Il caso dell'ex senatore

Perché alla sbarra ci va Dell’Utri ma il processo è a Berlusconi, anche da morto, per i 13 milioni di eredità

L’ex senatore rinviato a giudizio per i 42 mln ricevuti dal Cav, che non avrebbe dichiarato. Processo anche per la moglie. Il 9 luglio la prima udienza a Milano

Giustizia - di Frank Cimini

28 Aprile 2026 alle 10:00

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Photo credits: Andrea Di Biagio/Imagoeconomica
Photo credits: Andrea Di Biagio/Imagoeconomica

Processano il morto con la scusa di processare i vivi. La gup di Milano Giulia Marozzi ha mandato a giudizio l’ex senatore Marcello Dell’Utri e la moglie Miranda Ratti per la vicenda dei 42 milioni di euro ricevuti da Silvio Berlusconi. L’accusa è quella di non aver comunicato la variazione patrimoniale in violazione della legge Rognoni La Tosse. Dell’Utri avrebbe dovuto farlo come condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. La moglie risponde di intestazione fittizia di beni. Il processo era stato trasferito a Milano da Firenze dove si trovava nell’ambito dell’annosa indagine sui mandanti esterni delle stragi di mafia a carico di Dell’Utri e Berlusconi.

Secondo i pm del capoluogo toscano quei soldi dal fondatore di Forza Italia all’ex manager di PublItalia sarebbero serviti per garantirgli l’impunità davanti ai magistrati sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi del 1993. L’esclusione dell’aggravante mafiosa già operata dal gup di Firenze mutava il quadro delle accuse slegandolo dalle stragi e il procedimento veniva trasferito nel capoluogo lombardo dove risiede l’ex senatore. La procura di Milano, una volta vagliate le carte arrivate da Firenze, decideva che sarebbe stato aggirato l’obbligo previsto dalla legge sulle misure di prevenzione di contrasto e di repressione nei confronti della mafia e otteneva dal gup Emanuele Mancini la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro già effettuato nel marzo del 2024 a Firenze. “La medesima vicenda è già stata esaminata negli stessi termini da sei diverse autorità giudiziarie tra cui per due volte la Cassazione che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro”. Lo spiegano in una nota i difensori dell’ex senatore Francesco Centonze e Filippo Dinacci. La prima udienza del processo si terrà il 9 luglio davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano.

Ma “i processi al morto” attraverso i vivi non sono finiti. Perché il prossimo 28 maggio inizierà il processo d’appello bis del caso Ruby dopo che la Cassazione aveva annullato l’assoluzione delle ragazze partecipanti alle feste nella villa di Arcore accusate di corruzione in atti giudiziari. I soldi ricevuti da Berlusconi, peraltro in modo evidente senza sotterfugi, sarebbero stato il prezzo per tacere su quanto sarebbe accaduto nelle feste del cosiddetto “bunga bunga”. Silvio Berlusconi da lassù assiste ai processi da imputato fantasma. In sostanza è l’unico imputato.

28 Aprile 2026

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