La guerra Iran-Usa
Alleati difficili, Trump medita vendetta: Spagna via dalla NATO e isole Falkland non più britanniche
L’indiscrezione della Reuters: Spagna via dalla Nato e Isole Falkland non più britanniche. Intanto, sul fronte diplomatico i colloqui di pace tra Stati Uniti ed Iran potrebbero riprendere presto
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Donald Trump dichiara che non ci sarà bisogno di usare l’arma nucleare in Medio Oriente, ma rivendica il “controllo totale” di Hormuz e ordina di “distruggere qualsiasi imbarcazione posizioni mine” nelle sue acque. “Nessuno può entrare o uscire senza l’approvazione della marina americana. Lo Stretto è sigillato ermeticamente finché Teheran non sarà in grado di raggiungere un accordo”, avverte il presidente Usa, che tuttavia afferma di non avere alcuna fretta di chiudere l’intesa. La portaerei George H.W. Bush intanto è arrivata in Medio Oriente. E la Cnn riferisce che gli Usa sono pronti all’attacco di obiettivi iraniani su Hormuz se salta la tregua.
“Il blocco navale statunitense dei porti iraniani verrà rafforzato grazie all’arrivo nei prossimi giorni di un’altra portaerei nella zona di conflitto”: lo ha dichiarato il Segretario alla Guerra statunitense, Pete Hegseth. Che torna a bacchettare l’Europa: “Non contiamo sull’Europa, ma loro hanno bisogno di noi molto più di quanto ne abbiamo noi di loro”, ha proseguito facendo eco alle parole più volte pronunciate dal presidente Donald Trump. “Forse dovrebbero iniziare a fare meno chiacchiere, a organizzare meno conferenze eleganti in Europa e salire su una nave”, ha aggiunto, “questa battaglia è molto più loro che nostra”. Secondo valutazioni interne del Dipartimento della Difesa, confermate anche da fonti del Congresso che hanno parlato con il New York Times, le scorte di missili statunitensi e di armi costose si sono notevolmente ridotte a causa della guerra con l’Iran. Secondo le stime, gli Usa hanno consumato 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio, progettati per una guerra con la Cina; 1.000 missili da crociera Tomahawk, circa 10 volte il numero che acquistano attualmente ogni anno; 1.200 missili intercettori Patriot, ognuno dei quali costa più di 4 milioni di dollari; e 1.000 missili di precisione e missili terrestri.
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Fronte diplomatico: I colloqui di pace tra Stati Uniti ed Iran potrebbero riprendere presto. Lo hanno indicato tre fonti pakistane all’agenzia Reuters, secondo quanto riporta Sky News Arabia. Dalla guerra contro l’Iran a quella, politico-diplomatica, contro gli alleati riottosi. Una e-mail interna del Pentagono ipotizza misure contro gli alleati Nato ritenuti “difficili” nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall’Alleanza. Lo scrive Reuters sul sito. Tra le opzioni allo studio, si starebbe valutando anche la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione delle isole Falkland. Le opzioni politiche sono dettagliate in una nota che esprime frustrazione per la presunta riluttanza o il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Usa l’accesso, le basi e i diritti di sorvolo per la guerra contro l’Iran.
“Non ci basiamo sulle e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative, in questo caso degli Stati Uniti”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez, a margine del vertice Ue informale di Cipro. Sánchez ha dichiarato di non essere “preoccupato”: “La Spagna è un partner affidabile all’interno della Nato e stiamo adempiendo ai nostri obblighi nei confronti dell’Alleanza. Quindi, nessuna preoccupazione. “La posizione del governo spagnolo è chiara: assoluta cooperazione con i nostri alleati, ma sempre nel quadro del diritto internazionale”. “La sovranità sulle isole Falkland” resta “al Regno Unito” e “l’autodeterminazione è cruciale”. Così un portavoce di Downing Street,