L'operazione "Ruggito del leone"
Iran sotto attacco, raid congiunto di Israele e Stati Uniti: Teheran risponde, colpite basi Usa nel Golfo
Esteri - di Carmine Di Niro
Donald Trump ha scelto l’opzione militare. Dopo settimane di tensione e negoziati sul nucleare che ad oggi non avevano portato ad alcuna intesa, Stati Uniti ed Israele hanno lanciato questa mattina un attacco congiunto sull’Iran.
L’annuncio e la “rivendicazione” sono arrivati da parte israeliana, col ministro della Difesa Israel Katz che ha comunicato “l’attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato”, prevedendo di conseguenza “un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell’immediato futuro”.
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Katz ha poi firmato un’ordinanza speciale in base alla quale verrà imposto uno “stato di emergenza speciale” sul fronte interno in tutto il territorio dello Stato di Israele, con la chiusura dello spazio aereo interno ai voli civili e lo stop a tutte le attività non essenziali.
L’attacco congiunto in Iran
L’operazione militare israeliana è stata denominata dal primo ministro Benjamin Netanyahu “Ruggito del leone”. Secondo fonti anonime della sicurezza israeliana citate da Channel 12, l’attacco preventivo di Israele e Usa contro l’Iran è stato pianificato per mesi e la “fase iniziale” dovrebbe durare quattro giorni. La tempistica degli attacchi iniziali è stata studiata per sorprendere gli iraniani, che non si aspettavano un attacco diurno.
Ad essere colpita nell’attacco congiunto in particolare la capitale Teheran, con colonne di fumo che si sono levate dal quartiere dove risiede abitualmente la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, che stando a più fonti era già nascosto in una località segreta. Secondo Channel 12 il palazzo della guida suprema iraniana Khamenei è stato completamente distrutto.
We obtained the first known satellite image of Ayatollah Ali Khamenei’s compound in Tehran. There are several destroyed buildings. While the current whereabouts of Iran’s supreme leader are unknown, the compound is generally used as his official residence. 🛰️📸: @Airbus pic.twitter.com/48krjclMBL
— Christiaan Triebert (@trbrtc) February 28, 2026
Esplosioni sono però state segnalata anche in altre città del Paese, da Isfahan a Qom, passando per Karaj, Kermanshah e Tabriz. Fumo è stato osservato anche in altre zone della capitale Teheran, come sul ponte Seyed Khandan, dove si trova il quartier generale congiunto delle forze armate.
Fars News Agency: Explosions in Isfahan, Qom, Karaj, and Kermanshah
— Ragıp Soylu (@ragipsoylu) February 28, 2026
Tra i siti attaccati a Teheran figurano, secondo l’agenzia di stampa Sabeerin, vicina ai Pasdaran, il ministero dell’Intelligence, quello della Difesa, l’ufficio della Guida Suprema Ali Khamenei e l’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran.
Secondo i primi resoconti provenienti dall’Iran, riferisce la tv israeliana Channel 12, si registrerebbero “gravi perdite” tra le forze di sicurezza locali, con decine di morti e feriti tra le fila delle Guardie Rivoluzionarie, tra cui alcune figure chiave dei Pasdaran.
Il messaggio di Trump
Sull’attacco all’Iran è intervenuto con un video su Truth anche il presidente statunitense Donald Trump. Nel breve filmato Trump ha sottolineato che “il regime iraniano non potrà mai avere l’arma atomica, questa operazione è per difendere il popolo americano dalle minacce di Teheran. Colpiremo obiettivi del regime e militari, distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo le loro strutture di produzione di armamenti”.
Quanto al fallimento dell’opzione diplomatica, Trump ha spiegato di aver “provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla ambizioni nucleari”.
Nel messaggio video Trump si è anche rivolto alla popolazione iraniana, invitandoli a “prendere il controllo del proprio governo” una volta concluse le operazioni militari in corso. “Probabilmente questa sarà la vostra unica occasione per generazioni – le parole di Trump -. Per Molti anni avete chiesto l’aiuto dell’America, ma non l’avete mai ottenuto. Nessun presidente era disposto a fare ciò che io sono disposto a fare stasera. Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete, quindi vediamo come rispondete”.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) February 28, 2026
Trump si è rivolto anche ai Guardiani della Rivoluzione islamica, i celebri Pasdaran, così come a tutte le forze armate e di polizia del Paesi, invitandoli a “deporre le armi”: in cambio il presidente Usa ha promesso “la completa immunità, o in alternativa, affrontare una morte certa“.
La rappresaglia iraniana contro Israele e Usa
Come ampiamente prevedibile, di fronte all’attacco congiunto l’Iran ha immediatamente dato il via libera a raid di ritorsione contro Israele nell’ambito di quella che è stata ribattezzata operazione “True Promise 4″.
Le sirene d’allarme sono risuonate in particolare nel nord del Paese, con gli abitanti invitati a recarsi in bunker e stanze sicure rapidamente. Esplosioni sono state udite nella zona di Haifa ma anche a Gerusalemme dopo che diversi missili sono stati lanciati dall’Iran contro lo Stato ebraico.
Ma la controffensiva iraniana non si è fermata ad Israele. Il regime ha lanciato missili verso alcune delle maggiori basi statunitensi nell’area del Medio Oriente.
Footage of an Iranian ballistic missile slamming into the headquarters of the US Navy’s 5th Fleet at Naval Support Activity (NSA) Bahrain earlier today. pic.twitter.com/6omkCrLy2u
— OSINTtechnical (@Osinttechnical) February 28, 2026
In particolare sono state attaccate la Al Udeid Air Base in Qatar, la più grande di tutto il Medio Oriente, operativa dal 1996; la Ali Al Salem Air Base in Kuwait; la US Navy’s Fifth Fleet Base in Bahrein, importante base navale con sede a Manama. Tra gli obiettivi di Teheran anche l’agenzia per la sicurezza nazionale del Kuwait, mentre ci sono stati missili diretti anche a una base negli Emirati Arabi Uniti, ma sono stati intercettati.