Giustizia

Perché Mattarella ha chiesto chiarimenti a Nordio sulla grazia concessa a Nicole Minetti: il caso del bambino adottato in Uruguay

La richiesta formale del Quirinale dopo gli articoli sulla vicenda. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Nordio. Anche ANM all'attacco :"Se notizie confermate, sarebbe gravissimo: vorrebbe dire che il capo dello stato è stato ingannato"

Giustizia - di Redazione Web

28 Aprile 2026 alle 10:57

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Foto Federico Ferramola / LaPresse 20-10-2014 Milano Cronaca Nicole Minetti oggi in aula per il processo Ruby bis nella foto: Nicole Minetti Photo Federico Ferramola / LaPresse October 20-2014 Milano, Italy News Nicole minetti at the courthouse in the photo: Nicole Minetti
Foto Federico Ferramola / LaPresse 20-10-2014 Milano Cronaca Nicole Minetti oggi in aula per il processo Ruby bis nella foto: Nicole Minetti Photo Federico Ferramola / LaPresse October 20-2014 Milano, Italy News Nicole minetti at the courthouse in the photo: Nicole Minetti

Altri guai per il ministero della Giustizia, forse, ancora non è chiusa la vicenda giudiziaria di Nicole Minetti, dopo che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto formalmente al ministero di riscontrare con “cortese urgenza” la fondatezza delle ricostruzioni giornalistiche sulla grazia concessa all’ex consigliera regionale, icona del berlusconismo, lo scorso 18 febbraio. A far esplodere il caso alcuni articoli comparsi sul Fatto Quotidiano. Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Minetti ha respinto tutte le accuse, “prive di fondamento e gravemente lesive”, e minacciato azioni legali nei confronti del giornale.

Minetti ha 41 anni, è nata a Rimini, figlia di madre inglese e padre italiano, laureata in igiene mentale all’università San Raffaele, ballerina in televisione, hostess per alcune fiere. A 25 anni eletta consigliera regionale in Lombardia nel listino bloccato di Silvio Berlusconi per il candidato presidente Roberto Formigoni. Quando esplose il caso delle “cene eleganti” di Arcore, venne descritta come la regista delle serate e il tramite tra le ragazze, le cosiddette “olgettine”, e il Presidente. Dal Consiglio Regionale si sarebbe dimessa nel 2012, scomparendo dalla vita politica. Prima il mondo della moda quindi la carriera da dj tra Ibiza e Stati Uniti. Berlusconi per quegli scandali sessuali venne sempre assolto.

Minetti venne condannata in via definitiva a due anni e dieci mesi per favoreggiamento della prostituzione, nell’ambito del processo Ruby-bis, e a un anno e un mese per peculato, per la cosiddetta Rimborsopoli: tre anni e 11 mesi cumulativamente, prima che lo scorso febbraio Il Presidente della Repubblica firmasse la grazia per le “gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore“. Secondo gli articoli che hanno di fatto riaperto la pratica, Minetti avrebbe adottato con il compagno Giuseppe Cipriani un bambino uruguayano. L’inchiesta di Thomas Mackinson ricostruisce dagli atti del tribunale uruguaiano di Maldonado che il bambino sarebbe nato nel 2017 e affidato a un istituto perché la madre era povera e il padre detenuto. Minetti avrebbe ottenuto l’affidamento del bambino nel 2023 tramite causa legale.

Avrebbero prima portato il bambino negli USA per cure mediche e successivamente si sarebbe trasferito in Italia con la coppia mentre risulta scomparsa la madre del bambino e l’avvocata della famiglia è morta nel 2024 in circostanze da accertare: forse carbonizzata, è in corso un’indagine per omicidio. Non solo: secondo il Fatto Quotidiano, Minetti avrebbe anche gestito per conto del compagno una villa e uno yacht a Maldonado, organizzando serate con ospiti ed escort. Gli articoli che hanno riaperto la questione, sollevano insomma dubbi dai risvolti anche più ampi sull’affidamento ottenuto dalla coppia Minetti-Cipriani.

Ricostruzioni che Minetti respinge. La domanda di grazia di aveva incassato il parere positivo del ministro della Giustizia Nordio e del Procuratore Capo della Corte d’Appello. Il Quirinale giudica esclusivamente a partire dal parere del ministro e sulla documentazione fornita. Il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano, Gaetano Brusa, aveva confermato all’ANSA che a fine 2025 “il quadro era completo e non emergevano anomalie“. E oggi ha ribadito all’agenzia: “Di concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche, dalle forze nostre di polizia a quelle dell’Interpol, con massima urgenza. Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi. Ripeteremo accertamenti anche in Italia sull’autenticità di documenti sanitari ed altro. Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria”.

Il fascicolo era stato istruito quando al ministero era ancora capa di gabinetto Giusi Bartolozzi, saltata dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia, nessuno degli elementi sulla famiglia uruguayana sarebbe “agli atti della procedura”. Attesi nel giro di 24 ore gli esiti delle verifiche in via Arenula. All’attacco anche il vicesegretario dell’ANM (Associazione Nazionale Magistrati), Stefano Celli: “Se fossi io il Presidente della Repubblica non avrei dato la grazia in una condizione come quella rappresentata dai giornali. Se notizie confermate, sarebbe gravissimo: vorrebbe dire che il capo dello stato è stato ingannato“, ha detto a RaiNews24. Botta e risposta tra Nordio e la responsabile alla Giustizia dem, Debora Serracchiani.

28 Aprile 2026

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