I due conflitti

Libano, in vigore la tregua di 10 giorni con Israele: l’Iran riapre lo stretto di Hormuz alle navi, resta il blocco Usa per Teheran

Esteri - di Redazione

17 Aprile 2026 alle 10:19

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AP Photo/Alex Brandon
AP Photo/Alex Brandon

Alle 23 di giovedì 16 aprile, ora italiana, è scattata l’attesa tregua di 10 giorni fra Israele e Libano annunciata nel pomeriggio di ieri da Donald Trump sul suo social Truth.

Una intesa raggiunta dopo i colloqui tra lo stesso presidente Usa e il suo omologo libanese Joseph Aoun e col primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu

Il cessate il fuoco era una precondizione avanzata dal presidente libanese Aoun per un colloquio con il primo ministro israeliano Netanyahu, che in contemporanea con le operazioni militari contro l’Iran aveva iniziato una offensiva su larga scala in Libano per “sradicare” Hezbollah, il gruppo politico-militare sciita alleato di Teheran.

In cambio il governo di Beirut si è impegnato a rendere inoffensivo Hezbollah, che non è stato coinvolto nelle trattative, mentre Israele a sua volta si è impegnata a usare la forza solo per “difesa”, in in caso di attacco “pianificato, imminente o in corso”: a parte questo, non potrà compiere attacchi in Libano, in cui ha sostanzialmente occupato l’area meridionale del Paese, a sud del fiumi Litani.

Tregua già violata?

Un cessate il fuoco che appare fragile, sia per l’instabilità dovuta alla presenza di Hezbollah sia per le mire espansionistiche di Israele nel nord: l’esercito libanese già questa mattina ha denunciato violazioni da parte israeliana, con fonti locali che hanno segnalato bombardamenti di artiglieria in diversi villaggi nel sud del Libano.

In ogni caso Trump canta già vittoria. Giovedì nell’annunciare l’intesa aveva utilizzato a dir poco trionfalistici: “È stato un mio onore aver risolto 9 guerre nel mondo, e questa sarà la decima”, aveva scritto su Truth. Oggi il tycoon rincara la dose definendo quella di ieri “una giornata storica” per il Libano.

L’Iran “piccola deviazione” e i negoziati

Intervenendo ad un evento a Las Vegas, in Nevada, dove ha sostenuto la validità della misura “No Tax on Tips”, Trump è poi tornato sul conflitto scatenato nelle scorse settimane contro l’Iran assieme all’alleato israeliano.

Quella contro Teheran, è stato l’ardito commento di Trump, è stata “una piccola deviazione” dal corso del suo secondo mandato, dimenticando che è costata la vita a soldati statunitensi e ha provocato una crisi energetica globale dalle ripercussioni traumatiche.

Di fronte ai suoi sostenitori il presidente Usa ha lodato lo stato dell’economia statunitense “nonostante la nostra piccola deviazione verso l’adorabile Paese dell’Iran, un posto incantevole”, lo ha definito Trump. “Ma dovevamo farlo, perché altrimenti sarebbero potute accadere cose brutte, cose davvero brutte”, ha continuato, riferendosi al potenziale nucleare dell’Iran.

E a proposito di nucleare, Trump ha lasciato intendere possibili sviluppi in direzione di un accordo con Teheran, con un secondo round negoziale atteso a giorni. Secondo il presidente Usa la Casa Bianca “conseguirà la vittoria molto presto”, con l’Iran che sarebbe disposto a fare concessioni negate due mesi fa, con riferimento in particolare ad un accordo secondo cui l’Iran non sarebbe più in possesso di armi nucleari e consegnerebbe la propria “polvere nucleare”.

L’Iran riapre Hormuz

Come conseguenza del cessate il fuoco in Libano, e fino al termine della tregua nel “Paese dei cedri”, l’Iran ha comunicato la riapertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali.

Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, uomo forte del regime di Teheran: “In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco, sulla rotta coordinata come già annunciata dall’Organizzazione Porti e Organizzazione Marittima della Repubblica Islamica dell’Iran”, ha scritto su X. Per passare nello stretto, come chiarito dalla tv di stato iraniana, servirà il via libera dei Pasdaran e non sarà consentito il transito alle navi militari.

Prontamente è arrivata anche la reazione di Trump, che ha definito Hormuz “completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito”, ma allo stesso tempo ha precisato che il blocco navale statunitense “rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione con l’Iran non sarà completata al 100″.

Trump che via social, il suo Truth, ha inoltre smentito l’annuncio del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che aveva esplicitamente legato la decisione di riaprire lo stretto al cessate il fuoco in Libano. Per l’inquilino della Casa Bianca infatti la riapertura di Hormuz “non è legata, in alcun modo, al Libano”.

Con toni inusuali si è poi rivolto all’alleato Benjamin Netanyahu, sottolineando che “Israele non bombarderà più il Libano. È stato loro proibito farlo dagli Stati Uniti. Quando è troppo è troppo!”, si legge nel messaggio.

di: Redazione - 17 Aprile 2026

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