Il fermo

Spari contro iscritti Anpi al corteo del 25 Aprile a Roma, fermato 21enne della comunità ebraica: accusato di tentato omicidio

Cronaca - di Redazione

29 Aprile 2026 alle 10:33

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Spari contro iscritti Anpi al corteo del 25 Aprile a Roma, fermato 21enne della comunità ebraica: accusato di tentato omicidio

È un ragazzo di 21 anni, membro della comunità ebraica di Roma, il giovane che il pomeriggio del 25 Aprile nei pressi del parco Schuster a Roma ha sparato con una pistola a pallini da softair contro due iscritti dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Il giovane, Eithan Bondi, è stata fermato dalla polizia dopo indagini lampo coordinate dalla procura capitolina: in pochi giorni, grazie ai rilievi e all’acquisizione dei video da parte degli investigatori, è stato possibile identificare la targa dello scooter bianco guidato dal ragazzo che, secondo la testimonianza delle vittime, indossava una mimetica verde e un casco integrale scuro.

L’episodio si era verificato nel pomeriggio di sabato lungo via Ostiense: il giovane dallo scooter aveva sparato contro Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, coppia di 62 e 66 anni iscritti all’Anpi che avevano partecipato poco prima alle celebrazioni per la Festa della Liberazione indossando al collo un riconoscibile fazzoletto rosso dell’associazione, ferendo entrambi in maniera lieve.

Gabrieli, psicologa di Aprilia e militate di Sinistra italiana come il compagno, aveva raccontato agli investigatori di aver visto il ragazzo in scooter “fermarsi e puntare” contro di loro l’arma da softair: anche per questo probabilmente i pm contestano al 21eenne romano il reato di tentato omicidio, forse con un movente politico.

Bondi è ora accusato di tentato omicidio: secondo il Corriere della Sera avrebbe ammesso le proprie responsabilità e riferito di far parte della Brigata Ebraica. Nella notte è scattata anche una perquisizione nella sua abitazione a Monteverde. Il giovane, difeso dall’avvocato Cesare Gai, dovrà essere interrogato dagli inquirenti della procura di Roma nei prossimi giorni.

La Brigata Ebraica in una nota ha negato che Bondi sia iscritto al gruppo. La Brigata ebraica “ribadisce con forza di non conoscere Eitan Bondi”, afferma in una nota Davide Riccardo Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica, spiegando che la Brigata “non ha tra i suoi membri persone che rispondano a questo nome” e “non ha alcun rappresentante né iscritto nella città di Roma”.

Una condanna del gesto arriva anche da Victor Fadlun, il presidente della Comunità Ebraica di Roma, che parla di “sgomento e indignazione” dopo il fermo del 21enne. “Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai feriti, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano. Esprimiamo fiducia nel lavoro della Procura e delle Forze dell’ordine affinché sia fatta piena luce sulla dinamica dei fatti e su ogni responsabilità. In una fase così tesa, rivolgiamo un appello alle forze politiche e alla società civile a evitare ogni strumentalizzazione che possa alimentare l’odio e generare nuova violenza”, scrive Fadlun in una nota.

Parlando al Corriere della Sera subito dopo la notizia del fermo del 21enne, Rossana Gabrieli si è detta “contenta” per il rapido sviluppo nelle indagini: “Ringrazio tutta la polizia per questo grande risultato”. Quanto al giovane autore dell’attacco, quelle della psicologa iscritta all’Anpi sono parole di delusione: “Non provo odio nei confronti del ragazzo ma provo tanta tristezza al pensiero di un giovane di soli 21 anni che è già così imbevuto d’odio. Questo è il risultato purtroppo dell’odio che c’è nel confronto politico che arriva a spingere le persone a commettere questi gesti”.

di: Redazione - 29 Aprile 2026

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