L'intervista
Silvia Salis ospite di Fabio Fazio: “Schlein o Conte alle primarie? Non voto nessuno dei due, sono concentrata su Genova”
Continua l'ascesa mediatica della sindaca. "C'è una nuova povertà, quella delle persone che lavorano ma non riescono comunque ad arrivare a fine mese. Lo vediamo anche nelle mense sociali"
News - di Redazione Web
Continua l’ascesa mediatica della sindaca di Genova, Silvia Salis, accolta da un’ovazione negli studi della trasmissione di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”, su Canale Nove. “Faccio la sindaca di Genova e l’obiettivo è dimostrare di saperlo fare bene insieme alla giunta. Sono molto concentrata sulla vita cittadina e su quello che stiamo facendo a Genova”, ha detto Salis dopo settimane caldissime tra un articolo di Bloomberg e del Guardian, il concerto di Charlotte de Witte gratuito in piazza Matteotti, la copertina di Vanity Fair. Per quanto si dica impegnata nell’amministrazione della città, è considerata una possibile candidata a unire il Campo Largo anche su scala nazionale in vista delle elezioni politiche del 2027. Anche in questo senso, l’ospitata da Fazio è stata considerata una sorta di conferma.
“Non sono una fan delle primarie, l’ho detto come elettrice del centrosinistra”, ha ribadito nell’intervista a Fazio. “Si rischia di creare più divisione. Meglio discutere di programma e di idee per la vita quotidiana delle persone […] Sono una gara in cui devi convincere gli altri di essere migliore degli altri candidati. Questo può diventare un elemento di attacco da parte della destra”. E quindi, pur riconoscendo il “bel modello di partecipazione” che sono state in passato, in caso di primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte “non andrei a votare. Sono coerente, sia Schlein che Conte mi sostengono a Genova, non sarebbe corretto. Voterei alle politiche”.
- Silvia Salis studia da premier: l’ascesa della sindaca di Genova tra le primarie di Conte e Schlein testardamente unitaria
- La strategia del nuovo centrosinistra: Silvia Salis la gamba centrista per Schlein
- Sono tutti “salisiani”: la sindaca di Genova Next Big Thing della sinistra, Meloni e Schlein la vedono arrivare
- Chi è Silvia Salis, candidata di Pd e centrosinistra a Genova: l’ex olimpionica e vicepresidente Coni sfida Piciocchi
“Faccio la sindaca di Genova e questo è il mio obiettivo. Anche dimostrare di saperlo fare bene.”
– @silvia_salis sulla sua ipotetica candidatura a leader dei progressisti. #CTCF pic.twitter.com/IWEryEFrhb
— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) April 26, 2026
Proprio ieri, sul quotidiano spagnolo El Pais, era stata pubblicata un’intervista alla segretaria del Partito Democratico Schlein che ribadiva l’opportunità di una scelta unitaria del leader nel Campo Largo tramite le primarie. “Sarà chi ottiene più voti o ci saranno primarie di coalizione“. Perché per la segretaria “testardamente unitaria” l’unità è “una richiesta degli elettori” e “non partiamo da zero perché in questi tre anni abbiamo avanzato insieme molte proposte legislative”. Dalle parti del Movimento 5 Stelle si insiste sulla strada delle primarie, contro l’eventualità di affidare la leadership delle opposizioni al partito che prenderà più voti alle urne. Prima di arrivare ai gazebo, ci sarebbe tuttavia il negoziato sul programma da portare avanti.
A Genova Salis è stata sostenuta da un larghissimo Campo Largo composto da Pd, M5s, Italia Viva e Azione oltre che Alleanza Verdi e Sinistra. Ha introdotto il salario minimo di nove euro all’ora ai lavoratori negli appalti comunali, avviato un piano di risanamento dell’azienda del trasporto pubblico AMT, sostenuto la mobilitazione degli operai dell’ex ILVA di Cornigliano, ha partecipato alle manifestazioni contro il massacro di Israele nella Striscia di Gaza e di sostegno alla Global Sumud Flotilla. Prevista dopo l’estate l’uscita di un libro che secondo il quotidiano Il Foglio sarà una sorta di manifesto “per aspirare al governo del Paese”. A Bloomberg aveva detto che avrebbe preso in considerazione una nomina di tutte le opposizioni, senza primarie: dopo quell’intervista e il dj set di de Witte, il suo profilo Instagram era schizzato da quasi 400mila follower a quasi 600mila.
Visualizza questo post su Instagram
Per Salis “bisogna ripartire da lì”, da lavoro e società. “C’è una nuova povertà, quella delle persone che lavorano ma non riescono comunque ad arrivare a fine mese. Lo vediamo anche nelle mense sociali”. Anche un passaggio sui bambini concepiti all’estero tramite procreazione medicalmente assistita: “Esistono indipendentemente dal fatto che qualcuno voglia riconoscerli o meno. Negare tutele alle loro famiglie è una forma di aggressività verso i minori”. Anche perché “sono cattolica, ho le mie idee personali, ma uno Stato laico deve garantire i diritti, soprattutto ai più piccoli”. A Genova ha riconosciuto 11 figli concepiti all’estero tramite pma e ha aperto un nuovo ufficio per i diritti delle persone LGBTQIA+. Apparentemente, l’intervista di Fazio, se conferma la popolarità della sindaca è un passo indietro da Roma e verso Palazzo Tursi.