Una nuova fragile intesa
Libano, il cessate il fuoco con Israele esteso di tre settimane tra violazioni della tregua e il rebus Hezbollah
Fragile, ripetutamente violato dalle parti in queste settimane, scenario in cui Israele sta di fatto preparando una nuova occupazione, eppure esteso nuovamente.
Il cessate il fuoco tra Libano ed Israele , che sarebbe dovuto scadere domenica 26 aprile, è stato esteso per ulteriori tre settimane. L’annuncio è arrivato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump giovedì sera, dopo un incontro a Washington con gli ambasciatori dei rispettivi Paesi e in cui ha annunciato che nelle prossime settimane incontrerà alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun. Sarebbe un evento di rilevanza quasi storica: prima di questi colloqui i due Paesi non avevano rapporti diplomatici diretti formali da decenni.
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La tregua in Libano è stata sempre legata a quella in Iran per la presenza nel “Paese dei cedri” di Hezbollah, il partito-milizia sciita stretto alleato della Repubblica Islamica. Durante la tregua in atto non si sono fermati gli attacchi proprio tra Hezbollah e l’IDF, le forze di difesa israeliane, nel sud del Libano.
Area che è il centro di un futuro accordo tra Israele e Libano: il governo di Beirut, stretto nella non facile situazione di dover contenere al suo interno Hezbollah senza far passare l’eventuale intesa con Israele coma una “resa”, vuole che l’IDF si ritiri dall’area parzialmente occupata da Israele a sud del fiume Litani, mentre il governo Netanyahu spinto dall’estrema destra religiosa punta al contrario ad occupare l’area come “zona cuscinetto” per proteggere i residenti nel nord di Israele.
Il tutto mentre i due Paesi continuano ad accusarsi reciprocamente di violare il cessate il fuoco appena “rinnovato”. L’esercito israeliano ha comunicato stamattina di aver intercettato degli attacchi lanciati dal Libano nella zona di Shtula, vicino alla linea di demarcazione tra i due Paesi, e di aver ucciso tre persone che ha identificato come membri di Hezbollah. Il gruppo filo-iraniano ha confermato di aver lanciato dei razzi, sostenendo però fosse una ritorsione per altri attacchi di Israele.