“Circa 175 attivisti, provenienti da oltre 20 imbarcazioni della ‘flottiglia dei preservativi‘, stanno ora raggiungendo pacificamente Israele. Nel video gli attivisti si divertono a bordo delle navi israeliane”, ha scritto il ministero degli Esteri israeliano condividendo un video su X. L’inviato israeliano presso le Nazioni unite, Danny Danon, ha spiegato su X che “un’altra flottiglia provocatoria è stata intercettata prima di raggiungere” la sua area, aggiungendo che i soldati israeliani coinvolti nell’operazione hanno agito con “professionalità e determinazione nell’affrontare un gruppo di agitatori deliranti in cerca di attenzione”.
In Grecia
Global Sumud Flottila intercettata vicino Creta, le accuse all’operazione di Israele in acque internazionali: “Atto di pirateria”
L'abbordaggio a circa 500 miglia nautiche dalle coste israeliane. "Che cos'altro deve accadere per mettere in campo strumenti contro un governo che commette atti nella sostanziale impunità?"
News - di Redazione Web
Questa volta la Global Sumud Flotilla è stata bloccata in acque internazionali: vicino all’isola di Creta, in Grecia, la scorsa notte navi da guerra e fregate hanno intercettato 15 delle 58 barche in navigazione verso la Striscia di Gaza per rompere il blocco navale e portare aiuti alla popolazione. Al momento non si hanno notizie delle persone a bordo, presumibilmente portate in Israele com’era successo nella precedente missione. 175 gli attivisti fermati secondo la marina israeliana. I numeri al momento non sono accertati: non concordano. L’organizzazione ha denunciato quella che definisce “grave violazione del diritto internazionale. Necessaria una risposta immediata del Governo italiano e dell’Unione Europea”.
La Flotilla era partita domenica scorsa dalla Sicilia, a bordo di decine di imbarcazioni viaggiavano quasi mille attivisti provenienti da diversi Paesi. “La flottiglia è sotto attacco: la nave Bianca (Italia) è stata avvicinata e la maggior parte delle barche sta subendo interferenze nelle comunicazioni”, uno dei post della scorsa notte della spedizione umanitaria sui social. Gli attivisti hanno raccontato che i militari israeliani hanno puntato laser e armi contro gli attivisti, ordinando loro di mettersi in ginocchio. Già lo scorso ottobre un’altra missione aveva avuto enorme risonanza mediatica, in quel caso però le barche erano state intercettate a circa 72 miglia nautiche dalla costa, in acque internazionali.
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L’operazione, che è intervenuta molto lontano dalle coste della Striscia, è stata confermata dalla radio dell’esercito israeliano. Fonti dell’esercito hanno confermato all’emittente pubblica Kan che quella della scorsa notte è stata l’operazione condotta più lontano dalle coste. A circa 500 miglia nautiche di distanza. Israele impone un blocco alle coste della Striscia dal 2007.
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La portavoce della spedizione Maria Elena Delia ha fatto sapere che “la Farnesina si è immediatamente attivata, noi siamo in contatto costante e diretto con loro, chiaramente ci aspettiamo delle dichiarazioni non solo del nostro governo, ma anche dell’Unione europea, perché quello che è accaduto, ripeto, è sconcertante, stiamo parlando di interferenze molto molto gravi nei confronti di civili, a bordo di barche umanitarie e in acque internazionali. Che cos’altro dovrebbe accadere per cominciare a mettere in campo degli strumenti, come ad esempio delle sanzioni, nei confronti di un governo come quello israeliano che sta commettendo atti di questo tipo in una sostanziale impunità?”
A questa missione partecipava di nuovo l’attivista svedese Greta Thunberg e il collettivo dei lavoratori della fabbrica Gkn di Campi Bisenzio. Nessun politico di centrosinistra com’era successo invece con la missione precedente. Lo scorso ottobre gli attivisti erano stati portati nel porto di Ashdod, identificati, era stato proposto loro di accettare l’espulsione volontaria. I beni che gli attivisti avevano raccolto tramite donazioni e volontariato, che avrebbero voluto far arrivare a Gaza, sono ancora bloccati da Israele in Giordania. Su quel viaggio la Procura di Roma aveva aperto un’indagine che tra i vari reati ipotizzava quello di tortura.
This is the “medical aid” found aboard the PR stunt flotilla: condoms and drugs pic.twitter.com/RKiHrGLWfw
— Israel Foreign Ministry (@IsraelMFA) April 29, 2026
Secondo le stime del ministero della Salute di Hamas, oltre 72mila persone sono state uccise nell’operazione militare di risposta di Israele agli attacchi dell’organizzazione islamista del 7 ottobre 2023. Circa un milione e mezzo di palestinesi sono senza casa, gli aiuti umanitari entrano a Gaza con grande difficoltà, bloccati all’ingresso anche per molti mesi dalle autorità israeliane. Obiettivo della missione è anche quello di far salire l’attenzione sulla situazione nella Striscia, bloccata al piano di pace propagandato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ma uscita dai riflettori a causa delle operazioni lanciate da USA e Israele contro l’Iran.
“Si tratta di un vero e proprio attacco contro civili in acque internazionali. Imbarcazioni civili disarmate, a centinaia di chilometri da Israele, vengono circondate e minacciate con le armi”, ha dichiarato ad Al Jazeera Gur Tsabar, addetto stampa della Global Sumud Flotilla. “Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente un rapimento in alto mare”. La Turchia ha condannato quello di Israele come “un atto di pirateria” contro gli attivisti. “Attaccando la Global Sumud Flotilla, che mirava a richiamare l’attenzione sulla catastrofe umanitaria che sta colpendo la popolazione oppressa di Gaza, Israele ha preso di mira i valori umanitari e il diritto internazionale”.
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