Problemi alla Casa Bianca
Iran, Trump pronto ad attaccare Hormuz se salta la tregua: ma fa i conti con scorte prosciugate di missili e costi stellari
A Washington si preparano nuovi piani di guerra contro l’Iran, in particolare per colpire le capacità del regime di Teheran nello stretto di Hormuz qualora il cessate il fuoco dovesse terminare senza un accordo, eppure la Casa Bianca deve fare i conti con una situazione economica e militare sempre più complicata.
L’amministrazione Trump e i funzionari militari del Pentagono, scrive la Cnn citando diverse fonti al corrente dei dossier, si starebbe dunque “preparando al peggio” se la situazione con l’Iran non dovesse risolversi tramite la diplomazia. Dunque una nuova offensiva militare contro la Repubblica Islamica: tra gli obiettivi presi in considerazione figurano le capacità iraniane attorno allo Stretto, alla parte meridionale del Golfo Persico e al Golfo dell’Oman.
Operazioni che prevederebbero attacchi a piccole imbarcazioni d’attacco veloci, a navi posamine e ad altre risorse asimmetriche che hanno permesso a Teheran di bloccare la rotta marittima, ma soprattutto che potrebbero dare seguito alle minacce pronunciate più volte da Donald Trump di colpire infrastrutture iraniane a duplice uso, tra cui centrali elettriche e ponti, circostanza che potrebbero configurare l’accusa di crimini di guerra.
Gli Usa hanno prosciugato la scorta di missili
Ma se da una parte si configura una ripresa delle operazioni militari, dall’altra la Casa Bianca e il Pentagono sono chiamati a fare bene i conti. Secondo valutazioni interne del Dipartimento della Difesa, confermate da fonti del Congresso che hanno parlato con il New York Times, le scorte di missili Usa e di armi ad alto impatto si sono notevolmente ridotte a causa della guerra con l’Iran.
Gli apparati della Difesa Usa, segnati da anni di supporto militare all’Ucraina, fronte questo ormai fermo dopo il ritorno alla Casa Bianca di Trump, sono in difficoltà. Secondo le stime di cui riferisce il NYT, gli Stati Uniti hanno consumato 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio, progettati per una guerra con la Cina, mille missili da crociera Tomahawk, circa 10 volte il numero che acquistano attualmente ogni anno, 1200 missili intercettori Patriot, ognuno dei quali costa più di 4 milioni di dollari, e altri mille missili di precisione e missili terrestri.
All’impegno militare fa ovviamente seguito un altrettanto importante impegno economico. Anche qui a fare i conti è il New York Times. Secondo il quotidiano statunitense il costo del conflitto contro l’Iran è pari a quasi un miliardo di dollari al giorno dal 28 febbraio ad oggi.