Parla il capo dell'Aiea

Le bugie di Trump e Netanyahu smascherate da Grossi, il capo dell’Agenzia atomica: “Nessuna prova di armi nucleari iraniane”

Esteri - di Redazione

3 Marzo 2026 alle 17:44

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Le bugie di Trump e Netanyahu smascherate da Grossi, il capo dell’Agenzia atomica: “Nessuna prova di armi nucleari iraniane”

Per l’amministrazione Trump arriva una nuova secca smentita rispetto alle giustificazioni adottate per l’attacco congiunto effettuato dalla mattinata di sabato 28 febbraio sull’Iran assieme all’aeronautica israeliana. Dopo il Pentagono, che aveva sottolineato in un briefing a porte chiuse al Congresso che non vi era alcuna informazione in mano alla Difesa americana indicava la possibilità di un attacco iraniano preventivo contro le forze militari statunitensi presenti in Medio Oriente, è oggi l’Aiea a chiarire la sua posizione sulla pericolosità dalla Repubblica Islamica.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica, tramite il suo direttore Rafael Grossi, ha spiegato che non vi sono prove di un programma iraniano finalizzato alla costruzione di armi nucleari: si tratta di una notevole smentita delle affermazioni di Washington e soprattutto di Israele, che hanno giustificato l’attacco a Teheran rispolverando il rischio atomico proveniente dall’Iran.

In particolare Grossi parlando con Nbc News ha evidenziato che la sua Agenzia non ha identificato “elementi di un programma sistematico e strutturato per la produzione di armi nucleari” in Iran. Allo stesso tempo, però, ha confermato che Teheran ha arricchito l’uranio al 60% di purezza, un livello ben oltre il fabbisogno energetico civile che “solo i Paesi dotati di armi nucleari hanno”.

D’altra parte era stata proprio la prima amministrazione Trump ad uscire unilateralmente dall’accordo sul nucleare iraniano nel 2018, tra le proteste degli altri Paesi firmatari dell’accordo che già all’epoca sottolineavano come Teheran non avesse violato l’accordo che permetteva al regime la cessazione delle sanzioni economiche in cambio dei controlli dell’Aiea sul proprio programma nucleare civile, contribuendo al contrario ad indebolire politicamente i “riformisti” iraniani promotori dell’intesa, schiacciati dalla linea oltranzista dell’ayatollah Ali Khamenei.

Nel suo intervento alla Nbc Grossi ha spiegato che “le centrifughe iraniane giravano costantemente, producendo sempre più materiale”, ed in teoria l’uranio arricchito accumulato sarebbe stato “sufficiente per produrre più di dieci testate nucleari”. “Ma le hanno? No”, ha concluso Grossi, smentendo seccamente le tesi promosse sull’asse Washington-Tel Aviv.

di: Redazione - 3 Marzo 2026

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