Madrid risponde alle accuse

Trump senza freni, attacca Starmer e rompe con la Spagna: “Stop ai commerci, non ci hanno dato le basi per l’Iran”

Esteri - di Carmine Di Niro

4 Marzo 2026 alle 11:59

Condividi l'articolo

Trump senza freni, attacca Starmer e rompe con la Spagna: “Stop ai commerci, non ci hanno dato le basi per l’Iran”

La rottura e le minacce rivolte alla Spagna, le critiche al veleno al Regno Unito, storico alleato. Donald Trump usa i suoi soliti toni sopra le righe e, nel corso della conferenza stampa tenuta martedì alla Casa Bianca in occasione del suo incontro col cancelliere tedesco Friedrich Merz, fa segnare l’ennesimo caso di scontro con due dei partner storici di Washington nel Vecchio Continente.

Le parole più dure, davanti ad un Merz immobile e attonito, sono rivolte al governo socialista di Madrid. L’attacco a Pedro Sanchez è violento ed è “figlio” degli attacchi congiunti di Stati Uniti ed Israele all’Iran, che hanno duramente colpito la leadership politico-militare del regime, a partire ovviamente dalla morte della Guida Suprema Ali Khamenei.

La Spagna è stato di fatto l’unico Paese Ue a condannare l’offensiva Usa-Israele contro Teheran, denunciando come i raid fossero in contrasto al diritto internazionale e per questo negando l’utilizzo delle basi statunitensi nel Paese a Moron e Rota, in Andalusia, per condurre gli attacchi contro l’iran. Uno smacco per Trump, che aveva definito la Spagna un alleato “terribile”, e per questo tramite il segretario al Tesoro Scott Bessent ha minacciato di “tagliare” i rapporti commerciali con Madrid.

Parole al veleno anche per Keir Starmer, il premier laburista inglese. Anche qui Trump si dice “non contento” dell’atteggiamento del Regno Unito riguardo la guerra contro l’Iran. “Sono rimasto sorpreso” ma “non stiamo parlando di Winston Churchill”, la battuta in riferimento a Starmer, attaccando poi Londra per “quella stupida isola che hanno ceduto per prenderla in affitto dagli indigeni”. Il riferimento del presidente Usa era all’isola di Diego Garcia, la più grande dell’arcipelago delle isole Chagos nell’Oceano Indiano, dove Regno Unito e Usa hanno una base militare congiunta. Chagos che, per decisione del governo di Londra, il Paes ha ceduto alle Mauritius, provocando già nelle scorse settimane la dura reazione della Casa Bianca.

Ma se da Londra non è arrivata alcuna reazione alle parole durissime di Trump, da Madrid Pedro Sanchez non ha avuto timore di rispondere per le rime alla Casa Bianca. “Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership”, le parole di Sanchez rivolte a Trump, ma anche agli altri leader europei che non osano fiatare contro le sparate del tycoon.

E se dunque Sanchez condanna il regime iraniano “che reprime e uccide i propri cittadini, in particolare le donne”, dall’altra il leader socialista “rifiuta questo conflitto” e chiede una “soluzione diplomatica e politica”, invitando tutti ed in particolare gli Stati Uniti a “non ripetere gli errori del passato” ricordato quanto accaduto con la guerra in Iraq. “Il mondo, l’Europa e la Spagna ci sono già passati 23 anni fa, quando un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente, una guerra che in teoria, secondo quanto affermato allora, era volta a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale, ma che in realtà ha prodotto l’effetto contrario, scatenando la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia subito dalla caduta del muro di Berlino”, ha sottolineato Sanchez, aggiungendo che la guerra in Iraq “ha generato un drastico aumento del terrorismo jihadista, una grave crisi migratoria nel Mediterraneo orientale e un aumento generalizzato dei prezzi dell’energia e del costo della vita”.

Dopo ore di imbarazzante silenzio, a difesa di Sanchez e del governo spagnolo sono arrivate le parole della Commissione europea, tramite il vice portavoce capo dell’esecutivo Ue Olof Gill. La Commissione è “pronta ad agire” per difendere gli interessi dell’Ue, in “piena solidarietà” con “tutti gli Stati membri”, Spagna inclusa, ha spiegato questa mattina Gill. “Gli scambi commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti – ha sottolineato Gill – sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi. Salvaguardare queste relazioni, soprattutto in un momento di crisi globale, è più importante che mai ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti. L’Ue e gli Stati Uniti hanno concluso un importante accordo commerciale lo scorso anno. La Commissione Europea si aspetta che gli Stati Uniti onorino pienamente gli impegni assunti nella nostra dichiarazione congiunta”.

4 Marzo 2026

Condividi l'articolo