Bufera a Downing Street

Il caso Epstein travolge ancora Starmer, nuovi scandali sulla nomina dell’ex ambasciatore Mandelson: governo in bilico

Esteri - di Carmine Di Niro

17 Aprile 2026 alle 11:06

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Il caso Epstein travolge ancora Starmer, nuovi scandali sulla nomina dell’ex ambasciatore Mandelson: governo in bilico

Riuscirà Keir Starmer a resistere nel fortino di Downing Street? Il primo ministro britannico continua a pagare l’onda lunga dello scandalo Jeffrey Epstein, il finanziare statunitense morto in carcere nell’agosto del 2019 a New York dopo la condanna per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni.

Una vicenda che aveva già duramente colpito il governo laburista, in particolare per i rapporti tra Starmer e Lord Peter Mandelson, “eminenza grigia” del New Labour di Tony Blair pesantemente coinvolto nel caso Epstein e nominato ambasciatore a Washington nel dicembre 2024 da Starmer: l’ex ministro del Commercio tra il 2008 e il 2010 durante il governo del premier laburista Gordon Brown era già stato arrestato lo scorso febbraio perché sospettato irregolarità nell’esercizio delle funzioni pubbliche, ovvero di aver passato informazioni finanziarie riservate e sensibili per i mercati finanziari che Epstein avrebbe potuto sfruttare in cambio di soldi.

Proprio quella nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti, che Starmer aveva firmato probabilmente con l’obiettivo di spedire a Washington un politico “scafato” per trattare con l’imprevedibile Donald Trump, si sta rivelando un fardello per il primo ministro.

Downing Street ha chiesto infatti le dimissioni di Sir Olly Robbins, il più alto funzionario del ministero degli Esteri britannico: Mandelson non aveva superato le verifiche di sicurezza per il ruolo di ambasciatore negli Stati Uniti, di cui si occupa un apposito comitato chiamato “UK Security Vetting”, ma dal suo dipartimento nessuno avrebbe informato l’ufficio del primo ministro Starmer

Starmer e il ministro degli Esteri Yvette Cooper hanno chiesto la “testa” di Ollins, che ha fatto un passo indietro. Una notizia che arriva dopo che il governo ha confermato che il ministero degli Esteri aveva ignorato il parere dell’agenzia di controllo e ha permesso a Lord Mandelson di assumere l’incarico a Washington, da cui era stato rimosso lo scorso settembre 2025 a causa dell’emergere dei suoi rapporti con Epstein.

Per Starmer, che da tempo vive una straordinaria crisi di consensi, è l’ennesimo passo falso. I partiti di opposizione hanno colto la palla al balzo chiedendo le dimissioni del primo ministro.

Un coro unanime che va dai Conservatori ai populisti di destra di Reform UK, il movimento di Nigel Farage, passando per i Libdem fino ai Verdi di Zack Polanski, in grande ascesa nei sondaggi. Tutti hanno definito “capro espiatorio” il siluramento di Robbins, respingendo la tesi e la giustificazione avanzata da Downing Street secondo cui né Starmer né alcun ministro erano a conoscenza, fino all’inizio di questa settimana, del fatto che Mandelson non avesse superato le verifiche di sicurezza.

Dimissioni allontanate per ora dal ministro Darren Jones, braccio destro del premier laburista e coordinatore del suo ufficio di gabinetto. Jones ha respinto l’accusa, avanzata dai partiti d’opposizione, di aver “fuorviato” il Parlamento quando aveva affermato più volte che la nomina di Mandelson aveva seguito “il pieno rispetto delle procedure”

17 Aprile 2026

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