La festa della Liberazione

Il 25 Aprile e la Resistenza negata dei roditori della Costituzione

La presidente del Consiglio e i ministri hanno giurato sulla Costituzione antifascista, ma è mai possibile che nessuno di loro, a cominciare da Giorgia Meloni, partecipi alle manifestazioni popolari del 25 aprile, data che simboleggia i valori fondanti e portanti della Repubblica?

Editoriali - di Mario Capanna

26 Aprile 2026 alle 11:00

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Photo Michele Nucci / LaPresse
Photo Michele Nucci / LaPresse

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani.
(A. Gramsci)

Ormai è un classico. All’avvicinarsi del 25 aprile c’è sempre qualcuno di destra che tenta di fare il controcanto. All’insegna di: è una “festa di parte”, una “ricorrenza divisiva”, sarebbe meglio la “pacificazione”, via gli “steccati”. Sortilegio del negazionismo. Il fine, invariabilmente, è quello di offuscare – rapinare, verrebbe da dire – il significato autentico della scadenza: la memoria storica della Resistenza, della lotta di Liberazione dal nazifascismo, della conquista della democrazia. Quest’anno a cimentarsi nell’impresa è il recidivo Ignazio Benito La Russa. Il quale, conformemente al suo secondo nome, ha di nuovo illustrato la sua idea di “pacificazione”, mettendo sullo stesso piano i caduti partigiani e quelli della Rsi. La pacificazione come parificazione. Un’aberrazione in sé, sul piano logico, prima ancora di quello culturale e politico. Con l’aggravante che a sostenerla è la seconda carica dello Stato, eletto immeritatamente come presidente del Senato.

Equiparare i partigiani e i repubblichini di Salò significa voler omologare gli opposti: i combattenti per la libertà e i combattenti contro di essa, prosecutori di una dittatura bellicista e sanguinaria alleata a quella nazista. Ovviamente tutti i morti di ogni parte meritano la pietas. Ma, se avessero vinto i repubblichini, oggi marceremmo al passo dell’oca, e io, insieme a tutti gli antifascisti, sarei in galera. Siccome hanno vinto partigiani, con e oltre gli alleati, Ignazio Benito fa finta di non capire che, proprio grazie a loro, può dire impunemente le proprie tendenziose sciocchezze, ieri da ministro della Difesa, oggi dallo scranno più alto del Senato. A preoccupare non è il caso singolo, ma l’atteggiamento complessivo del governo di destra e delle forze politiche che lo compongono. Non siamo in presenza di un pericolo fascista in Italia, ma sono innegabili le tendenze e i comportamenti autoritari, sia il dare spago a formazioni neofasciste che, sebbene minoritarie, fomentano ideologie che si richiamano al ventennio mussoliniano. E poi le leggi repressive, l’invenzione di nuovi reati e, da ultimo, la cervellotica norma che elargisce un compenso di Stato agli avvocati che persuadano un immigrato clandestino a tornare nel proprio Paese d’origine.

Ma si può essere così costituzionalmente ottusi? E non è evidente il nesso fra gli aggiratori del 25 aprile e i roditori della Carta che regge la Repubblica? La presidente del Consiglio e i ministri hanno giurato sulla Costituzione antifascista, ma è mai possibile che nessuno di loro, a cominciare da Giorgia Meloni, partecipi alle manifestazioni popolari del 25 aprile, data che simboleggia i valori fondanti e portanti della Repubblica? Persino Berlusconi (guardate cosa mi tocca dire) almeno una volta vi prese parte. I giovani impegnati e caduti nella Resistenza – i torturati, gli impiccati, i fucilati, i “banditi” e i “terroristi” disprezzati dai nazifascisti e da loro bollati come tali, i martiri delle Fosse Ardeatine – non sono solo un simbolo e, peraltro, i simboli contano, eccome. Sono stati ben di più: alfieri che hanno riscattato, sul piano culturale, morale, civile e politico, l’onore e la dignità del nostro popolo, tracciando la strada del suo futuro. Contro i nostalgici reazionari, e le loro alchimie di velleitaria equiparazione fra i degni e gli indegni, a tutti i sinceri democratici spetta il nobile compito di proseguire su quella strada. E di allargarla.

N.B Usa e Israele devono riconoscere lo Stato palestinese.

26 Aprile 2026

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