Riaperto Hormuz. A vuoto i “volenterosi”
Riapre Hormuz e ricomincia il dialogo: Trump furioso con Italia e UE, altolà a Israele in Libano
Traffico aperto alle navi commerciali per tutta la durata della tregua in Libano. Il tycoon ringrazia l’Iran: “Non lo chiuderà più, sta rimuovendo le mine con l’assistenza degli Usa”, poi si scaglia contro l’Alleanza: “Inutile, stia alla larga dallo Stretto”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
L’Iran si fa garante della tregua in Libano e riapre lo Stretto di Hormuz. Trump ringrazia Teheran. Alla faccia dei “Volenterosi” riunitisi a Parigi. L’Iran ha riaperto lo Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, fino alla fine del cessate il fuoco in Libano. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. «In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco, sulla rotta coordinata come già annunciata dall’Organizzazione Porti e Organizzazione Marittima della Repubblica Islamica dell’Iran», ha scritto su X.
La televisione di Stato iraniana, citando un alto ufficiale militare, ha affermato che «solo le navi civili saranno autorizzate ad attraversare lo Stretto di Hormuz attraverso rotte designate e con il permesso della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche». «Il passaggio di navi militari attraverso lo stretto rimane vietato», si legge nel comunicato. L’annuncio è in sintonia con quanto dichiarato dal ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi su Twitter. “Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione con l’Iran non sarà completata al 100%”, puntualizza Trump sul suo social Truth, aggiungendo che “L’’Iran, con l’assistenza degli Stati Uniti, ha rimosso o sta rimuovendo tutte le mine marine posizionate in precedenza nello Stretto di Hormuz”. E così ecco sistemati i “Volenterosi” europei, dei quali il tycoon e gli aytaollah-pasdaran iraniani fanno a meno. E sempre Trump, sempre sul suo social, in un successivo post, aggiunge: «L’Iran ha acconsentito a non chiudere più lo Stretto di Hormuz. Non sarà più usato come un’arma contro il mondo!».
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La tregua di dieci giorni resta comunque appesa a un filo facile da recidere. L’esercito libanese ha denunciato nella notte di venerdì alcuni attacchi israeliani, poche ore dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco concordato tra Beirut e Tel Aviv. In un comunicato, le forze armate libanesi hanno dichiarato di aver registrato “diversi attacchi israeliani, oltre a bombardamenti intermittenti che hanno colpito una serie di villaggi” in quelli che descrivono come “violazioni dell’accordo”. Almeno 13 persone sono morte e 35 ferite a Tiro, in Libano, a causa di un raid delle Idf israeliane a pochi minuti dall’entrata in vigore della tregua, alla mezzanotte dell’altro ieri sera, hanno reso noto all’Afp fonti locali. I soccorritori sono ancora alla ricerca di sopravvissuti – 15 persone risultano ancora disperse – fra le macerie. Sono stati distrutti nel bombardamento sei palazzine residenziali. E l’Unicef in un comunicato in cui accoglie con favore il cessate il fuoco, ricorda che “negli ultimi 46 giorni, secondo le notizie, almeno 172 bambini sono stati uccisi, 661 feriti e più di 415.000 sono stati sfollati”.
Ecco allora intervenire il tycoon. «Israele non bombarderà più il Libano. Glielo abbiamo proibito. Quando è troppo è troppo». Un messaggio a Netanyahu e alle sue velleità da guerra perpetua. Che il presidente Usa prova un po’ ad ammorbidire affermando che l’accordo con l’Iran non è in nessun modo legato al Libano, «ma faremo in modo che il Paese torni a essere grande». E visto che c’è, The Donald tornare a bastonare la Nato, definendola una «tigre di carta» e dicendole a chiare note di «stare fuori» da Hormuz. «Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla Nato in cui» gli alleati «mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta», ha detto Trump, sempre sul suo social Truth.
Gli Stati Uniti e l’Iran starebbero negoziando un piano di tre pagine per porre fine alla guerra. Uno degli elementi in discussione prevedrebbe che gli Stati Uniti sblocchino 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte dell’Iran alle sue scorte di uranio arricchito. Lo scrive Axios citando due funzionari statunitensi e altre due fonti informate sui colloqui. La cifra più recente discussa tra Stati Uniti e Iran è di 20 miliardi di dollari, hanno riferito le fonti ad Axios. Un funzionario statunitense ha specificato che si tratta di una proposta americana, mentre un altro funzionario statunitense ha descritto l’ipotesi di uno scambio di denaro in cambio di uranio come «una delle tante discussioni in corso». Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di accettare di spedire tutto il suo materiale nucleare negli Stati Uniti, mentre gli iraniani hanno acconsentito solo a «degradarlo» all’interno del proprio territorio. In base a una proposta di compromesso attualmente in discussione, riferisce Axios, parte dell’uranio altamente arricchito verrebbe spedito in un paese terzo, non necessariamente negli Stati Uniti, e parte verrebbe diluito in Iran sotto supervisione internazionale. Sminano insieme. Parlano di miliardi in cambio della rinuncia all’uranio. Ladies and gentlemen, nasce l’asse Washington-Teheran.