I dem chiedono la rimozione del presidente

Il mondo nelle mani di uno squilibrato, Trump minaccia di “annientare la civiltà” in Iran: è il vanto di un criminale di guerra

The Donald ha annunciato che è pronto a violare la Convenzione di Ginevra e fare stragi tra i civili, e annientare le infrastrutture. Schumer (capo dei democratici): amici repubblicani, fermatelo

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

8 Aprile 2026 alle 07:00

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AP Photo/Alex Brandon
AP Photo/Alex Brandon

Sono criminali di guerra e se ne fanno vanto. Bombardano ponti, strade, infrastrutture civili, impianti energetici, in totale spregio della Convenzione di Ginevra sulla guerra. C’è chi comincia a dubitare apertamente sulla salute mentale del commander in chief della iperpotenza mondiale. Ma il tycoon rilancia. Donald Trump ha dichiarato (lunedì) di non essere «affatto» preoccupato di commettere eventuali crimini di guerra. Il conto alla rovescia verso le 20 americane (le 2 di notte in Italia) è iniziato: nel giro di poche ore si capirà se il presidente americano darà seguito alla minaccia di “cancellare in una notte un intero Paese” o se concederà ancora tempo ai negoziati in corso attraverso i mediatori internazionali. Trump ha delineato uno scenario che prevederebbe la distruzione sistematica di ponti e centrali elettriche entro la mezzanotte, mentre – secondo quanto riferito ad Axios sarebbe già pronto un piano operativo, con conseguenze devastanti per la popolazione civile e il rischio di ritorsioni su vasta scala.

Secondo fonti dell’amministrazione, sarebbe lo stesso Trump tra i più inclini a una linea dura: “Il presidente è il più assetato di sangue, come un cane rabbioso”, afferma un funzionario, ridimensionando l’idea che siano altri – come il capo del Pentagono Pete Hegseth o il segretario di Stato Marco Rubio,due colombe rispetto al presidente” – a spingerlo verso l’azione. Il presidente avrebbe inoltre iniziato a sondare consiglieri e alleati sulla possibilità di colpire infrastrutture strategiche iraniane, arrivando a definire il piano “Infrastructure Day”. Nuovo post su Truth di Donald Trump, a proposito dell’Iran: «Stasera un’intera civiltà morirà, per non tornare mai più. Non voglio che ciò accada, ma probabilmente accadrà. Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse potrà accadere qualcosa di rivoluzionalmente meraviglioso, CHI LO SA? Lo scopriremo stasera, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo iraniano!». Domanda amletica: c’è una logica in questa follia?

Trump minaccia di far saltare le centrali elettriche in Iran se non ci sarà l’ accordo? Sentiamo il punto di vista dell’Europa: “Abbiamo sempre sostenuto che la diplomazia sia la risposta e, da parte nostra, respingiamo qualsiasi minaccia, anche di attacchi contro infrastrutture civili critiche. Tali attacchi rischiano di colpire milioni di persone in tutto il Medio Oriente e oltre, e potrebbero anche portare a un’ulteriore e pericolosa escalation”. Lo dice la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa. “L’Ue chiede la massima moderazione, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili e il pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti”, rimarca. La linea di attaccare e distruggere infrastrutture civili, ospedali e strutture sanitarie, scuole e università, impianti energetici, strade e ponti, è ampiamente condivisa dal governo di Tel Aviv, come già dimostrato nei fatti nella distruzione di Gaza e nei recenti attacchi in Libano. E anche dall’ultimo appello lanciato oggi in lingua farsi alla popolazione iraniane: state lontani da stazioni e linee ferroviarie e non prendete i treni, ne va della vostra vita.

Quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran dall’inizio della guerra lo scorso 28 febbraio, tra cui almeno 1.665 civili. Lo riporta l’Hrana, ong in difesa dei diritti umani con sede negli Stati Uniti che si occupa di monitorare abusi in Iran. Tra le vittime, almeno 248 erano bambini, ha affermato l’ong fondata da attivisti iraniani. Almeno 49 civili sono stati uccisi e altri 58 feriti lunedì, secondo l’ong, che ha registrato 573 attacchi in 20 province in 24 ore, il numero di attacchi più alto registrato negli ultimi dieci giorni. Alle vittime in Iran si aggiungono quelle in Libano. Sono 1530 le vittime in Libano nella guerra scoppiata tra Hezbollah e Israele il 2 marzo. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut. Tra le 1530 vittime ci sono 102 donne e 130 bambini, oltre a 57 paramedici. I feriti sono più di 4800. Non è chiaro il numero di militanti di Hezbollah uccisi. Oltre un milione di persone sono state sfollate.

I costi della guerra contro l’Iran

La guerra di Donald Trump contro l’Iran sta costando agli Stati Uniti centinaia di milioni di dollari al giorno, e circa un decimo di questa cifra è rappresentato dal costo delle attrezzature militari distrutte nei combattimenti, secondo recenti analisi citate dal Financial Times. Dal 28 febbraio si sono registrati 13 morti americani in attacchi contro basi statunitensi. Oltre 300 soldati americani sono rimasti feriti, cita il quotidiano sul proprio sito. Elaine McCusker, ricercatrice senior presso l’American Enterprise Institute (AEI) ed ex alta funzionaria del Pentagono responsabile del bilancio, stima che il costo della campagna contro l’Iran si aggiri tra i 22,3 e i 31 miliardi di dollari nelle cinque settimane successive all’ordine di attacco impartito da Trump alle forze statunitensi alla fine di febbraio. Il podcaster della destra americana Tucker Carlson, fautore dello stop delle operazioni militari Usa all’estero, chiede all’establishment americano di opporsi a un eventuale ordine di Donald Trump per un attacco massiccio contro i civili iraniani. «È ora il momento di dire no, assolutamente no, e dire direttamente al Presidente no», ha affermato il giornalista. I funzionari devono dire al Presidente, ha aggiunto, `arrangiati da solo con i codici del football (il nuke football è la valigetta con i bottoni per impartire l’ordine di un colpo nucleare che segue sempre il Presidente americano, ndr)». Trump ha risposto, parlando con il New York Post, che Carlson «è una persona con un QI basso che non ha assolutamente idea di cosa stia accadendo».

L’ex deputata repubblicana Taylor Greene ha chiesto la rimozione del Presidente in seguito al post sulla “morte di una intera civiltà in modo che non si ripresenti più” «25esimo emendamento!!! Non possiamo annientare una intera civilizzazione», ha scritto Greene. Il 25esimo emendamento può essere invocato dal vicepresidente e dalla maggioranza dei membri del governo, con una lettera al Congresso in cui dichiarano che il Presidente non è adatto a sostenere i poteri e doveri previsti dal mandato che ricopre. Il leader della minoranza Democratica al Senato, Chuck Schumer, ha definito Trump una «persona estremamente malata» in risposta al post del presidente nel quale minaccia che «un’intera civiltà finirà stasera» se l’Iran non rispetterà la sua scadenza delle 20 (ora della Costa Orientale) per riaprire lo Stretto di Hormuz. «Ogni repubblicano che si rifiuta di unirsi a noi nel votare contro questa guerra sconsiderata si assume la piena responsabilità di ogni conseguenza di qualsiasi accidenti sia questa cosa», ha aggiunto Schumer.

Immagini e video provenienti dai media di Stato iraniani mostrano cittadini in protesta davanti a centrali elettriche e ponti all’interno del Paese. In un video diffuso dall’agenzia di stampa Fars, si vedono civili sventolare una grande bandiera iraniana sul Pol Sefid, ponte ad Ahwaz, nel sud-ovest dell’Iran. Un’altra immagine mostra diversi cittadini in piedi, all’esterno della centrale elettrica Shahid Rajaee, vicino a Teheran. In un terzo scatto una fila di persone è riunita nei pressi della centrale di Tabriz, nella zona nord del Paese. Le manifestazioni si svolgono dopo che Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare «catene umane» intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani, come minacciato dal presidente Usa. L’Iran lascerà al buio l’intero Golfo Persico, Arabia Saudita compresa, se gli Stati Uniti attaccheranno le sue centrali elettriche. Lo ha riferito un’alta fonte iraniana alla Reuters. Il messaggio è stato recapitato a Washington attraverso il Qatar, ha spiegato la fonte.

Il countdown prosegue

Trump ha confermato a Fox News che l’ultimatum rivolto all’Iran per trovare un accordo, previsto per le 20 (le 2 di notte italiane), rimane in piedi. «Se dovessimo arrivare a quel punto, ci sarà un attacco come non ne hanno mai visti – ha detto Trump, aprendo tuttavia uno spiraglio – Se i negoziati dovessero proseguire e si arrivasse a qualcosa di concreto, questo potrebbe cambiare». Intanto, il Boeing E-4B «Nightwatch» – il cosiddetto «aereo dell’apocalisse» – ha effettuato lunedì numerosi giri sopra la base aerea di Offutt, in Nebraska, sede del comando nucleare strategico degli Stati Uniti. Il velivolo, un Boeing 747 pesantemente modificato per resistere a esplosioni nucleari, impulsi elettromagnetici e scenari catastrofici di ogni tipo, funge da posto di comando aereo per il presidente, il vicepresidente e il Segretario alla Difesa in caso di crisi. I dati di tracciamento dei voli mostrano l’E-4B decollare da Offutt alle 10:17 ora della costa est, compiere almeno sei circuiti nella zona e spingersi fino a Strahan, a circa 65 chilometri a est della base. Le autorità militari sottolineano che si tratta di un’esercitazione di routine.

Il volo dell’E-4B ha scatenato una valanga di speculazioni sui social media. «Il “Doomsday Plane” presidenziale è in volo: o sta succedendo qualcosa di molto serio, o Patel ha un altro appuntamento», ha scritto un utente. Un account denominato @ConcernedCitizen ha osservato che un aereo progettato per sopravvivere a un attacco nucleare in volo «probabilmente non è un buon segno». «Letteralmente nulla di quello che ha detto il presidente implica» l’arma nucleare, «buffoni», ha detto la Casa Bianca tramite l’account RapidResponse 47 commentando il video di Headquarters. Sarà…Ma dallo “Stranamore della Casa Bianca” c’è d’aspettarsi di tutto. E di peggio.

8 Aprile 2026

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