L'inchiesta
Matteo Bonacina arrestato, il campione paralimpico di tiro con l’arco ai domiciliari per abusi su altre atlete
Dalle Paralimpiadi agli arresti domiciliari. È la vicenda che vede protagonista l’arciere della nazionale paralimpica italiana Matteo Bonacina, che è stato sottoposto alla misura cautelare dalla polizia di Stato su ordine del tribunale di Roma.
Per Bonacina, 42enne che nel palmares ha due vittorie ai Mondiali nel 2017 in Cina (a squadre) e nel 2023 in Repubblica Ceca (individuale) l’accusa è di atti persecutori, abuso psicologico, molestie e violenze sessuali commessi ai danni di diverse atlete Nazionale Paralimpica di Tiro con l’Arco.
Nella nota della Procura si legge che l’attività investigativa ha avuto origine “da una segnalazione trasmessa all’autorità giudiziaria a seguito della sospensione cautelare da ogni attività sportiva” di Bonacina, con condotte che si sarebbero protratte dal 2013 per diversi anni “generando un clima di ansia e continua agitazione nel contesto sportivo agonistico frequentato”. In particolare le indagini e le perquisizioni informatiche “hanno ricostruito un quadro di gravi condotte, sia verbali che fisiche, nei confronti di colleghe anche minorenni, all’interno degli impianti sportivi nonché tramite i social network mediante l’invio di messaggi, immagini e video di esplicito tenore sessuale”.
A fornire ulteriori dettagli sull’inchiesta è Repubblica. Secondo il quotidiano Bonacina, che dopo le imprese sportive realizzate in Cina e Repubblica Ceca aveva ottenuto il Collare d’oro al merito sportivo del Coni, avrebbe molestato cinque atlete e un’allenatrice: da una avrebbe preteso un perizoma rosso come portafortuna in vista delle gare di Parigi del 2024, e proprio durante i Giochi Paralimpici in Franci avrebbe cercato di violentare un’altra ragazza nella stanza d’albergo in cui alloggiava.
Secondo il racconto della vittima, l’arciere della vittima, si sarebbe introdotto nella sua camera mentre lei era in doccia. “Si è buttato verso di me con il fisico. Io gli chiedevo cosa stesse facendo e lui mi diceva: sul pulmino eri così bella, mi ecciti”, il racconto fatto dalla vittima agli inquirenti, con l’atleta che era riuscita però a divincolarsi e ad allontanarlo. Uno scenario non inedito: nel 2021 Bonacina le avrebbe rivolto frasi esplicite quando lei aveva appena 18 anni, inviando poi scatti delle sue parti intime, “modus operandi” ripetuto anche con altre atlete paralimpiche.
L’agenzia Italpress scrive inoltre che l’indagine a carico di Bonacina era scattata da una segnalazione trasmessa all’autorità giudiziaria dalla Fitarco, la Federazione Italiana Tiro con l’Arco. Il Tribunale federale aveva infatti già provveduto a sospendere in via cautelare l’atleta nel maggio 2025 e poi a radiarlo un mese dopo, radiazione confermata nel luglio dello scorso anno anche dalla Corte d’Appello. L’atleta ha poi impugnato la sentenza davanti al Collegio di Garanzia dello Sport davanti al quale la Fitarco si è costituita per chiedere il rigetto del ricorso. Il procedimento è ancora in