La folle guerra continua

Cosa c’entra l’attacco all’Iran e gli Epstein files: Trump è ricattabile da Netanyahu?

Chi sta guidando questo nuovo asse del male, che rischia di seminare di morti in Medioriente e non solo, non è il presidente americano. È Netanyahu, l’uomo ricercato per crimini di guerra dal tribunale dell’Aia. Oggi è lui che ha in mano i destini del mondo

Esteri - di Piero Sansonetti

3 Marzo 2026 alle 07:00

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AP Photo/Alex Brandon
AP Photo/Alex Brandon

Tra i grandi leader mondiali, solo il papa ha pronunciato parole ragionevoli. In linea con i suoi predecessori, e con i principi fondamentali della sua religione e della morale cristiana. Ha condannato l’uso delle armi, ha invitato gli Americani a cercare i negoziati e a non esporre il mondo al rischio di una catastrofe. Per il resto il panorama è davvero deprimente. Nessuno dei leader europei (escluso forse Sanchez) ha osato emettere un belato per prendere le distanze dalla folle aggressione americana e israeliana all’Iran. E ieri anche al Libano.

Nessuno ha avuto un dubbio sulla scelta di violare in modo clamoroso e gradasso la legalità internazionale. Anche tra i commentatori italiani è difficile trovare molti obiettori. Mentre i giornali della destra si sono gettati in modo sguaiato sulla scia dei bombardieri, esultando. Ieri i due incrociatori di Angelucci tuonavano all’unisono. Contro Elly Schlein. Dicevano che è vedova di Khamenei. Eppure è impossibile trovare una sola parola a favore di Khamenei pronunciata o scritta dalla Schlein in tutta la sua vita. Ed è impossibile anche trovare qualcosa di simile detto o scritto da un segretario del Pd dal giorno della fondazione del partito ad oggi. Invece se si dovesse cercare qualche relazione pericolosa tra politici italiani e stati-canaglia non sarebbe un’impresa difficile. i capi del centrodestra e la stessa presidente del Consiglio hanno intrattenuto e intrattengono eccellenti e cordiali rapporti con un criminale di guerra come Netanyahu. Ne sostengono l’azione di sterminio. E anche stavolta si sono guardati bene dal prendere le distanze da Israele.

C’è un problema di gruppi dirigenti in Italia e in Europa. Io ricordo che al tempo dell’aggressione americana al Vietnam solo una parte minoritaria dei gruppi dirigenti moderati europei condannò esplicitamente gli Stati Uniti. È vero. Ma anche tra i più conservatori e nelle destre non ci fu nessuno che sostenne apertamente quell’azione di guerra. Diciamo che il livello politico era molto più alto, e c’era una idea di moralità e di dignità che oggi sembra andata del tutto perduta. Poi gli analisti che tutto sanno di questa guerra, anche il nome di ogni singolo esplosivo e il numero delle automobili parcheggiate nel cortile del comando militare israeliano, non ci hanno saputo spiegare il perché di questa svolta di Trump che ha mandato in bestia persino la destra radicale americana.

Cerca consensi in patria? Sembra difficile che ne troverà molti. Cerca gloria per il futuro? Se questa guerra produrrà nuovi guai all’Occidente, come è probabile, non ci sarà molta gloria per lui. E allora? Cosa lo ha spinto? Senza essere grandi analisti, però un’idea ce la siamo fatta. Ispirata e guidata solo dal buonsenso. Forse Trump è ricattabile da Israele? Cioè, può darsi che i servizi segreti israeliani conoscano bene troppi misteri americani, magari anche quelli legati allo scandalo Epstein? Chissà. Magari è solo fantasia. Però una cosa è evidente a tutti: chi sta guidando questo nuovo asse del male, che rischia di seminare di morti il medioriente e non solo, non è il presidente americano. È Netanyahu, l’uomo ricercato per crimini di guerra dal tribunale dell’Aia. Oggi è lui che ha in mano i destini del mondo. E questo fatto, indiscutibile, fa venire i brividi.

3 Marzo 2026

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