, una gran parte dei quali attualmente detenuti dal Labour, oltre a sei elezioni per la carica di sindaco dei distretti londinesi di Croydon, Hackney, Tower Hamlets, Lewisham, Newham e Watford.
Il tracollo di Starmer e del Labour
Il risultato è che il Labour vede dimezzati i suoi consiglieri risulta superato come primo partito da Reform UK, il partito populista di estrema destra guidato da Nigel Farage.
Starmer ha riconosciuto come “molto dura” la sconfitta subita dal partito, un risultato che “fa male”. Ma il premier è intenzionato, almeno per ora, a tirare dritto: la sconfitta “non indebolisce la mia determinazione a realizzare il cambiamento promesso”.
Non è detto però che il resto del partito la pensi come Starmer. Il tracollo subito potrebbe spingere sull’acceleratore del cambio al vertice, con gli oppositori interni, sempre più numerosi e rumorosi, pronti a chiedere la testa del premier. I nomi “caldi” sono sono quelli del ministro della Sanità Wes Streeting e dell’ex vicepremier Angela Rayner, ma soprattutto del popolare sindaco di Manchester Andy Burnham: quest’ultimo però non ha ancora i requisiti per sostituirlo, in quanto non è un parlamentare.
Farage grande vincitore
L’uomo della Brexit è il chiaro vincitore di questa tornata amministrativa: Farage parla non a caso di “svolta storica nella politica britannica” destinata a consolidare la fine del sostanziale bipartitismo segnato dall’alternanza al potere Tory-Labour nel Regno Unito. “Reform – spiega Farage – è stato in grado di vincere in aree controllate da sempre dai Conservatori, ma pure in aree dominate dai laburisti fin dalla fine della Prima Guerra Mondiale”.
“Al momento ci aggiudichiamo un terzo di tutti i seggi in palio, ma penso che il meglio debba ancora venire”, osserva soddisfatto, evocando l’avanzata dei suoi dal sud dell’Inghilterra (tradizionalmente conservatore), alle Midlands e alle zone del cosiddetto “ex muro rosso” del nord del Paese.
L’ascesa dei Verdi e la crisi dei Tory
Chi conferma l’ascesa nell’agone politico storicamente bipartitico sono i Verdi, trainati dalla guida del giovane leader Zach Polanski: gli ecologisti di sinistra hanno ottenuto ottimi risultati nelle città universitarie e sono attesi a numeri importanti a Londra, dove puntano a sottrarre consensi ad un Labour sempre più distante dalle istanze della sinistra.
Se i laburisti piangono, i loro avversari storici non ridono. I Conservatori non approfittano delle difficoltà di Starmer: neanche la nuova guida di Kemi Badenoch, che da novembre è leader Tory dopo il flop di Rishi Sunak, è riuscita a fermare l’emorragia di voti che a destra sono andati verso il Reform UK di Farage.